Il territorio di Castelnovo era abitato almeno mille anni prima di Cristo, come testimoniano reperti archeologici ritrovati in questi ultimi anni.
Parlando di reperti che testimoniano l’attività dell’uomo in queste zone è interessante il ritrovamento di alcuni frammenti ceramici decorati, risalenti al XV-XVII secolo, ritrovati in Loc. Cruz (di Castelnovo) ove era ubicata una fornace.
I frammenti ceramici sono stati restaurati ed esposti in mostra permanente dal nome “Scodelle”, presso “Villa Sulis” sita in località Costa, 17 di Castelnovo del Friuli.
La sua storia più recente è legata alle vicende del castello, che sorgeva sul colle dove ora si trova la chiesa del “Borc” dedicata a San Nicolò, in località Vigna.
Ciò che oggi funge da campanile, era in origine una delle antiche torri del maniero.
La costruzione del castello può essere collocata attorno al 920 d.C.; la cosa più probabile, secondo alcuni storici, è che il Castello sia stato fatto costruire da una famiglia nobile bavarese, la quale gli avrebbe dato il nome di “Nauhaus” (casa nuova). Il feudo del castello comprendeva allora quattro “ville”: Castelnovo, Travesio, Usago e Lestans.
La sorte ha voluto che questo castello più degli altri, abbia visto continuamente mutare feudatari, signori o comunque dominatori che lo hanno posseduto in conseguenza di questi continui cambiamenti di proprietà, spesso cruenti, il popolo viveva sfruttato e in miseria.

Ceramiche rinvenute in località Madonna dello Zucco.
L’arte della ceramica sembra essere stata una parte significativa dell’identità storica e culturale di Castelnovo da prima del ‘500 fino al secolo scorso.
La vicinanza delle materie prime (argilla, acqua. legname) farebbe supporre l’esistenza di botteghe organizzate per l’intero ciclo produttivo, dall’estrazione, decantazione e lavorazione dei banchi di argilla fino alla preparazione e alla macinazione dei colori.
Nel 1982 la Soprintendenza Archeologica per i Beni A.A.A.S. del Friuli Venezia Giulia, dopo alcune segnalazioni riferite a sporadici rinvenimenti di reperti ceramici nelle vicinanze del colle dei Cruz, eseguì alcuni saggi di scavo lungo il versante occidentale dello stesso, fino al centro abitato che si sviluppa ai piedi dell’altura, per verificare la natura e la consistenza di eventuali depositi archeologici.
Dai saggi effettuati risultarono scarti di materiale fittile, identificati come butti di botteghe artigianali, la cui attività può essere datata tra la metà e la fine del XVI secolo.
I reperti di vasellame ceramico rinvenuti, si presentano in stato estremamente frammentario, ma anche sottoforma di esemplari integri, tipologicamente riconducibile ad una produzione tardo rinascimentale di ceramica graffita e dipinta sotto vetrina che faceva capo a una o più officine ubicate nelle immediate adiacenze.
Si può indicare un’eventuale fonte di scarico di questo materiale, probabilmente gettato dalla zona occidentale del colle in cui potevano plausibilmente essere posizionati gli impianti di produzione.
Gli scavi archeologici furono la premessa del lavoro condotto per le volontà congiunte del Comune di Castelnovo e della Soprintendenza, il cui risultato si può ammirare nella mostra permanente allestita in Villa Sulis.
Il progetto di valorizzazione dei reperti ceramici cinquecenteschi rinvenuti a Castelnovo del Friuli è ambizioso: l’intento è quello di utilizzare la sede espositiva come laboratorio permanente di studio, attività didattica e sperimentazione riguardante principalmente la produzione di ceramica rivestita.
Materiale rinvenuto:
Stoviglie da fuoco: pentole, olle in ceramica grezza, utilizzate per la conservazione degli alimenti e per la loro cottura
Recipienti di grandi dimensioni: capienti contenitori legati alla conservazione dei cibi, dotati di coperchio di legno
Vasellame da mensa: stoviglie da tavola rivestite (scodelle, ciotole, piatti, bacini, boccali)
Le Decorazioni:
Per le ceramiche di Castelnovo del Friuli, molti elementi intervengono a favore di una produzione in serie di largo consumo, a cui rispondono gli stessi decori organizzati in schemi geometrici ripetitivi, risolti in una gamma ricorrente di decorazioni.
Il vasellame graffito presenta una più varia ricerca ornamentale prestandosi a espedienti estetici di maggiore impatto con soluzioni decorative ottenute a punta e a stecca, monticelli a fondo ribassato, losanghe, fiori stilizzati, denti di lupo, onde, fasci di segmenti verticali e soprattutto cornici a nastro (cifra stilistica della produzione di Castelnovo), rappresentano gli elementi ornamentali più utilizzati.
Siano graffiti o dipinti, i soggetti assumono rilievo in una posizione isolata sul fondo dell’oggetto, oppure si sviluppano in una caratteristica trama di cornici concentriche, investendo l’intera forma.
I reperti conservano alcuni spunti della tradizione rinascimentale ma rientrano per lo più nella fase tardiva della graffita arcaica.

Info:
Villa Sulis, SP62, 17, 33091 Costa-castello PN
Telefono: 0427 90040
Orario di apertura: dalle 15:30 alle 18:30
La raccolta archeologica apre al pubblico:
• La prima domenica del mese per tutto l’anno, in coincidenza con le aperture gratuite di tutti imusei nazionali come da iniziativa del MiBACT;
• Il terzo sabato del mese per il periodo compreso tra gennaio ed ottobre;
Calendario aperture per il 2018:
sabato 17 marzo, sabato 21 aprile, sabato 5 maggio (Giornata di presentazione)
domenica 6 maggio, sabato 19 maggio
domenica 3 giugno, sabato 9 giugno (evento: Di notte in castello e in villa), sabato 16 giugno
domenica 1 luglio, sabato 21 luglio
domenica 5 agosto, sabato 18 agosto, domenica 26 agosto (IL GNO ORT )
domenica 2 settembre, sabato 8 settembre FIESTA DES SCUDIELUTES, domenica 9 settembre FIESTA DES SCUDIELUTES, sabato 15 settembre
domenica 7 ottobre, sabato 20 ottobre
domenica 4 novembre
domenica 2 dicembre.
Possibilità di visita guidata alla raccolta archeologica al di fuori delle date e degli orari indicati: SU PRENOTAZIONE.

Fonte: www.comune.castelnovo-del-friuli.pn.it

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica