TARVISIO (UD): Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.

L’edificio, in stile carinziano – come attesta l’iscrizione posta sopra l’ingresso principale – fu eretto nel 1445 sopra una precedente cappella, del 1399, dedicata a S. Pietro e successivamente ampliata, da ultimo nel 1960-61; è stata recentemente restaurata dai danni del terremoto.

La chiesa, circondata da un muro di cinta con 4 torri ed un fossato realizzati al tempo delle invasioni turche, presenta sulla facciata un enorme affresco di S. Cristoforo, protettore dei viandanti, molto deperito; accanto si apre una trifora gotica, e sotto è un porticato a tre arcate ogivali; il campanile ha una terminazione a cipolla.

La navata centrale è in stile gotico, quelle laterali in stile barocco. Gli affreschi dell’abside, datati al ‘500, sono attribuiti alla scuola di Villach.

 

 

 

 

Dietro la chiesa parrocchiale ci sono delle iscrizioni provenienti da Camporosso.

Quella a destra è la copia di una lastra voluta da Vitalis per sé e per la moglie ed è databile al 180 d.C. circa.
Il testo dice: Vitalis / Hilari f(ilius) v(ivus) f(ecit) s(ibi) et / Surae Lupponis / f(iliae) con(iugi)
(trad.: Vitale, figlio di Ilario, da vivo fece (il monumento) per sé e per la moglie Sura figlia di Luppone).

 

 

 

Il monumento al centro, voluto da Mutilius Chrestus per sé e la sua famiglia, ha, ai lati, scene di danza decorate con una voluta ad arco tipica dell’area norica. Sopra l’iscrizione c’è un piccolo busto a rilievo entro una nicchia.
Il testo dice: D(is) M(anibus) / Q(uintus) Mutilius / Chrestus vi(v)us / fec(it) sibi et / Florentiniae / Secundinae con/iugi rarissim(a)e ann(orum) / XXV et Mutiliae / Fortunatae matri / ann(orum) LXX et Mutiliae / Crispinae nepti ann(orum) IIII
(trad.: Agli dei Mani. Quinto Mutilio Cresto da vivo fece (il monumento) per sé e per Florentinia Secundina moglie di doti rarissime di 25 anni e per la madre Mutilia Fortunata di 70 anni e per la nipote Mutilia Crispina di 4 anni).
La lapide a sinistra, rinvenuta nel 1500, risale al 220 d.C. ed è dedicata ad Aquilinus.
Il testo dice: D(is) M(anibus) / Aquilini / Caes(aris) n(ostri servi) / an(norum) XXXXVI / Iulia Stra/tonice con/)iugi pientissi/mo
(trad.: Agli dei Mani. Giulia Stratonice (fece il monumento) per Aquilino, servo del nostro imperatore, di 46 anni, marito affettuosissimo.

 

 

 

 

A Tarvisio basso, presso l’ex caserma della Guardia di Finanza, è conservato l’altare funerario che Iulia Aquilina fece fare per la madre, Iulia Calliopena morta a 70 anni. A sinistra, c’è una figura femminile con specchio e brocca, mentre, a destra, un servo svolge un volumen.


Al museo di Villaco è esposto un sarcofago, dedicato dai genitori alla figlia, che si data all’epoca di Settimio Severo; il padre Ermianus era stato schiavo imperiale e scrutator stationis bilachiniensis (controllava la merce e se veniva pagato il dazio, a Camporosso).

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