Itinerario 08: La terra dei castelli.

L’itinerario si snoda attraverso un territorio caratterizzato dalla presenza di castelli e siti fortificati d’epoca medievale posti a ridosso dei primi rilievi delle prealpi Giulie per controllare gli accessi delle vallate del bacino idrografico del torrente Torre. Da sempre territorio di confine e di grande importanza strategico-militare, la Terra dei Castelli oggi si apre all’Europa unita come area turistica d’eccellenza.

Da Cividale del Friuli a Tarcento: km 25 – Si parte da Cividale del Friuli, percorrendo la S.s. 356 in direzione nord. Superata la località di Togliano si giunge a Campeglio (frazione di Faedis) dove si devia per la Chiesa Parrocchiale.

Superatala si giunge ad una nota Azienda Vinicola locale dove nei pressi sorgono i resti del castello medievale di Soffumbergo (vedi). Rientrati sulla S.s. 356 si prosegue fino a Faedis (km 9 da Cividale), dove apposita segnaletica indica il sentiero pedonale per raggiungere i castelli di Zucco (con annessa chiesetta dedicata alla Madonna) (vedi) e di Cucagna (vedi).

Dopo aver ripreso la S.s. 356, si giunge alla località di Racchiuso, dove si può deviare verso sinistra in direzione di Povoletto e seguendo le indicazioni si può raggiungere la località di Savorgnano al Torre dove sorgono i resti del castello omonimo (la salita al castello non è ancora attrezzata e in fase di realizzazione per cui è di difficile accesso) (vedi), oppure si prosegue e si fa sosta presso l’abitato di Faris, da dove, su facile pista forestale in circa un quarto d’ora di agevole cammino, si sale al castello di Partistagno con annessa Cappella di S. Osvaldo (vedi).

Ripresa la direzione per Attimis si giunge nell’omonimo paese dove si può visitare il Museo archeologico-medievale della Terra dei Nove Castelli (vedi). Il percorso museale ideato con intenti didattici moderni espone un’ampia scelta di materiali provenienti dai molti siti castellani del territorio.

Dal Museo si prosegue in direzione della frazione di Porzùs (località tristemente nota per avvenimenti collegati alla lotta partigiana nella seconda guerra mondiale); dopo circa 2 km, si può sostare presso l’imbocco di un piccolo sentiero (agevole percorso anche se il sentiero non è sempre battuto) che raggiunge (in circa 15 minuti) i resti del castello Superiore di Attimis (vedi), da cui si ha una splendida vista su tutta la pianura udinese. Dal castello Superiore sono visibili anche i ruderi del castello Inferiore di difficile accesso.

Ridiscesi ad Attimis si prosegue per Nimis, dopo aver superato il piccolo passo di Monte Croce (m. 267) (noto tra i locali anche con il nomignolo di Passo della Morte), si devia a destra verso l’abitato di Cergneu. Giunti all’imbocco del paese, si può sostare presso una trattoria, da dove parte il sentiero (agevole, 15 minuti) per giungere ai resti del castello di Cergneu (vedi) in fase di restauro.
Ripresa la statale, prima di entrare in Nimis si può visitare la Pieve (nella forma attuale del XII sec.) di San Gervasio e Protasio (vedi) e quindi superato l’abitato di Nimis (molto nota la produzione locale del vino Ramandolo) si prende la direzione per Tarcento (detta la “perla del Friuli”) dove sorge una torre medievale (località Coia) e si può visitare il locale Museo Civico (attualmente chiuso perché in fase di riallestimento).