Nel lapidario esterno dei Musei Civici di Udine, sono visibili due lati di altare decorati con satiri che si dissetano.
Furono riscoperti durante i lavori di restauro effettuati nel 1906 nel duomo di Udine, dove furono reimpiegati nel XIII secolo Uno fu posto sotto la guglietta gotica d’angolo del transetto, di fronte alla cappella della Purità, l’altro formava, con il precedente, un angolo alla base della guglietta; creavano, quindi, lo zoccolo della guglia posta al lato sud voluta, insieme ad un’altra, dal patriarca Gregorio di Montelongo per decorare gli angoli esterni del transetto del duomo.
Si ritiene che le due lastre provengano da Aquileia.
Nelle due lastre è visibile la stessa figura con profilo destro e sinistro: un satiro che, in piedi su un piano d’appoggio trapezoidale, regge con una mano il tirso o il pedum (bastone pastorale ricurvo) e con l’altra tiene sollevato un rhyton da cui si disseta. Sulle sue spalle è visibile un mantello che scende dietro la schiena.
Per la datazione si propone l’età antonina per l’interpretazione dei corpi e la raffigurazione dei capelli.

Bibliografia:
M. BUORA, I patriarchi di Aquileia e la sopravvivenza della cultura materiale dell’antichità, in AAAd XXXVIII, 1992, pp. 272-273.
D. DEXHEIMER, Oberitalische Grabaltare: ein Beitrag zur Sepulkralkunst der Romischen Kaiserzeit, Oxford 1998, p.126 n. 129.

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica