OSOPPO (Ud). Il forte o il colle.

Il colle è posto a nord dell’abitato omonimo, che si erge di 120 m. sulla piana circostante, e garantisce un ampio panoramasul Campo d?osoppo, sulle colline dell’anfiteatro morenico e sui primi rilievi delle Prealpi Giulie e Carniche. Analogamente ai vicini colli di San Rocco e Vergnal, è in massima parte costituito da arenarie e conglomerati quaternari; il dosso che sovrasta la chiesa è formato invece da strati di sabbie, arenarie e marne più antiche, risalenti all’oligocene. Le serie stratigrafiche sono ben visibili sulle alte pareti strapiombanti che costituirono, fin dall’epoca romana, un presidio naturale di difesa ed una base d’appoggio privilegiata per le varie opere di fortificazione militare.

La strada panoramica che sale alla spianata dell’ambito descritto e la carrareccia che scende sul lato occidentale, offrono la possibilità di osservare la gran ricchezza del paesaggio vegetazionale presente, costituito, da una compagine boschiva che occupa i versanti del rilievo senza quasi soluzioni di continuità, che costituisce l’elemento di maggior interesse naturalistico.
In età preromana e romana il territorio di Osoppo si trovava collegato ad alcune vie di gran percorrenza tra cui la “via Aquileia-Norico”; esisteva anche un guado sul Tagliamento.
Alcune monete testimoniano i contatti con la cultura venetica mentre le anfore, la ceramica a vernice nera, etc. dimostrano come la zona fu raggiunta dai commerci romani fin dal II sec. a.C.  I resti di strutture, all’interno della sagrestia, dell’ex pieve di San Pietro, appartengono ad ambienti di uso residenziale del II – I sec. a.C.
L’età romana è documentata dal ritrovamento di un pavimento in opus signitum, cocciopesto, presso il terrapieno della Casa del Comandante. Inoltre vi era una zona sepolcrale collocata verso valle con tombe ad incinerazione e tombe monumentali di cui rimangono due leoni funerari ed un frammento di ara del II sec. d.C. e la stele funeraria di Lucius Voltigonius del I sec. d.C., che nel gentilizio rivela la sua origine celtica.
Vi si trova anche la grotta di Colomba, che morì nel 524 e che la sua epigrafe funeraria definisce “virgo sacrata”; per questo motivo se n’è fatta una santa, mentre era probabilmente una donna addetta alla conservazione ed alla custodia del luogo di culto.
Antico insediamento celtico, poi oppidum romano, Osoppo viene documentato nell’anno 550 circa da Venanzio Fortunato: “Per rupes Osope tuas quo lambitur undis“. Sappiamo da Paolo Diacono che nel 610 gli Avari, vinta la resistenza del duca Gisulfo, assediavano la rocca. Sono stati individuati resti di edifici del V sec. e tombe del VI e VII sec.
Saccheggiato e devastato dagli Ungari nel 902, il castello è donato nel 1094 all’Abbazia di Sesto.
La facile difendibilità dell’alto zoccolo roccioso (rupes Osopi, ricordate da Paolino d’Aquileia, 799) caratterizza la storia del luogo fino ai giorni nostri: i più antichi signori (sec. XII – XIV) si distinsero per le loro ribalderie, talvolta d’intesa col conte di Gorizia (1318). Concesso nel 1255 dal patriarca Gregorio di Montelongo, in feudo d’abitanza, a Cono d’Osoppo, il maniero passa il 25 luglio 1328, per volere del patriarca Pagano della Torre, a Federico di Savorgnano, del ramo che di qui si denominò “del Monte”.
Tristano di Savorgnan, privatone come nemico dal patriarca Ludovico di Teck (1419), riottenne il riconoscimento l’anno dopo da Venezia, la quale munì ancor meglio la fotezza.
Il fortilizio divenne punto nevralgico della difesa dello stato di terra e fu strenuamente difeso da Girolamo Savorgnan nel 1514.
Occupato dai francesi nel 1797, è tra il 1809 ed il 1814 e nel 1848 ancora protagonista di rilevanti fatti d’arme.

Il Museo Archeologico all’aperto visitabile sul colle naturale che domina l’abitato di Osoppo è il risultato di un sovrapporsi di costruzioni e vicende di varie epoche.
Nel corso dei secoli, per la sua posizione altamente strategica, il Colle è stato utilizzato sia come baluardo difensivo sia come postazione di controllo delle vie di comunicazione che collegano la pianura friulana con la zona alpina.
Il sito del Colle di Osoppo è visitabile in qualunque momento dell’anno, autonomamente.
La visita inizia dalla strada napoleonica, passando sotto la porta austriaca, proseguendo lungo il bastione veneto della porta e oltrepassando la porta del secondo recinto; il primo edificio che si incontra è la Chiesa di San Pietro: realizzata tra il Seicento e il Settecento su progetto di Domenico Rossi, non fu mai portata a termine. Al suo interno sono stati riportati in luce i resti archeologici della pieve originaria.
La chiesa precedente era del tipo basilicale paleocristiano d’area alpina e adriatica con aula unica rettangolare, aveva probabilmente un atrio mentre non si sa se terminasse con un’abside o con una parete rettilinea.
la chiesa è citata per la prima volta in un testamento del 1260 redatto a Gemona nel quale Maria, sorella d’Ezio Tose dispone di lasciare un legalo alla “Ecclesiae S. Petri de Osopio”. In questo periodo, in base alle ricostruzioni archeologiche la chiesa era dotasta di un’abside semicircolare e di un presbiterio rialzato; nel periodo tardo medievale e rinascimentale la chiesa subì ulteriori modifiche. Il prolungamento del presbiterio, la creazione di un’abside rettangolare e, sul lat nord, la realizzazione di una cappella con abside poligonale la cui costruzione forse è da collegarsi alla morte del nobile Gerolamo Savorgnan deposto in sarcofago all’interno della chiesa nel 1529.
Attraverso un percorso suggestivo alla scoperta di un sito interessantissimo, oltre alle opere fortificate, ai camminamenti e ai terrazzamenti si può visitare l’area delle Orme fossili di mammiferi: sono costituite da decine di impronte di animali vissuti da due a dieci milioni di anni fa, risalenti quindi al Cenozoico.

Info:
Osoppo Forte di Osoppo 33010
tel. (0039) 0432 899311 – (0039) 0432 975718. Ingresso gratuito.
e-mail: carmen.nacchia@com-osoppo.regione.fvg.it

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Periodo Storico: Longobardi
Localizzazione Geografica

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