La tumbare” nel 2002

A Sud-Ovest del piccolo centro di Tomba si erge l’imponente tumulo detto “tumbare”. Esso è caratterizzato da una sorta di struttura a gradoni, questi ultimi probabilmente dovuti ad interventi di rimodellamento avvenuti in epoche successive alla sua costruzione, forse connessi ad un sentiero elicoidale che recava in cima (QUARINA 1943, p. 79, 85).
Il monumento aveva già destato l’attenzione del Bertoli che, nel XVIII sec., oltre a darne una breve descrizione e a riportarne le misure (circonferenza alla base di 220 piedi, circonferenza sommitale di 88 piedi, altezza di 25 piedi), riportava la notizia che, in occasione dello spianamento di parte della sommità, era venuta alla luce un’urna in pietra contenente a sua volta un vaso di vetro con ceneri. La presenza di questa sepoltura, evidentemente di epoca romana, collocata nella parte alta del tumulo, permette di supporre che questo fosse stato eretto in epoca precedente e deporrebbe a favore di una sua eventuale appartenenza all’epoca protostorica. Va osservato, però, che il Someda de Marco non considerava del tutto attendibili le notizie fornite dal Bertoli ritenendo, invece, che l’urna fosse stata trovata vicino al tumulo e non sopra questo. Sempre il Someda de Marco, nel 1948, riferisce che il tumulo aveva una circonferenza alla base di circa 76 m, e di 30 m alla sua sommità, e che si elevava rispetto all’attuale piano di campagna di circa 7,5 m (1948, pp. 6-8). Le dimensioni del tumulo a tutt’oggi si sono pressoché conservate intatte.
Fino ad ora non sono state effettuati scavi archeologici che possano attestare l’effettiva antichità della struttura per la quale, solo sulla base della tipologia, si può proporre un’attribuzione al Bronzo Antico/Medio, analogamente con quanto riscontrato in altri tumuli dell’area. Attualmente la superficie del tumulo è occupata da numerosi alberi ad alto fusto.
Per quanto riguarda i materiali di epoca romana, non rimane più traccia (CIVIDINI 1998, p. 35) ad eccezione di un disegno dell’urna in pietra pubblicato dal Bertoli (1739, p. 280).

Bibliografia: Tomba di Mereto 1979, pp. 12-17; Bertoli 1739, pp. 280-1; Canciani 1785, p. 5; Cividini 1998, pp. 31-35; Quarina 1943, pp. 79, 85; Someda de Marco 1948; Someda de Marco 1959, p. 13; Tagliaferri 1986, pp. 168-9

Fonte: DVD – Terra di Castellieri – Archeologia e Territorio nel Medio Friuli – Sezione B – L’età protostorica, SIAE – cre@ttiva 2004

La cosiddetta tumbare è una struttura a forma di bassa collinetta dal profilo troncoconico che si trova in aperta campagna a sud-ovest della frazione di Tomba.
Il termine tumbare è diffuso in altre zone della pianura friulana per indicare tali strutture realizzate dall’uomo e ritenute tombe a tumulo preromane. Alcune di loro sono state scavate ed hanno rilevato la presenza di una o più sepolture di inumati mentre talvolta si trattava di tombe ad incinerazione. Gli oggetti di corredo funebre conservati appartengono generalmente alla culture dell’età del bronzo e del ferro.
La struttura di Tomba ha conservato solo parzialmente la sue forma originaria a causa delle manomissioni e dei lavori agricoli. Negli anni Quaranta aveva circonferenza di circa 80 metri ed era alta circa 8 metri. Al sue interno state rinvenute casualmente una sepoltura ad incinerazione: un’urna di pietra con coperchio che racchiudeva un vaso di vetro contenente le ossa incenerite.

Nel 2006, nel 2007 e nel 2008, grazie a fondi regionali ottenuti dal Comune di Mereto e a un contributo della Fondazione CRUP, l’Università di Udine ha condotto ricerche di scavo nel tumulo noto come Mútare, o Túmbare, a sud-ovest della frazione di Tomba.
La piccola elevazione approssimativamente troncoconica, a gradoni, è alta oggi m 6,50 ed ha un diametro di base di m 25 ca. L’esplorazione, preceduta da una serie di prospezioni, è iniziata nel settore sudorientale ed è stata poi estesa in direzione nord, verso il centro del tumulo. Sul pendio orientale un probabile tentativo di violazione quasi alla base del pendio ha provocato, in un momento non determinabile, uno smottamento lungo la scarpata: per fortuna il danno non ha pregiudicato la struttura protostorica.
Il sito del tumulo di Mereto sembra essere stato frequentato già in un periodo compreso tra Eneolitico finale e inizio del Bronzo Antico, ma il monumento funerario è il risultato di diverse fasi costruttive, a partire da un momento evoluto dell’antica età del bronzo, quando, grosso modo al centro dell’area poi occupata dal tumulo, fu scavata una profonda tomba a fossa e vi fu deposto un giovane di ca. 17 anni, rinvenuto pressoché privo di corredo; due oggetti in pietra, un piccolo lisciatoio litico e un blocco semilavorato utilizzabile come incudine potrebbero tuttavia rimandare a un’attività artigianale. L’ampia piattaforma di grossi ciottoli che ricopre la tomba fu realizzata verosimilmente in più momenti nel corso di diverse generazioni.
La sommità del monumento fu quindi sigillato con una serie di riporti di argilla e limo inglobanti i resti di attività antropiche correlabili a cerimonie e riti eseguiti presso la piattaforma. A chiusura di questo ciclo di eventi rituali si iniziò ad erigere l’imponente sopraelevazione a strati alterni di terra e ghiaia sostenuti e contenuti da una complessa intelaiatura lignea.
Tra i materiali recuperati nel corso degli scavi si segnalano due cuspidi di frecce in selce databili tra l’Eneolitico finale e una fase non avanzata del Bronzo Antico, e una discreta quantità di ceramica, parte della quale sembra indicare che l’utilizzazione del monumento si prolungò nel corso del Bronzo Medio: in questo periodo il tumulo divenne un punto di riferimento, sia ideologico che geografico, del nuovo assetto territoriale caratterizzato dagli abitati fortificati, che troverà stabilità e continuità proprio nelle fasi più evolute dell’età del bronzo.

Fonte: sito internet dell’Università di Udine, Dipartimento di Preistoria e Protostoria.

Info: sito liberamente visitabile e facilmente raggiungibile.

Bibliografia: Il tumulo di Mereto di Tomba. Culti e riti funerari nel Friuli protostorico, a cura di E. BORGNA, S. CORAZZA, Fagagna (UD) 2011.

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica