TALMASSONS, fraz. Flambro (Ud). via Spinucci.

Nell’ambito dell’odierno abitato di Flambro, diverse notizie consentono di localizzare un’area adibita a necropoli, con tombe disposte su entrambi i lati della via Spinucci. Sul lato nord-occidentale le prime scoperte, relative a sepolture alla cappuccina, sembrano risalire agli anni ’30, quando si eseguirono i lavori di costruzione della scuola elementare; successivamente, altri rinvenimenti dello stesso tipo si effettuarono nella seconda metà degli anni ’70, nello scavo delle fondamenta di alcune case. Sulla base delle testimonianze orali, è possibile in particolare ricostruire la presenza di numerose tombe, allineate perpendicolarmente al moderno asse stradale ad una distanza di circa 3 m l’una dall’altra.
E’ noto anche il recupero di alcuni oggetti di corredo – fra cui una moneta di Tiberio (14-27 d.C.), un vaso in terracotta ed un’altra moneta forse attribuibile all’età alto-imperiale, ma purtroppo tale materiale non è oggi più rintracciabile; risulta invece documentato il rinvenimento di due frammenti anforari, il cui impasto richiama contenitori di origine italica, forse del tipo Dressel. Secondo i dati raccolti, inoltre, diverse tegole impiegate per la copertura delle tombe recavano impresso il marchio di fabbrica.
Lungo il margine sud-orientale dell’attuale strada va poi localizzato il ritrovamento – avvenuto sempre casualmente in occasione di lavori edilizi – di almeno sette deposizioni, poste parallelamente alla via e prive, a quanto pare, sia di rivestimento in laterizio sia di elementi di corredo. Le differenze rilevabili nell’orientamento delle sepolture e nella loro tipologia, verosimilmente qui a semplice fossa terragna, inducono a pensare ad un contesto cronologicamente distinto rispetto al sepolcreto individuato sull’altro lato della sede stradale; lo confermerebbe anche l’assenza di corredi, fenomeno che generalmente si manifesta nell’uso funerario a partire dalla metà del V sec. d.C., in epoca ormai post-romana.
I dati noti riguardo alle scoperte, e in modo specifico una valutazione generale della disposizione topografica delle tombe, sembrano dimostrare la corrispondenza dell’odierna via Spinucci con un antico tracciato di età romana; questo va con ogni probabilità identificato con una strada che, staccandosi dalla presunta Postumia, procedeva in direzione sud-ovest verso Rivignano, fungendo da cerniera tra i territori dell’alta e media pianura e l’area della bassa pianura. Da notare anche la vicinanza del sito ad un limes della centuriazione, attualmente ricalcato da via della Vittoria e da un tratto della stradina che da Flambro conduce alla chiesetta di Sant’Antonio.

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