Itinerario 04: IL GEMONESE e LUNGO LA VIA PER IL NORICO.


L’itinerario si snoda lungo le ultime propaggini della pianura friulana, a ridosso dei primi rilievi delle Prealpi, e prosegue poi, incuneandosi tra loro, lungo l’antica vallata che costituiva e costituisce la via naturale per il Tarvisiano ed il Norico. Terra aspra, da sempre soggetta a fenomeni d’alta sismicità, fin dai tempi antichi ha costituito il primo baluardo di difesa della pianura friulana (con castra prima e castelli poi) ed il primo presidio fiscale (dogane di terra) per il commercio che si svolgeva tra il Friuli e le terre d’Oltralpe.

Da Udine a Venzone Km. 35 c.; da Venzone a Magdalensberg Km. 126 c.; e ritorno.
Si parte da Udine, percorrendo la S.s. n. 13 “Pontebbana“ in direzione nord. Si attraversa Tricesimo (km.10), che deve il suo nome alla distanza della località da Aquileia “ad tricesimum lapidem“, si prosegue lasciando sulla destra Tarcento, centro pedecollinare con i resti di una torre medievale, e Magnano in Riviera, dove è in fase di ricostruzione il castello medievale dei Prampero, distrutto completamente dal terremoto del 1976.
Appena passato Tricesimo, si arriva al bivio per Cassacco. Si piega a sinistra e dopo 3 km si vede sulla destra la sagoma del castello. Si procede dritti fino a raggiungere la deviazione a destra con l’indicazione per il maniero.
Si consiglia una prima, veloce tappa ad Artegna (km.11 da Tricesimo) dove è visibile, per ora solo dall’esterno, il bel castello medievale d’origine longobarda, anch’esso distrutto dal terremoto ed interamente ricostruito.
Si riprende la S.s. n. 13 e si raggiunge Gemona (km. 6 da Artegna) e ci si porta in alto, nell’antico centro della cittadina, dove ci sono i più interessanti monumenti da visitare come il castello medievale, il Duomo, il Palazzo municipale, Via Bini. Da Gemona, con una breve puntata in direzione nord-ovest (km. 4 da Gemona), ci si porta ad Osoppo, dove sorge, isolato nella piana del fiume Tagliamento, il “colle d’Osoppo“, dai tempi più antichi fortezza naturale e baluardo a difesa della pianura friulana, sulla cui spianata sommitale numerose sono le fortificazioni e le testimonianze storico-archeologiche visitabili (vedi itinerario 3) con percorsi attrezzati per il turista.
Ritornati a Gemona, si riprende la S.s. 13, si lascia sulla destra Ospedaletto, il cui nome ricorda ancora l’esistenza di un antico “ospitale“ appartenuto all’Ordine di S. Spirito (visibile ancora l’edificio con lacerti d’affreschi), e si arriva a Venzone (km. 8 da Gemona), autentico gioiello, unico esempio di città medievale fortificata del duecento in Regione ed interamente cinta di mura, dove una sosta adeguata permetterà un’appagante visita della cittadina con le sue case medievali ed i suoi monumenti (le mura, il Duomo, il Battistero, il Palazzo comunale, le “mummie“).
Da Venzone, meglio riservando quest’ulteriore tappa ad un’altra giornata, si può risalire la S.s. 13 fino a Moggio (km. 13 da Venzone). Ci si dirige verso Moggio Alto, dove sorge l’antico complesso abbaziale di San Gallo (che ebbe nei secoli giurisdizione su larga parte del Friuli – parzialmente non visitabile in quanto convento di clausura) risalente al 1119 e sorto probabilmente sui resti di un antico castello e dove è visitabile ancora la torre medievale.
Ripresa la S.s. 13, ci si dirige verso Pontebba (centro romano e confine di Stato fin dall’epoca medievale); qui, presso il municipio, fa mostra di sé la lapide di Severilla, rinvenuta alla fine del Settecento, in una zona periferica del paese.
Dopo Pontebba s’imbocca la Val Canale per raggiungere, dopo Malborghetto e Camporosso (sulla via principale si trova un antico monumento funerario romano caratterizzato da un’iscrizione e, nei riquadri laterali, dalla raffigurazione di un maestro e di un pedagogo); la località fu sede della stazione doganale istituita ai tempi di Marc’Aurelio, ove si riscuoteva la tassa per i prodotti che dalla provincia entravano in Italia. Numerose iscrizioni, pubblicate di recente, dimostrano che per i funzionari esisteva anche un santuario di Mitra; molti dei funzionari dipendevano da responsabili dell’amministrazione delle dogane (che risiedevano in Aquileia).
La cittadina di Tarvisio, dove si può visitare la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, con monumenti funebri romani e Coccau con la chiesa di San Nicolò che contiene affreschi del 400 (scene della passione di Gesù: flagellazione, salita al Calvario, deposizione, sepoltura, resurrezione, alcune figure di santi e l’adorazione dei Re Magi).
Superato il confine si prenda la strada per Salisburgo; a Spittal prendere la strada n. 100. A 4 km. c’è St. Peter in Holz, ovvero la città celtico-romana di Teurnia (visita h. 8-18). Fondata dai Celti, municipio romano nel I sec., sede vescovile nel V-VI sec. e capitale del Norico al posto di Virunum nel VI sec. Si possono visitare resti d’abitazioni del I e II sec., di chiese paleocristiane [la basilica vescovile al sommo dell’abitato e la basilica cimiteriale, con un interessantissimo mosaico che raffigura animali, al piano; presso quest’ultimo c’è un notevole Antiquarium che presenta resti monumentali e testimonianze dei prodotti che venivano importati dall’Italia], mosaici, capitelli, pietre tombali, colonne.
Da St. Peter in Holz si ritorna a Spittal e si raggiunge Villach, che dista 20 chilometri dal confine e 28 da Tarvisio percorrendo la strada n. 28 o l’autostrada A2. Villach è sede di un piccolo museo archeologico che vale la pena di visitare [contiene resti romani ed anche un’ampia documentazione medievale, da cui risulta, ad esempio, come passassero di qui anche importazioni di ceramica dal Friuli nel pieno Rinascimento].
Da Villach si raggiunge poi Klagenfurt ed il Magdalensberg.

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