Il complesso fortificato di Zucco, posto su un promontorio lungo la valle del torrente Grivò, nel comune di Faedis, rappresenta uno degli episodi più significativi nel sistema di occupazione feudale del territorio friulano in piena età medievale.
Il castello fu costruito dai signori di Cucagna e, assieme a questa rocca, costituiva un imponente sistema fortificato che iniziava dalla radice del monte con un piccolo avamposto e arrivava fino ad una difesa (risalente al 1248) sul più alto colle “qui dicitur Rodingerius“.
Gli imponenti ruderi che attualmente caratterizzano il sito sono il prodotto dell’integrazione di fasi costruttive diverse, succedutesi nell’arco di tre secoli, dalla metà circa del ‘200 fino alla fine del ‘500, epoca a cui risale la costruzione della chiesa della Vergine del Rosario, ancora visibile presso l’ingresso del castello.
Zucco fu abbandonato probabilmente fin dal Cinquecento, forse perché danneggiato a causa dei disordini e del terremoto del 1511 o anche per la posizione scomoda e non più indispensabile per le mutate esigenze difensive.
Le indagini archeologiche condotte nel 2013 dall’Università di Udine in collaborazione con il Centro regionale di Catalogazione e Restauro del Friuli Venezia Giulia (ora Istituto regionale per il Patrimonio Culturale) sono risultate fondamentali per la comprensione delle vicende costruttive intervenute in un particolare settore del complesso, dapprima destinato alla difesa e, in seguito, allo “scarico” di rifiuti e di oggetti in disuso.
Dagli accumuli di terreno è emerso un consistente nucleo di reperti legati alla vita quotidiana nel castello tra XV e XVI secolo; questi oggetti, insieme con altri tornati alla luce nel corso di precedenti scavi, delineano in modo dettagliato lo stile e il tenore di vita degli abitanti del complesso di Zucco nella sua fase finale di frequentazione.
Ingente è la quantità di contenitori destinati alla cottura, consumazione e conservazione dei cibi, sia in ceramica che in vetro. Sono ugualmente ben rappresentati anche utensili di uso domestico e artigianale, come cucchiai, coltelli con manici in legno e in osso, strumenti per la tessitura ed il cucito (fuseruole, spilli e ditali), un punteruolo per la lavorazione del cuoio.
Tra gli elementi pertinenti all’ambito militare e cavalleresco, si segnalano numerose cuspidi di proiettili per arma da corda e frammenti di brigantina.
Destano particolare interesse alcuni ornamenti personali, quali fibbie, bottoni e un pendente in bronzo dorato, mentre risultano del tutto eccezionali due oggetti di dimensioni miniaturistiche, probabilmente destinati al gioco: un piccolo pettine in osso decorato ad occhi di dado e un vasetto in ceramica grezza decorato a rotella.
Al castello, che da diversi anni ospita un seminario estivo internazionale di architettura medievale, si giunge ripercorrendo l’antico sentiero lastricato attraverso il bosco. La suggestione viene accresciuta dalla visione quasi cristallizzata del fortilizio, con gli ancora imponenti paramenti murarî e alcuni particolari difensivi tra cui le caditoie e la pusterla di accesso al mastio.
Prima si può visitare la chiesetta castellana, edificata nel tardo Cinquecento da Gabriele di Zucco su preesistenze più antiche; al suo interno la bella Madonna del latte tra i santi Giovanni Battista e Giacomo risalente al secolo XIV.

Fonte: http://www.ipac.regione.fvg.it/

Info: Via dei Castelli, 33040 Faedis UD

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica