TOLMEZZO (Ud). Il Castello e la Torre Picotta.

IL CASTELLO
Tra le pievi ed i castelli e castellieri della Carnia (pare fossero 24) il castello di Tolmezzo fu costruito per ultimo, dopo l’anno mille nell’epoca in cui la Carnia faceva parte del Patriarcato di Aquileia (1077-1420).
Fu costruito per ultimo ma fu subito il più importante perché, per la sua posizione geografica, fu sede del Gastaldo di Carnia. Al Gastaldo, in qualità di rappresentante del Patriarca, spettava il compito di curare gli interessi temporali, proteggere gli uomini, rendere sicure le strade e giudicare “in civile ed in criminale”.
Nel medioevo, il castello di Tolmezzo fu così la premessa indispensabile per l’attuazione della politica patriarcale di controllo e difesa del territorio, ma anche di sviluppo della vita civile per il superamento della condizione servile di buona parte della popolazione della Carnia. Infatti, grazie alla costituzione di un mercato e a numerosi privilegi e statuti speciali, ottenuti dai Patriarchi tra il XIII e il XIV secolo, Tolmezzo riusci a diventare in breve tempo uno dei maggiori centri del Friuli e ad assumere quel ruolo di capitale della Carnia che ha sempre conservato.
I Patriarchi nelle loro visite a Tolmezzo soggiornarono nel castello ed in quelle occasioni, spesso elargirono speciali benefici a favore della fedele Comunità tolmezzina.
Il castello sorgeva sulle pendici del monte Strabùt, in una posizione panoramica, sul bordo inferiore dell’ampio poggio che sta sopra l’abitato di Tolmezzo e che conserva ancora il nome di Pra’ Castello.
Aveva pianta rettangolare con lati di 40 metri per 28, con una serie di vani allineati su almeno due piani sui lati nord e sud, raccolti attorno ad una corte porticata. Gli angoli erano rinforzati da quattro torri ed una quinta torre, merlata e di dimensioni maggiori, si ergeva al centro. All’esterno del castello sul lato di ponente si estendeva un’ampia aia recintata da un muro ed in parte occupata da stalle, nella quale si muovevano con una certa libertà gli animali da cortile: galline, pecore, capre ed anche bovini, necessari per le esigenze di vita del castello e per le stesse esigenze, sul lato di levante del castello una cinta muraria merlata racchiudeva un verziere (orto).  A monte, il complesso era difeso da un fossato, nel quale convogliavano le acque della parte superiore del pendio. Al castello si poteva accedere da due strade: una lo raggiungeva da ponente con una mulattiera che dalla Cascina saliva, protetta verso valle da un muro merlato, fino ad una robusta torre di guardia (munita forse da un ponte levatoio) che immetteva nell’aia adiacente al castello; l’altra strada, da levante, si staccava dalla carreggiata proveniente da Amaro e saliva sul Pra’ Castello, probabilmente controllata da una torre di guardia (ma di questa non si è trovata traccia).
Il castello venne gravemente danneggiato da un terremoto nel 1348 e, probabilmente, venne subito restaurato e lavori di riparazione vennero eseguite anche nel 1397. In epoca “Veneziana” (1420-1797) nel 1426, il castello risulta scoperchiato a causa dello scoppio di una bombarda e lavori di riparazione e fortificazione vennero eseguiti nel 1447. Nel 1788, un terremoto lo mandò definitivamente in rovina. Il castello non venne riparato ma la sua funzione storica si era già compiuta, quando nella “Terra di Tolmezzo”, cittadina fortificata , venne costruita una sede per la Gastaldia di Carnia (chiamata anche Casa del Patriarca).
A metà del 19° secolo furono abbattuti i muri diroccati del vecchio castello e con le stesse pietre vennero consolidati gli attuali terrazzamenti sui quali, nei primi anni trenta del 20° secolo, venne costruita una Colonia elioterapica che fu attiva a favore dei bambini del Comune di Tolmezzo prima e dopo della Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1998 la Colonia elioterapica (con il sua alto portico, la cucina ed i servizi) ormai diroccata, fu demolita ed ora in Pra’ Castello, sono ben visibili i terrazzamenti ove sorgeva il massiccio castello di Tolmezzo.
LA TORRE PICOTTA
In epoca veneziana (1420-1797), nel 1477 per il pericolo concreto ed imminente di un’invasione turca, l’Arengo di Tolmezzo (assemblea dei capi famiglia) decise la costruzione di un fortilizio, anche con funzioni di avvistamento, sulla sommità del colle Picotta. La costruzione fu portata a termine nel 1480, aveva una pianta ottagonale con un lato esterno di metri 4,50 ed una altezza di oltre 6 metri e su ogni lato erano disposte le opportune feritoie per poter sparare con cannoncini ad avancarica (novità tecnologica diffusa in quel secolo e legata alla scoperta ed utilizzo della polvere da sparo).
(- Le invasioni “turche” nella regione – Incursioni devastanti con rientro nei loro territori:
- nel 1472 dall’altopiano carsico un esercito (di 8000-15000 uomini: Turchi, Albanesi, Zingari, Bosniaci) a piedi e a cavallo giunge fin sotto Udine dopo aver seminato distruzione nel Friuli orientale;
- nel 1478 una parte dell’esercito turco (200 bosniaci) risale la valle di Caporetto (valle
dell’Isonzo e passo del Predil) raggiunge Tarvisio, cala a Pontebba e la devasta, prosegue fino alla Chiusa (Chiusaforte), tenta invano di espugnarla e torna a Pontebba, prosegue per la val Studena fino a raggiungere la sella di Lanza ove si scontra con le cernide di Paularo e Piano d’Arta ed un forte drappello di regolari veneti. Dopo una furiosa mischia i Turchi sconfitti abbandonano il terreno e attraverso il passo Ludin scendono nella valle del Gail;
- nel 1499 i Turchi invadono devastano il basso Friuli e giungono fino ad Aviano, Cordenons ed investono i contadi di Pordenone, Porcia e Sacile.)
I Turchi che penetrarono nell’alto Friuli non invasero la Carnia, ma la Torre Picotta venne disposta a difesa solo pochi anni dopo. Nel 1487 Tolmezzo si preparò a subire un possibile assedio in occasione di una guerra tra il duca d’Austria ed i suoi alleati i vescovi di Trento e Bressanone contro Venezia, ma anche in questo caso, fortunatamente, non vi fu assedio.  (I 400 tedeschi penetrati in Carnia, al passo di Monte Croce vennero sbaragliati da un piccolo esercito guidato dal ventenne Girolamo di Pagano Savorgnano.)
Per secoli la torre Picotta rimase una caratteristica, rassicurante e silenziosa presenza nella vita cittadina.
Durante l’occupazione tedesca di Tolmezzo (1943-1945) nella Seconda Guerra Mondiale, a seguito di azioni di guerriglia condotte dalle forze partigiane della resistenza dal colle Picotta, i Tedeschi, per togliere ogni possibile rifugio ai combattenti partigiani, minarono la storica torre ed il 21 settembre 1944 la fecero saltare.
Oggi la Torre Picotta, opportunamente ricostruita (nell’ultimo ventennio del 20° secolo), fa bella mostra di sé ed è facilmente raggiungibile con una piacevole passeggiata su quei ripristinati sentieri, che tanti Tolmezzini hanno percorso.

Autore: Federico Morocutti

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Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica

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