Risultati di grande interesse sono emersi dagli scavi effettuati nella località detta Broili (rilievo posto a quota m 560 circa), posta ai margini occidentali del pianoro di Illegio, in corrispondenza dell’unico sentiero di accesso dalla sottostante Valle del But.
Dagli scavi archeologici è emerso un pianoro con tracce di una frequentazione altomedioevale con buche di palo, costruzioni murarie  a secco (edificio 3 e 4), pozzetti silos. Alla metà del X secolo, grazie alle datazioni al C14, risale il primo edificio (edificio 2), struttura rettangolare (3 m per 7 m) costruita con pietre, malta e intonaco, forse con volta a botte. È verisimile che nel pianoro vicino, ancora oggi utilizzato dagli Illegiani come ortivo, venisse praticata un’agricoltura i cui prodotti venivano stoccati e gestiti in quest’area da qualche maggiorente, di cui però i documenti storici non dicono nulla.
Alla fine del X secolo venne costruita la Torre 1 (11 m x 7 m), con uno spazio interno utile di circa 45 metri quadrati, i cui alzati si conservano per circa 3 metri. Al di sotto di un potente strato di macerie (oltre 2 metri di spessore) si trovava un deposito archeologico poco stratificato. Un carbone sottoposto all’analisi del C14 ha fornito una cronologia compresa fra 1022-1156 d.C. che corrisponde all’ultima frequentazione della torre, più probabilmente alla fine del XI secolo, quando subì un devastante incendio e non venne più riedificata. Nell’ultima fase di frequentazione lo scavo ha messo in luce un forno in pietra e argilla scottata con scopo metallurgico, come evidenziato anche dai resti di scorie ferrose.
La vita dell’edificio è stata piuttosto breve e tra le testimonianze archeologiche si segnalano frammenti di contenitori in ceramica grezza, semi combusti e in particolare alcune pedine da gioco lavorate (solo una integra) e frammenti di osso lavorato (applique decorative?, altro tipo di pedine da gioco ?).
Mancano documenti storici al riguardo (la prima attestazione dei domini de Legio è del 1176), tuttavia è possibile immaginare che vi fosse una famiglia nobile che gestisse il territorio, sfruttandone soprattutto la vocazione agricola, ma fosse anche acculturata, come testimonierebbe la presenza delle pedine da gioco.

Autore: Giovanni Filippo Rosset

Periodo Storico: Alto Medioevo
Localizzazione Geografica