Piccolo gioiello del Friuli Occidentale, ricco di storia e monumenti: il castello, il borgo medioevale, il santuario mariano più vecchio della diocesi, gioiello dell’arte barocca, l’antica pieve risalente al XV secolo ma anche ambiti naturalistici che armonicamente si inseriscono in un affascinante itinerario.
L’area di Cordovado fu abitata in età romana e forse precedentemente, ma la storia documentata inizia nel medioevo, legata alle vicende del grosso complesso agricolo (CURTIS) che si estendeva in prossimità del guado su un antico ramo del Tagliamento (VADUM).
Il passaggio era attraversato da una strada importante, che collegava Portogruaro all’area austriaca e tedesca. I Vescovi di Concordia fortificarono la corte attorno all’XI-XII secolo e scelsero Cordovado a loro più importate castello della pianura, sede di numerosi poteri, civili, militari ed ecclesiastici.
Rimasto in piena funzione fino al Quattrocento, dopo il passaggio del Friuli a Venezia il maniero perse la sua funzione militare. Nel frattempo l’insediamento prosperava: nella zona della Pieve di Sant’Andrea esisteva il villaggio rurale, dentro le mura si era sviluppato il borgo di chi coltivava interessi in castello o era al servizio della signoria, e a Nord cresceva il borgo nuovo dei mercanti, notai, possidenti, artigiani.

Il fortilizio medievale, probabilmente sorto sul posto di un insediamento preistorico fortificato (castelliere), è ben configurato nell’opera di ricostruzione friulana dopo le invasioni degli Ungari per impulso dei vescovi di Concordia (X-XI secolo).
Risulta accertato come ‘castro Cordevadi’ con un atto di investitura del 1276. Nel periodo del vescovo Federico di Prata (1221-1250) era costituito solo di fosse, terrapieni, strutture di legno, spalti e spinate, fu successivamente ampliato e ammodernato tanto è vero che il vescovo Fulcherio (1270-1293) fece costruire una torre di guardia con i mattoni di alcune case abbattute a Portogruaro.
L’antico castello sorgeva nell’area dove ora si trova villa Freschi-Piccolomini, il luogo era cinto da fossato murato con ponte levatoio e insisteva dentro un borgo fortificato dal perimetro più largo, murato, con fosse esterne e due torri portaie che costituiscono la parte ancor oggi visibile.
Dentro il girone interno c’era il palazzo vescovile con un’alta torre quadrata con merli guelfi, dove i vescovi risiedevano lunghi periodi dell’anno, soprattutto d’estate. C’era poi la ‘casa con torre’ degli abitatori principali (Ridolfi, poi degli Attimis), investiti della custodia dal vescovo, e infine la loggia comunale ricordata in un documento del 1318 (vicina alla chiesa di S.Girolamo).

Fuori dalla cinta castellana, ma dentro la cinta esterna e a ridosso della torre portaia fu eretta nel 1347 la chiesetta di S.Girolamo; nello stesso periodo risultano allineate le casette degli abitatori di servizio (è ancora ben visibile il porticato ad archi a sesto acuto nei pressi della torre sud).
La torre portaia nord (torre dell’orologio) con porta a sesto acuto, si può far risalire al XIII-XIV secolo, conserva ancora i camminamenti interni in legno delle guardie, terminava originariamente con una corona di merli guelfi, sormontata da un tetto spiovente a coppi. Nel XVI-XVII sec. fu poi innalzata la torricella dove è stato installato l’orologio.
Nella parte sud del borgo fortificato sono ancora presenti il doppio fossato, la muraglia, il bastione sud-occidentale e la torre portaia. La torre è oggi abbassata rispetta all’originale, è privata delle merlature, a causa dei numerosi interventi nell’arco dei secoli. Era dotata degli apparati di guardia e difesa, di un avancorpo merlato (rivellino), di un ponte levatoio e della posterla con levatoio pedonale.

Info: www.borghibellifvg.it

 

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica