MONFALCONE (Go). La Rocca.

La Rocca di Monfalcone (dis. A. Degenhardt).

Posta tra il mare e l’altopiano carsico, Monfalcone fu sempre, per la sua posizione geografica, un luogo di passaggio obbligato verso l’Italia o l’Europa centroorien¬tale. Occupata e saccheggiata varie volte nei secoli, durante la prima guerra mondiale venne completamente distrutta in quanto situata nelle immediate vicinanze del fronte.
A qualche chilometro dal centro di Monfalcone si possono visitare trincee e fortificazioni risalenti agli anni 1915/17 tra cui quota 85 sulla quale morì il bersagliere Enrico Toti.
Sul Carso sovrastante la città sorgevano vari castellieri preistorici, i cui resti, sconvolti durante la prima guerra mondiale, si possono vedere a tutt’oggi abbastanza chiaramente.
Le alture furono abitate nel periodo preromano e la località ebbe nuova importanza in epoca romana anche per la vicinanza delle bocche del Timavo (di cui parla Virgilio) presso cui sorgeva nel II sec. d. C. il santuario alla Spes Augusta. la sacralità della zona, che continua ancora ai giorni nostri con il culto di S. Giovanni, tipico dei luoghi in cui sgorga l’acqua, è indicata dalla sua connessione con il culto di Diomede, venerato dai Veneti antichi. Un tempo la pianura era coperta da più bacini di acqua, anche a quote diverse. Frequentate in epoca romana erano le terme, per le quali nel periodo tardoantico abbiamo una vignetta della Tabula Peutingeriana. La zona fu interessata da fiorenti attività marittime e commerciali, testimoniate dai recenti ritrovamenti di grandi abitazioni civili. La prima sicura testimonianza dell’esistenza di un “Vicus Pantianus”, la futura Monfalcone, è dell’anno 967 du-rante il quale l’imperatore Ottone I donò al Patriarca di Aquileia un gruppo di località, tra cui anche il “vicus”, nucleo dell’odierna città.
Verso la fine del 1200 fu probabilmente iniziata la costruzione della cittadella murata e fortificata che nella prima metà del 1300 venne a far parte della “Patria del Friuli” con un ruolo importante come passaggio obbli¬gato e sede di dazi doganali.
Dal 1420, con il disfacimento del Patriarcato di Aquileia, Monfalcone fece parte dello Stato veneziano, mantenendo i propri statuti ed autonomie.
Dopo quasi quattro secoli di dedizione a Venezia, Monfalcone subì in pochi anni occupazioni napoleoniche ed austriache, finché nel 1814 venne definitivamente assegnata all’Austria ed inserita nella Principesca Contea di Gorizia e Gradisca, fino al 9 giugno 1915, giorno in cui venne occupata dall’esercito italia¬no.
Su un’altura di metri 85, sovrastante la città (accessibile a piedi per strada asfaltata dal parcheggio situato a circa 500 metri dalla piazza della Repubblica), venne costruita la “Rocca“, probabilmente durante i sec. XI e XII, seguendo i dettami dell’arte militare del tempo e sul posto di un precedente fortilizio sicuramente preistorico ma forse anche romano e bizantino. Nella viva roccia venne edificata un’importante cerchia di mura circondata da un fossato circolare della lunghezza di circa 25 metri.
La cinta muraria è costituita da tre parti distinte: un rivestimento esterno in pietre squadrate, un riempimento centrale ed un muraglione interno.
Il poderoso mastio che si erge al centro della Rocca ha una forma quasi perfettamente cubica ed è senza dubbio la parte più pittoresca dell’intero complesso, il cui aspetto attuale è frutto dei restauri compiuti circa 50 anni fa per rimediare ai gravissimi danni subiti durante la Grande Guerra, quando il fortilizio faceva parte delle prime linee italiane. Tutt’intorno si possono vedere trincee, cammi-namenti e caverne, alcune recentemente restaurate. Il vano superiore del mastio ospita dal 1970 un Museo Speleopaleontologico con reperti rinvenuti nelle numerosissime cavità carsiche. Altri oggetti ritrovati duranti i lunghi restauri della Rocca, che vanno dalla cultura dei castellieri, a quella paleoveneta, romana e medioevale sono depositati pres¬so il Museo del Castello di Gorizia.

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Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica

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