ZUGLIO (Ud). Il foro di Iulium Carnicum.

Zuglio foro

Come in ogni centro urbano di età romana anche a Iulium Carnicum, la città più settentrionale d’Italia, il Foro era la piazza che costituiva il centro della vita politica, sociale, economica e religiosa.
Nella piena età imperiale l’ampio spazio rettangolare, orientato grosso modo nord-sud, era pavimentato con lastre di calcare, circondato da un portico e chiuso a sud dalla basilica civile disposta su due piani (edificio utilizzato come tribunale oppure come luogo per trattazioni commerciali o per riunioni); a nord sorgeva un tempio dedicato probabilmente a più divinità.
Si entrava nel Foro, chiuso da un muro su tre lati, mediante una porta aperta sulla strada lastricata che correva lungo il lato orientale; il piano nobile della basilica era accessibile dall’esterno attraverso due scalinate poste rispettivamente lungo i lati sud ed est dell’edificio, mentre all’interno della piazza doveva trovarsi una più breve scala di cui non è rimasta traccia.
Il foro doveva esser abbellito da statue ubicate sia all’aperto che negli spazi chiusi. Tempio e basilica erano arricchiti da decorazioni in pietra e in bronzo di cui restano numerosi frammenti. Si ritiene che questo assetto risalga al I sec. d.C. e costituisca il rifacimento ed ampliamento del primitivo complesso forense edificato negli ultimi decenni del I sec. a.C.: quest’ultimo doveva essere più corto, dotato di una basilica di minori dimensioni (visibile a nod del criptoportico) ed esser stato a sua volta costruito sui resti demoliti di una sorta di piazza riferibile all’abitato di età repubblicana (il vicus).
Lo spazio aperto del vicus, messo in luce e visibile a quota più bassa, a sud del tempio, aveva un piano di calpestio in ghiaia, inclinato secondo la pendenza naturale della zona, ed era attraversato da una canaletta aperta lastricata; delle case, più volte ricostruite a partire almeno dal II sec. a.C. sono visibili le basi dei muri su cui dovevano poggiare alzati probabilmente in legno.
Il epoca tardoantica (dal IV sec. d.C.) prese avvio il processo che portò alla distruzione degli edifici del Foro. In epoca imprecisata crollò il piano alto della basilica e il criptoportico fu ristrutturato e riutilizzato, fino ad un rovinoso incendio; l’edificio fu riempito con macerie che occultarono i frammenti della ricca decorazione in bronzo ivi ammassati, forse per la rifusione, che furono recuperati agli inizi dell’800 e negli anni Trenta del XX sec.; a sud vennero addossate modeste costruzioni, circondate in epoca altomedievale da aree funerarie.
Non è noto se il Foro venne in seguito completamente abbandonato: l’area venne comunque quasi completamente risparmiata dall’espansione dell’abitato medievale e moderno.
Resti del portico e del tempio erano sicuramente visibili fino al XVIII sec.; vi si dissotteravano inoltre numerose antichità. I primi scavi organizzati ebbero inizio tra 1807 e 1808 per iniziativa del commissario di guerra del Regno d’Italia Etienne-Marie Siauve. Solo in epoca fascista (1937-1939), in occasione della celebrazione del Bimillenario augusteo, venne portato quasi interamente in luce il complesso. Gli scavi ripresero a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel post terremoto, dopo la demolizione di un edificio privato (1978); entro il 2010 si misero in luce anche l’intero criptoportico della basilica, gli edifici tardoantichi a sud e parte della strada lastricata.

Autore: Serena Vitri.

Orari di visita:
L’area archeologica del Foro romano viene aperta su prenotazione per gruppi e scolaresche contattando il Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum – Tel./fax 0433 – 92562 – e-mail: museo.zuglio@libero.it

Bibliografia:
- S. Vitri, P. Donat. L’alto Friuli tra età del ferro e romanizzazione: nuovi dati da indagini recenti;
- S. Corazza, P. Donat, F. Oriolo, Trasformazione e abbandono dell’area meridionale del foro di Iulium Carnicum: nuovi dati stratigrafici.

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