La struttura, una delle più suggestive tra i castelli del Friuli, occupa una collina morenica che fu anche sede di strutture fortificate romane e forse di un castelliere.

Torre portaia cinquecentesca con le feritoie per il ponte levatoio

Le prime testimonianze scritte risalgono al 1169 quando i nobili Villalta, ramo della più vetusta stirpe dei Signori di Caporiacco, storica famiglia ghibellina friulana, alla quale oggi il castello appartiene, ricevettero l’investitura patriarcale da Vodolrico II. Il castello fu spesso teatro di aspri combattimenti sia per la sua posizione strategicamente importante sia per la turbolenza dei suoi feudatari. Nel 1216 Enrico di Villalta difese il castello dall’assalto di truppe trevigiane.
Nel corso del 1300 fu più volte riedificato e distrutto. Per secoli proprietà dell’omonima famiglia, divenne anche per via di matrimonio feudo della famiglia della Torre Valsassina, di origine lombarda già antagonisti dei Visconti.
Nel 1310 fu distrutto dai conti di Gorizia e nel 1353 quasi raso al suolo dal patriarca Nicolò di Lussemburgo, che accusava i Villalta di avere congiurato ed ucciso il predecessore patriarca Bertrando.
Agli inizi del XV sec. ne sono feudatari i “della Torre”. Nel 1511 subiva le vicende sanguinose della rivolta contadina del “giovedì grasso”.
I della Torre provvidero ad ampliare notevolmente il castello, soprattutto con la costruzione dell’imponente ala rinascimentale a ridosso dell’antico mastio. L’intero complesso, però, non ha perso l’originaria configurazione d’opera fortificata, con l’alta torre, le cinte provviste di merlatura ghibellina, il ponte levatoio, le numerose feritoie. La suggestiva atmosfera di “nido d’antichi sparvieri” è resa ancor più presente dal fatto che tra le sue mura visse Lucio della Torre, decapitato nel 1723 per le sue imprese sanguinose a Gorizia per ordine del Consiglio dei Dieci.
Il complesso è composto di una doppia cerchia di mura, con merlatura a coda di rondine o ghibellina, con torri angolari a pianta circolare: in una di loro è stata ricavata la cappella di San Michele del XVI sec.. La torre porta conserva le lunghe feritoie per le catene del ponte levatoio.

Vista del Castello di Villalta da sud-ovest.

All’interno spicca la domus residenziale con i saloni disposti a “cannocchiale” e la cucina con focolare, alla quale si ispirò Ippolito Nievo nel descrivere la cucina del castello di Fratta. La torre più alta, a pianta quadrata, è la struttura più antica, probabilmente del XII-XIII sec.
Restaurato è oggi meta di numerosi visitatori ed incontri culturali, allo scopo di mantenere vive la storia e le tradizioni della Patria del Friuli.

Info:
privato, tel. 0432 6788 84.

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica