Itinerario 07: La Valle del But.


L’itinerario ci permette di visitare i resti più antichi di Tolmezzo, dove non può mancare una sosta al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, d’Illegio e d’immetterci, poi, lungo il tracciato della via romana verso il passo di Monte Croce Carnico.
In età augustea si registra l’apertura di grandi assi viari, che dovevano facilitare gli scambi ed i contatti tra la nostra regione ed i territori limitrofi. Le principali vie di comunicazione col Norico erano le strade Aquileia – Aguntum (presso Lienz) ed – Magdalensberg. Le due strade provenendo da sud avevano un tratto in comune fino circa all’odierna località di Carnia, poi si biforcavano, dirigendosi una verso Tarvisio e l’altra verso Iulium Carnicum passando per Tolmezzo e Terzo.
La strada proseguiva lungo la valle del But toccando Arta, Sutrio, Timau (stazione doganale – Statio Temaviensis) e, superato il Passo di Monte Croce Carnico (dotato di tre iscrizioni romane), raggiungeva Mauthen (stazione doganale: Loncium). Da Loncium si raggiungeva Aguntum, le cui rovine sono emerse ad oriente di Lienz, nell’alta Valle della Drava. Nell’età del ferro (primo millennio a.C.), per raggiungere Gurina, importantissimo centro commerciale preromano, era utilizzato un più antico tracciato che, risalendo il Canale d’Incaroio, transitava per Misincinis (dove è stata scavata una necropoli di VIII – I sec. a. C.) e scendeva, poi, nella Valle del Gail attraverso il passo di Meledis (Findenig Thörl, dove è stata rinvenuta una lapide con iscrizioni in caratteri paleoveneti, visibile nel Museo di Villach).

Km. 60 c. al Passo di Monte Croce Carnico. Da Tolmezzo si raggiunge Illegio attraverso una strada che, dalla località tolmezzina di Betania, si snoda a nord per Km. 7. In posizione geografica favorevole, difesa da immense opere fortificate in diretta comunicazione visiva tra loro, Illegio doveva avere in passato una notevole importanza strategica.
Dall’abitato d’Illegio, percorrendo a piedi un suggestivo sentiero storico, si raggiunge in circa mezz’ora la cima del Colle di San Floriano, dove è ubicata l’omonima Pieve.
Si ripercorre la strada per tornare a Tolmezzo e, prima di terminare la Via Betania, ci s’immette sulla Via Pra Castello, per raggiungere la località omonima attraverso una strada percorribile solo a piedi. Da qui un sentiero ben tracciato e non molto faticoso arriva alla Torre Picotta.
Si lascia Tolmezzo e ci si dirige verso la frazione Casanova, che dista circa Km.2, dopo aver oltrepassato il ponte sul But in direzione di Caneva ed aver svoltato a destra, proprio lungo la già citata antica strada romana, che conduceva a Terzo, Zuglio e, quindi, nel Norico. Ad un bivio all’uscita dalla galleria, si prosegue a sinistra e, svoltando ancora a sinistra in corrispondenza del primo tornante, si raggiunge la Pieve di Santa Maria oltre But.
Si torna sulla strada per Terzo e Zuglio e, dopo circa Km.5, raggiungiamo l’importante località romana di Iulium Carnicum. Qui ci si ferma per un’accurata visita del Civico Museo Archeologico e dell’area degli scavi archeologici.
Da Zuglio una stretta rotabile sale con numerosi tornanti in direzione di Fielis e conduce ad un bivio da cui è visibile la Pieve di S. Pietro. La Pieve è raggiungibile a piedi in pochi minuti. Sul Plan de Vincule il giorno dell’Ascensione si celebra il “Bacio delle Croci”, una delle più sentite e spettacolari ricorrenze di religiosità popolare carnica, la cui origine si perde nella notte dei tempi e risale all’epoca in cui la Pieve divenne la chiesa “madre” della Carnia.
Si torna a Zuglio e, oltrepassato il ponte sul But, si svolta a destra lungo la S.s. 52 bis in direzione d’Arta Terme (circa km.1), stazione termale famosa per le acque sulfuree della Fonte Pudia. Dopo pochi chilometri si arriva a Paluzza, si oltrepassa l’abitato e, dopo circa un chilometro, ci si ferma in località Enfretors, dove sorge la Torre Moscarda.
Proseguendo verso il Passo di Monte Croce Carnico, nella fraz. Timau, presso l’ex Scuola Materna è visitabile il Museo della Grande Guerra, che testimonia le drammatiche vicende che videro la Carnia sul fronte della Prima Guerra Mondiale (Info: tel. 0433 779168, 0433 779292).
Il nostro itinerario si conclude lungo la Via Iulia Augusta (S.s. 52 bis), al Passo di Monte Croce Carnico, dove si possono vedere le tre famose iscrizioni romane (Km. 17 da Paluzza).
L’itinerario archeologico può proseguire con un’escursione in Carinzia e nel Tirolo Orientale, sempre lungo il tracciato della strada romana che toccava Loncium (Mauthen) ed Aguntum (Lienz). Km. 50 c.
Da Kötschach (Mauthen), seguendo il corso della Valle del Gail verso destra, in pochi minuti si giunge a Dellach im Gailtal (km.6), dove sono visitabili gli scavi attualmente in corso del sito preromano di Gurina ed il tumulo sepolcrale di Wieserberg (Info: Ufficio Comunale di Dellach im Gailtal; tel. 04718301-0). A questa località, soprattutto nel periodo preromano, si giungeva per un’antica strada attraverso il Passo di Meledis, che collegava l’importante insediamento dell’età del ferro di Misincinis (Paularo) (materiale archeologico nel Museo di Zuglio), nella valle d’Incaroio, con Gurina e con gli altri centri commerciali del Norico.
Tornati a Kötschach (Mauthen), si prosegue lungo la strada per Oberdrauburg (km.14), dov’è visitabile il Museo d’Archeologia e Storia degli insediamenti situato in Marktstrasse 18, (Info: tel. 04710/224822) e quindi, seguendo verso sinistra la valle della Drava, dopo km.11 si giunge ad Aguntum (situato nel Comune di Dölsach, km.4 ad est di Lienz). Si visitano i resti della città romana, inseriti in un Parco Archeologico ed il Museo.

Saliti a Lavant (km.8,5 a sud di Aguntum), ci si può infine soffermare per una passeggiata tra le rovine di un insediamento della tarda antichità e di una chiesa paleocristiana.

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