A circa cinque chilometri dal castelliere di Rupinpiccolo è possibile visitare la Grotta Gigante, una delle meraviglie del Carso triestino e la più grande cavità naturale finora conosciuta. La caratteristica di questa grotta è la vastità dell’unica cavità che la costituisce: ha più o meno forma ellittica, con i due assi rispettivamente di circa m. 130 x 65, mentre l’altezza della volta è di m. 115.
La grotta è ricca di formazioni cristalline. spesso colorate di rosso vivo, tra le quali sorgono numerose stalagmiti.

Nelle vicinanze dell’ingresso della grotta è visitabile un piccolo museo speleologico con reperti dell’età del bronzo ritrovati all’interno della grotta o nelle tante cavità carsiche che si trovano nelle adiacenze.

La grotta Gigante è una delle più importanti e ampie grotte turistiche d’Italia. L’ingresso è costituito da un’apertura naturale, scoperta nel 1890, che già dal 1908 fu attrezzata come accesso turistico. A circa 80 metri di profondità si apre la parte più imponente e spettacolare della Grotta Gigante: la Grande Caverna, un unico vano naturale dalle dimensioni eccezionali: 98,50 metri di altezza, 167,60 di lunghezza e 76,30 di larghezza.
Fu nella parte più profonda della caverna che G.A. Perko riconobbe diversi strati di cenere contenenti frammenti ceramici, conchiglie, ossa bruciate. Bisognerà attendere il 1958 perché emergano altri reperti: durante uno sbancamento marginale del cono detritico che si trovava sul fondo della grotta, furono recuperati resti ossei animali e pochi frammenti riconducibili a due individui (ANDREOLOTTI, STRADI 1964).
Nel frattempo, nel 1961-1962 si eseguirono gli unici veri interventi sistematici, nella cosiddetta “caverna superiore” (ANDREOLOTTI, STRADI 1972), che documentarono episodi di frequentazione dal Neolitico al Bronzo Antico (MONTAGNARI KOKELJ 1997).
Sul fondo della grotta, in coincidenza con l’allargamento della sezione del cono detritico, nel 1964, in uno strato che vedeva associati resti ceramici e ulteriori resti ossei umani, Fasi Pre-Protostoriche: gli interventi di scavo effettuati tramite due trincee nel vestibolo della “caverna superiore” o “ingresso alto” hanno portato alla scoperta di diversi frammenti di recipienti profondi a pareti convesse e bocca ristretta (vasi a coppa), anche con decorazione a motivi geometrici incisi nel taglio 4, taglio che poggiava su strati sterili (ANDREOLOTTI, STRADI 1972). Gli strati 3 e 2, con livelli di terreno argilloso bruno-nerastri frammisti a pietre e cenere, hanno restituito strumenti in selce (1 punta di freccia e alcune lame) e 1 frammento di ascia forata in pietra levigata, oltre a diversi materiali ceramici inquadrabili tra l’Eneolitico e il Bronzo antico (Montagnari Kokelj 1997). Il recupero del 1964, avvenuto in deposito stratificato del cono detritico, ha portato a riconoscere, nello strato indicato come c2, alcuni reperti fittili in associazione con la mandibola umana come riconducibili ad una fase compresa tra il Neolitico forse tardo e il Bronzo antico.
Fase romana: sfortunatamente, i reperti segnalati da G.A. Perko sono dispersi. Egli tuttavia riportava di aver trovato una moneta con impresso sul dritto il busto di Lucilla e sul rovescio la figura della Pietà Velata e una deteriorata con l’effige di Costanzo, figlio di Costantino (PERKO 1897).

Fonte: www.ipac.regione.fvg.it

Info:
gennaio, febbraio, novembre e dicembre: 10-12 e 14-16; marzo e ottobre 10-16; aprile.settembre 10-18.
Visite guidate ogni ora, tel. 040 327312; uscita autostrada a Sgonico.
Sito web: http://www.grottagigante.it

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica