TALMASSONS (Ud), Fraz. Flambro. La Cortina.

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Il sito riveste una notevole importanza storica, essendo stato sede del castello e della cortina medievali ed avendo quindi giocato un ruolo di primo piano in alcune tra le vicende più rilevanti per la storia del paese: nel 1346 e nel 1350 in occasione delle lotte tra la fazione udinese capeggiata dai Savorgnan e quella dei conti di Gorizia con i Della Torre, che portarono alla distruzione del castello e all’abbattimento della cortina, e successivamente nel 1477 nella difesa contro i Turchi, di cui rappresentò l’ultimo baluardo.
Della cortina si conservano nell’attuale assetto topografico tracce ben visibili soprattutto nel settore nord-occidentale, le quali permettono di ricostruire – secondo quanto supposto da T. Miotti con l’ausilio della documentazione grafica d’archivio – una “forma esagonale irregolare” ed un perimetro complessivo di ca. 300m, che racchiudeva anche la chiesa ed alcune abitazioni. Lo stesso campanile della chiesa di S. Maria Annunziata costituisce la persistenza strutturale della torre della centa, da cui fu ricavato mediante interventi di incamiciatura e di sopraelevazione per l’inserimento della cella campanaria.
Un’importante testimonianza a conferma delle antiche origini è emersa nel corso dei lavori di consolidamento delle sottofondazioni della struttura attuati nel 1935, quando si rinvennero alcuni oggetti d’ornamento in bronzo di epoca altomedievale, costituiti da un anello digitale, da un paio di cerchietti e da una fibula a disco con probabile decorazione a smalto. Tali manufatti, purtroppo, non sono oggi più reperibili, ma di essi rimane un’immagine fotografica conservata presso l’archivio plebanale, che ci consente di attribuirli, con un buon margine di attendibilità, all’orizzonte culturale paleoslavo di Köttlach e ad una cronologia compresa tra il IX e gli inizi dell’XI secolo.
L’insediamento nell’area interna al tracciato dell’antica cinta muraria risale, tuttavia, ancora più indietro nel tempo, dal momento che le ricerche di superficie hanno rivelato, nella zona immediatamente a sud rispetto all’entrata del cimitero, una fitta presenza di materiale archeologico di età romana, composto in prevalenza da elementi strutturali in laterizio (tegole, mattoni, coppi) e da frammenti anforari e ceramici. Fra questi risulta attestata in particolare una discreta quantità di vasellame fine da mensa (terra sigillata), che può essere verosimilmente considerata come indizio dell’esistenza di un edificio abitativo rustico dotato di un settore residenziale, in accordo con quanto indica il recupero di tessere musive, di intonaco dipinto (Dpl), di tubuli per impianti di riscaldamento (Mcl) e di frammenti di pietra levigata.
Tale ceramica fornisce, inoltre, un valido riferimento per l’inquadramento cronologico della fase di maggiore frequentazione del sito, la quale, anche alla luce dell’analisi dei reperti anforari, sembra collocabile tra la seconda metà del I sec. a.C. e l’età alto-imperiale. Alle stesse strutture insediative sembrano poi presumibilmente da ricondurre altre consistenti tracce, rilevate una quindicina di anni fa sotto forma di un diffuso affioramento di materiali laterizi nel vigneto che si estende nella parte settentrionale della cortina, subito ad est del cimitero. Se si accolgono tali informazioni, il sito viene dunque a caratterizzarsi come una delle aree archeologiche più vaste dell’intero comprensorio comunale, con una superficie complessiva pari a ca. 5.000 mq.

Bibliografia:
- T. Cividini, Paola Maggi, Presenze romane nel territorio del Medio Friuli 6. Mortegliano Talmassons, 1999, pp. 148-150.

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