CIVIDALE DEL FRIULI (Ud). Forum Iulii in Casa Canussio.

CIVIDALE DEL FRIULI (Ud). Forum Iulii in Casa Canussio.

Situato nell’area settentrionale della città, tra via Niccolò Canussio e via Giosuè Carducci, nei pressi della chiesa di San Silvestro e San Valentino, il singolare edificio fu ampliato e ristrutturato alla fine dell’Ottocento dal barone austriaco Dionigi Craigher sul luogo ove sorgeva la residenza della nobile famiglia Canussio (il cui nome rivive nella piccola comunità di Canussio di Varmo nel Medio Friuli).
Alla ristrutturazione ottocentesca appartiene quell’insieme di elementi neogotici, di torrette quadrate e rotonde, di merli ghibellini, che hanno contraddistinto la particolare struttura di questo complesso architettonico nell’ultimo secolo. Dopo i danni prodotti dalle ultime due guerre, l’edificio è stato adibito a diversi usi pubblici: da scuola elementare a caserma dei carabinieri.
Negli anni Novanta del secolo scorso, il “palazzo/castello“, dopo l’acquisto del dott. Vittorio Canussio (un discendente della nobile famiglia friulana che ha qui abitato dall’epoca patriarcale alla fine del secolo scorso), è stato sottoposto ad un radicale intervento di recupero architettonico.
Prima di dare inizio ai lavori edilizi, considerando che in questo sito si fosse stratificata una parte importante della città e ritenendo fosse indispensabile conoscere tutte le fasi evolutive del complesso architettonico, è stato programmato uno scavo archeologico stratigrafico che si è svolto in più fasi: nell’estate del 1991 e nella primavera-estate del 1992 fino al febbraio del 1993. Tale indagine, finanziata dallo stesso dott. Vittorio Canussio e condotta sotto la direzione della dott.ssa Paola Lopreato, direttrice del museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, ha portato al recupero di un tratto di muro (lungo circa m. 45 e largo m. 2,40) appartenente alla cerchia perimetrale di Forum Iulii (eretta nel secondo – terzo secolo d. C.) e di due fortificazioni a torre di forma pentagonale (una all’interno dell’edificio, l’altra nel giardino) assieme ad una enorme quantità di reperti (ceramiche, vetri, oggetti in metallo e ossi) datati dall’epoca romana a quella rinascimentale.
Ultimata la prima campagna di scavi, nel 1994 sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio con l’intenzione di mantenere a vista il muro latino, spina longitudinale dell’intero complesso architettonico. Alcune strutture murarie ed altri manufatti edilizi di epoca tardo-antica, altomedioevale e rinascimentale, dopo essere stati sottoposti ad un attento studio e quindi rilevati e fotografati, sono stati ricoperti da una pavimentazione in pietra d’Istria che li nasconde alla vista ma anche li custodisce per il futuro. La conservazione delle altre strutture edilizie ed architettoniche, in particolare quelle di epoca romana, è stata affidata alla copertura di lastre in cristallo, che permettono la visibilità fino ad una profondità di cinque metri dal piano di calpestio.
La torre rettangolare-poligonale interna è visibile da un percorso in lastre di cristallo che circonda l’intera struttura, mentre quella esterna è affiancata da un gradevole “prato all’inglese”. Le strutture architettoniche in elevazione, altomedievali e romaniche (ovvero quelle non poggianti sul lungo tratto delle mura romane) oggi insistono su una sotto fondazione di cemento armato, idonea per una perfetta stabilità di strutture molto antiche (innalzate quasi a venti metri dal piano stradale e a venticinque metri dal livello della cerchia muraria). L’aver riportato a vista tutte le strutture in pietra dell’intero edificio ha anche valorizzato quegli elementi architettonici di epoca rinascimentale, dovuti alla scuola del Palladio, come pure quelle arcate tardo antiche, che costituivano il solarium dell’edificio, ricoperte con fregi a forma di ogiva nella rielaborazione neo gotica dell’Ottocento.
Dall’indagine archeologica e dal recupero architettonico di «Casa Canussio» sono così emersi molti secoli di storia urbana di Cividale: dall’epoca romana e tardoantica a quella medioevale e rinascimentale, dalla ristrutturazione ottocentesca alla documentazione dei danni prodotti dal terremoto del 1976. È stata fatta, inoltre, l’ipotesi che i numerosi cadaveri, rinvenuti nel sotto suolo dell’edificio, siano dovuti al terribile attacco effettuato dagli Avari nel 610 d. C., per il fatto che sono ben visibili sulle murature del complesso architettonico i segni dell’incendio della città che fu cinta d’assedio e messa a fuoco.
Nell’estate del 2000, in seguito alla necessità di sottofondare il muro di confine di «Casa Canussio» con quello della proprietà vicina sul lato sud-ovest del cortile, è stato eseguito un nuovo scavo archeologico con lo scopo di poter ulteriormente indagare quell’area esterna, in cui negli anni 1992-93 erano state scoperte una parte del muro di cinta della città e la torre poligonale addossata. Tale intervento, oltre al recupero di una grande quantità di reperti di epoca romana (laterizi, ceramica comune e “terra sigillata”), ha portato al rinvenimento di una moneta dell’imperatore Onorio (393-418 d.C.) che ha permesso di datare l’edificazione della torre all’età tardo-antica.
Le indagini archeologiche
La prima fase dell’indagine archeologica, eseguita nell’estate 1991, ha interessato un settore di metri 6 di larghezza e metri 7,50 di lunghezza, all’esterno dell’edificio (sul suo lato sinistro rispetto l’ingresso di via G. Gallina), indagato per controllare e verificare l’andamento piuttosto singolare del muro di spina posto alla fine del corridoio del corpo centrale dell’intera costruzione. Al di sotto degli strati realizzati in epoca moderna e quindi smantellati è stato portato alla luce un poderoso muro, lungo circa metri 5 e largo da metri 1,20 a metri 2,40, formato da ciottoli di grandi proporzioni e da pietre ben squadrate di arenaria locale, disposti regolarmente e legati da malta di color nocciola chiaro ancora compatta e tenace. Il notevole spessore (non comune agli altri edifici conosciuti nella zona) e l’unitarietà dell’intervento costitutivo (non presentando segni di strutture addossate), come pure la buona tecnica costruttiva con l’impiego di maestranze specializzate, denunciavano l’ipotesi che non si trattava di un’opera di difesa dell’edificio stesso ma più verosimilmente dell’intera città di Cividale.
Un tratto della seconda cerchia muraria scoperto, all’esterno di Casa Canussio, lungo m. 5, è costituito da due muri accostati che formano uno spessore di m. 2,40. Dal muro di confine con la proprietà vicina, sul lato sud-ovest del cortile, prosegue verso nord-est, passando al di sotto dell’intero edificio per una lunghezza complessiva di circa m. 45 e con una larghezza da m. 1,20 a m. 2,40. È costruito con una regolare disposizione di ciottoli (di grosse proporzioni), probabilmente provenienti dal greto del fiume Natisone, e di pietre ben squadrate di arenaria locale (presenti in percentuale minore rispetto ai ciottoloni). La superficie omogenea della cresta superiore fa pensare ad uno smantellamento e successivo livellamento, eseguito con ogni probabilità per la cessata funzione del manufatto.
Tale importante rinvenimento ha, naturalmente, condizionato la ricerca programmata per il 1992: infatti l’indagine stratigrafica ha interessato per lo più gli ambienti costruiti lungo il prolungamento del muro, spina longitudinale del complesso architettonico, per determinare il suo andamento. È stato evidenziato che tale muratura parte dall’esterno dell’edificio verso est, lo percorre in senso trasversale e prosegue poi verso ovest (nella proprietà vicina posta su questo lato) in direzione della chiesa di San Silvestro e San Valentino. In definitiva l’insieme delle sezioni murarie riportate alla luce appartiene alla seconda cerchia perimetrale di Forum Iulii del secondo-terzo secolo d. C.
L’esistenza in questa parte della città di un muro di fortificazione è testimoniata dalla descrizione di Niccolò Canussio alla fine del quindicesimo secolo: «… murus immensae molis qui, a divi Silvestri phano ducens exordia ac oppidum subinde amplectens in occidentem, ad Natisonis rupes terminatur, ubi divi Francisci zenobium celebre immoratur» – “... un muro di enormi dimensioni che, partendo dalla chiesa di San Silvestro, dopo aver circondato ininterrottamente la città a occidente, ha termine alle rupi del Natisone, dove si trova l’importante convento di San Francesco” (N. CANUSSIO, De restitutione patriae, Udine 2000, pp. 40-41).
Proseguendo i lavori di ricerca archeologica a ridosso del lato esterno del muro di cinta sono state riportate alla luce (all’interno dell’edificio), le basi di due torri esterne, poligonali, eseguite a rinforzo dello stesso muro di fortificazione cittadina. La tecnica costruttiva e i materiali impiegati sono quelli del rivestimento irregolare dell‘opus incertum. In particolare la torre orientale (quella interna) presenta solamente la parte inferiore degli elementi strutturali (l’apparato di fondazione e i primi corsi dei quattro lati spiccanti dal muro di fortificazione): essa circoscrive parzialmente una torre più antica, avente al centro un pozzo-cistema riutilizzato fino in epoca recente. La tecnica edilizia, il materiale e il legante impiegati sono uguali a quelli della struttura del muro di fortificazione. Questa torre poligonale sembra essere il risultato di una fase evolutiva rispetto a una prima opera di difesa, più piccola, realizzata non a forma cuspidale ma con andamento rettangoloide.
Pertanto nell’intero sistema di fortificazione, portato alla luce in questa zona della città, si possono rilevare quattro fasi successive di costruzione: dapprima la realizzazione della città urbana, quindi il rafforzamento della cinta sul lato esterno alla città, poi l’edificazione della torre rettangolare orientale, infine l’aggiunta delle due torri esterne alla muratura con la trasformazione della torre orientale in forma poligonale.
Sono state inoltre individuate strutture edilizie edificate a ridosso del lato interno del muro di cinta della città. In epoca altomedievale era usuale rinforzare alcuni tratti delle mura con la costruzione di spazi, alle spalle della struttura difensiva, utilizzati dal rappresentante dell’autorità locale, per un’immediata difesa in caso di pericolo. Proprio in questa zona settentrionale della città, l’orografia del terreno esterno alla cerchia muraria facilitava un eventuale attacco degli invasori.
Lungo il muro portante è stata individuata la base di un focolare di forma subrettangolare, costituita da alcuni frammenti di lastre di pietra arenaria circondate da mattoni; è da verificare se tale vano sia stato usato per la cottura della ceramica nel corso dell’epoca rinascimentale per l’abbondanza di prodotti non finiti e di supporti di cottura (o treppiedi puntuti) recuperati durante lo scavo stratigrafico.
L’acciottolato scoperto dall’indagine archeologica 1992-93, potrebbe essere pertinente ad un percorso che si snodava tra la cinta romana e la cinta muraria più esterna. Non va esclusa la sua realizzazione in un momento successivo all’edificazione delle torri poligonali, quando all’esterno della città fu rafforzata la difesa contro il rinnovato pericolo di invasioni barbariche. Tale piano pavimentato poggia direttamente al muro della fortificazione più interna, costituito da grossi blocchi di pietra squadrata, da ciottoli di varie dimensioni legati con malta biancastra e con l’inserimento saltuario di frammenti di laterizi.
Oltre alla cinta muraria, è stato portato alla luce un piano in acciottolato, che ricopre l’intera superficie di quest’area. Realizzato in aderenza del muro di fortificazione cittadina, potrebbe essere pertinente a un percorso che si snodava tra le cinte parallele, cioè infra muros, legato quindi a esigenze costruttive, quando (forse in età teodoriciana) all’esterno della città fu rafforzata la difesa con una seconda cortina, imposta dalle mutate condizioni politiche dell’epoca tardo-antica.
Una parte di “Casa Canussio” è stata, dunque, innalzata lungo le mura di cinta di Forum Iulii, utilizzando la struttura fortificata come fondazione delle più recenti murature.
L’ultimo intervento archeologico dell’estate del 2000 ha interessato l’area della torre poligonale esterna, ed ha permesso di individuare tre fasi cronologiche (romana, altomedioevale e rinascimentale), a cui è riconducibile il rinvenimento di diversi reperti di epoca romana (frammenti di laterizi, di anfore di ceramica comune e di vasellame fine da mensa), di una sepoltura a inumazione e di tracce di una seconda tomba con frammenti di ossa da bambino probabilmente di età altomedioevale, di una grande quantità di frammenti ceramici (grezzi, graffiti e invetriati) datati all’epoca medioevale e rinascimentale. Da uno dei due strati, addossati all’alzato della torre e contenenti solo materiale di epoca romana, è stata recuperata anche una moneta di bronzo emessa dall’imperatore Onorio (393-418 d.C.) con il tipo VIRTUS EXERCITI. La presenza di questo “fossile-guida”, elemento datante per eccellenza, ha consentito di proporre per l’edificazione della torre una datazione tardo-antica, che non va oltre la fine del quarto e l’inizio del quinto secolo dopo Cristo.
Le mura
Il tratto di mura della lunghezza di circa 45 metri scoperto all’interno e all’esterno di «Casa Canussio», al momento, è l’unico visibile dell’intera cortina difensiva, che racchiudeva la città romana municipale di Forum Iulii su tre lati lasciando scoperto quello a sud in quanto difeso dal fiume Natisone.
La prima cinta di età repubblicana, che conteneva il primitivo impianto di Forum Iulii, ritenuto di fondazione cesariana (nel 50 a.C.), fu probabilmente abbattuta durante la pax romana augusta, per permettere al nucleo cittadino di espandersi verso nord-ovest, nell’area non condizionata da impedimenti naturali. La seconda cerchia muraria di epoca romana, è stata eretta all’epoca di Marco Aurelio (161-180 d.C.) o di Gallieno (260-268 d.C.) per proteggere il municipium forogiuliese dalle invasioni barbariche.
L’indagine archeologica, condotta nell’estate del 2000 nel cortile di «Casa Canussio», nell’area della torre occidentale, segna un momento importante per gli studi sull’antica struttura urbana di Cividale e specificatamente sull’impianto murario, in quanto per la prima volta è emersa una testimonianza archeologica datata, cioè la moneta dell’imperatore Onorio (393-418 d. C.), che permette di fissare l’edificazione della torre poligonale alla fine del quarto o all’inizio del quinto secolo dopo Cristo.
Sulla base degli studi precedenti ed osservando la tecnica costruttiva della cinta urbana emersa nella «Casa Canussio» si può rilevare che tale sistema di fortificazione non è il risultato di un unico intervento edilizio ma di quattro fasi costruttive successive: dapprima la realizzazione della cortina muraria con la presenza di alcune torri quadrangolari, poi il rafforzamento interno della cinta e sul lato esterno rispetto alla città, in seguito l’edificazione della torre rettangolare orientale di «Casa Canussio», infine l’aggiunta delle torri poligonali esterne alla muratura con la trasformazione della torre orientale di «Casa Canussio» da pianta rettangolare a forma poligonale.
Le torri poligonali di «Casa Canussio» appartengono al lato settentrionale della cinta muraria esterna di Forum Iulii e si aggiungono alla torre, avente la stessa forma e struttura, rinvenuta nel 1961 a sud della piazza Alberto Picco a una distanza di circa 120 metri dalla torre occidentale di «Casa Canussio».
La validità di torri poligonali, avanzate rispetto alla cinta muraria e a distanza ravvicinata, è già nota nei sistemi difensivi dell’età ellenistica. Vitruvio, in età augusta, raccomanda nel suo trattato De architectura la stessa tipologia delle torri cividalesi: “... le torri devono essere avanzate anteriormente; … bisogna lasciare gli spazi tra le torri non più lunghi di un tiro di freccia; … le torri devono essere costruite poligonali o rotonde …“. Questa struttura difensiva è attesta anche ad Aquileia, dove, all’età di Teodosio (347-395 d. C.), le mura della città furono dotate di torri e, successivamente alla loro aggiunta, tra la fine del quarto e la prima metà del quinto secolo d. C., fu costruita una seconda cinta più esterna. Pure a Cividale fu innalzata una nuova cortina, ad una distanza di circa 20-25 metri dalla precedente muraglia di fortificazione. Un tratto di questa seconda cinta muraria, conosciuta come “veneta”, è visibile nel lato occidentale della città e una parte è stata rinvenuta negli scavi di «Casa Cannusio», unita alle mura di età romana da un acciottolato. Il rafforzamento delle opere di difesa di Aquileia e di Cividale si inseriscono in quel sistema fortificato del confine orientale dell’Italia contro la crescente pressione dei popoli invasori; iniziato nell’età costantiniana, fu in seguito completato dal Vallum Alpium Iuliarum, un intero e poderoso muraglione che da Tarsatica (Fiume) correva lungo i rilievi carsici e le Alpi Giulie fino alla Carinzia, articolandosi in castelli nei punti di maggiore interesse strategico. Non va quindi esclusa l’ipotesi (sostenuta dal dott. Sandro Colussa sulla base delle recenti scoperte archeologiche) che la cinta muraria esterna di Cividale, restaurata in età basso-medioevale e in parte inclusa nelle mura venete, sia stata realizzata nell’epoca di Teodorico (474-526 d.C.).
La torre occidentale, all’esterno di «Casa Canussio». Addossata al muro di cinta e distante dalla torre orientale (interna) a meno di m. 20, è di forma poligonale, ad angolo saliente, con paramenti in opus incertum (a blocchi irregolari di pietra) e riempimento cementizio. Dallo scavo archeologico del 1991 la torre era visibile in alzato per cm. 68 e all’interno per cm. 62. Con l’ultima indagine archeologica del 2000 la sua visibilità complessiva è di m. 2,40; l’alzato è di m. 1,30 e la risega di fondamenta, sporgente di cm. 15-20, continua in profondità per m. 1,10. I muri sono larghi in media m.1,27. Il rinvenimento della moneta dell’imperatore Onorio (393-418 d.C.) consente di datare l’edificazione della torre alla fine del quarto o all’inizio del secolo dopo Cristo.

Bibliografia:
- Per un maggiore approfondimento sulle fasi dell’indagine archeologica di «Casa Canussio» negli anni 1991-1993 e sulla tipologia del materiale rinvenuto: M. Visintini, Lo scavo “Craigher-Canussio” e il materiale ceramico ivi rinvenuto, in «Quaderni Cividalesi 22», Associazione per lo sviluppo degli studi storici ed artistici di Cividale, Cividale 1995, pp. 37-65.
- Sull’intervento archeologico eseguito nel 2000: I. Ahumada Silva e S. Colussa, Nuove indagini archeologiche in Casa Canussio a Cividale del Friuli (UD), Estate 2000, in «Forum Iulii», XXIV (2000), Premariacco (UD) 2001, pp. 9-22.
- Sul percorso delle cinte murarie romane di Forum Iulii : S. Colussa, Appunti sulle mura romane di Forum Iulii (Cividale del Friuli), in «Quaderni Cividalesi 25», Associazione per lo sviluppo degli studi storici ed artistici di Cividale, Cividale 1998, pp. 15-40.

Indo: Via Niccolò Canussio, 4, 33043 Cividale del Friuli UD – tel. 0432 731158

Fonte: http://www.castellocanussio.it/

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Periodo Storico: Età Romana
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