FORNI DI SOPRA (Ud). Fraz. Cella, Chiesa di San Floriano.

La chiesa di San Floriano è monumento nazionale dal 1905.
L’edificio appartiene al sec. XV, con semplice facciata a capanna sormontata da una piccola monofora campanaria; la copertura è in scandole di legno. Sorge accanto alla chiesa parrocchiale, separata dalla strada; architettura del sec. XV, vi si conserva ancora un ciclo di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo, datato all’anno 1500.
Il repertorio di soggetti raffigurati è quello simile alle realizzazioni precedentemente incontrate a Socchieve e Forni di Sotto e si dispone anche qui nella zona absidale, con poche varianti nelle fisionomie e nei colori. La differenza è che in questo lavoro molto probabilmente il pittore si fece aiutare da allievi, come Giampietro da San Vito (a cui si attribuisce ad esempio il San Valentino dipinto nella navata sinistra).
Ciò che però fa di questa chiesa un vero gioiello, al di là dell’architettura ben conservata e degli affreschi contenuti, è la presenza contestuale di una preziosa pala del pittore Andrea Bellunello (1430-1494), firmata e datata 1480 nello scomparto principale (Andrea Belunelo de Sanvido). Si tratta di un polittico, in cui il santo titolare è raffigurato al centro, vestito come un elegante cavaliere, mentre sorregge un castello in fiamme (in quanto protettore dagli incendi). Negli altri scomparti si dispongono, in modo alquanto affollato, le raffigurazioni di altri Santi e Sante, su due livelli. In basso, a sinistra c’è Sant’Orsola, con lo stendardo che ne ricorda la nascita regale e la palma del martirio: è accompagnata dalle Vergini che andarono con lei in pellegrinaggio a Roma e che con lei furono uccise dagli Unni a Colonia nel viaggio di ritorno. Nello scomparto inferiore destro ci sono le Sante Dorotea con il cesto delle rose e Caterina d’Alessandria con la ruota e Barbara con la torre. Nello scomparto mediano a sinistra ci sono, con mitra e pastorale, il vescovo San Nicolò ed accanto, con campana e bàcolo, Sant’Antonio Abate. Nello scomparto mediano destro verso il centro c’è San Volfango, abate benedettino e poi vescovo di Ratisbona (sec. X), con mitra e pastorale. La scure ricorda il fatto che con essa il santo delimitava e prendeva possesso dell’area su cui costruire nuovi monasteri, secondo una prassi di retaggio celtico. Questo arnese lo deputò anche santo patrono dei boscaioli. Accanto è raffigurato Sant’Osvaldo con in mano il corvo. In alto si dispone un’Annunciazione e, al centro, il Cristo Risorto. La cornice, con gugliette e pilastrini tortili, rivela un gusto pienamente tardogotico.

Info:
apertura ogni domenica alle ore 11,30, tel. 0433 88084.
Per visite tel. 043388331, sig.ra Aurelia Cappellari
Sito web: http://www.camminodellepievi.it
(da AA.VV. Il Cammino delle Pievi in Carnia, Tolmezzo 2012)

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Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica

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