CIVIDALE DEL FRIULI (Ud). Museo cristiano e Tesoro del Duomo

Il Museo Cristiano – fondato nel 1946, ma rinnovato e ampliato– ospita due prestigiose sezioni: il Patrimonio longobardo e il Tesoro del Duomo.
Il primo è dato da due celebri monumenti inseriti nella candidatura UNESCO: l’Altare di Ratchis (recentemente restaurato con la riscoperta di policromie originarie) e il Battistero di Callisto.
Il Tesoro del Duomo presenta oggetti di oreficeria e di uso liturgico, opere d’arte pittorica (spiccano il “Noli me tangere” del Pordenone e due opere del Veronese) e scultorea, manoscritti e codici.
Di prestigio sono anche alcuni dei preziosi paramenti sacri esposti, quali la cinquecentesca “pianeta Barbaro”, raffinatissimo prodotto di tessitura turca già esposto al MoMa di New York, a Londra, Parigi e Venezia; la trecentesca “Mitria di S.Paolino”; i seicenteschi paramenti per la tradizionale Messa dello Spadone.
Nella sala 1 spiccano due celebri monumenti altomedievali:
Altare di Ratchis, datato tra il 737 e il 744. Voluto dal Duca Ratchis, poi Re dell’Italia longobarda, in onore del padre Pemmone.  L’Altare in pietra, detto di Ratchis è il monumento più importante di questa scultura. Nella lastra frontale è raffigurato Cristo in trono affiancato da due cherubini, entro una mandorla sorretta da quattro angeli; le due lastre laterali contengono la Visitazione con la Vergine e S. Elisabetta nell’atto di abbracciarsi e l’Adorazione dei Magi con la Vergine sul trono che trattiene sulle ginocchia il Figlio; nella lastra posteriore, decorata da croci e ornati geometrici, si apre una finestrella corrispondente all’apertura del reliquiario. Sulla parete superiore della fronte e delle altre tre lastre che formano l’Altare, corre giro in giro un’iscrizione dedicatoria, un tempo colorata in minio: essa ci assicura che la datazione dell’opera va sicuramente posta tra gli anni 737 e 744, nel periodo cioè che intercorre tra l’elezione di Ratchis a duca del Friuli, prima, e a re del Regno Longobardo, poi. La centralità e la relativa staticità delle figure, l’armonia e l’equilibrio con i quali nonostante l’affollamento esse sono disposte nello schema compositivo, si legano a moduli bizantini e ravennati, mentre assonanze geometriche dell’Oriente ulteriore si riflettono specie sugli accessori vegetali e floreali di riempimento.
Ma tutte queste componenti trovano una loro sia pur moderata rielaborazione nella mentalità del lapicida o del gruppo di lapicidi autori dell’opera, che attingono largamente al bagaglio culturale barbarico, esprimendosi tra l’altro con una tecnica di lavorazione primitiva, tesa fino allo snaturamento delle forme fisiche nel tentativo di recuperare almeno parzialmente gli antichi modelli della scultura figurata ad altorilievo.
Battistero detto di Callisto
.  L’altro grande monumento conservato nel Museo Cristiano è il Battistero, detto di Callisto, formato da un ottagono con sette archetti originali ed uno spurio, sorretti da otto colonne che insistono su una balaustra nella quale sono inseriti frammenti di plutei marmorei di epoca alto medioevale. La vasca battesimale è ad immersione ed originariamente era posta dinanzi alla Basilica nella chiesa battesimale dedicata a S. Giovanni costruita dal Patriarca Callisto in luogo del primitivo battistero. Leggiadra è la decorazione degli archetti (tralci vitinei ed intrecci viminei) e plasticamente notevoli i simbolici animali scolpiti. Stilisticamente perfetti i capitelli (assai simili a quelli del Tempietto di S.Maria in Valle) a foglie d’acanto, probabilmente del V-VI secolo e riutilizzati. Sopra gli archi corre un ‘iscrizione dedicatoria che testimonia l’epoca della costruzione degli archetti, da fissarsi almeno agli anni successivi all’insediamento in Cividale del Patriarca Callisto, proveniente da Cormòns (737-756). Nel Battistero si incontrano e si amalgamano modelli e influssi classico-bizantini ed orientali; domina implacabilmente l’ornamentazione geometrica pur sullo sfondo di insistenze classiche e di richiami al perduto naturalismo del glorioso tralcio negli archivolti. Nella composizione ornamentale assume una funzione decisiva il folto gruppo dei motivi fantastici vegetali ed animali provenienti dall’Oriente ulteriore e destinati, proprio per la loro appartenenza al mondo culturale che non amava rappresentare la figura umana, ad influenzare negativamente il faticoso processo occidentale di riconquista della scultura figurativa, di cui un esempio o tentativo di grande valore si era realizzato certamente prima del tegurio callistino, nell’ Altare di Ratchis. Su di un lato del parapetto ottagonale del Battistero si trova inserito il cosiddetto pluteo di Sigualdo, originariamente appartenente alla chiesa di S. Giovanni Battista e dedicato -come appare nella iscrizione centrale della lastra -al Patriarca Sigualdo successore di Callisto (756-786). Vi sono raffigurati nei tondi angolari i simboli dei quattro Evangelisti, ciascuno con una iscrizione esplicativa, e nei due riquadri centrali una croce latina con rosette, palme e candelabri (in alto), un albero della vita con teste leonine, colombe e grifi affrontati (in basso). I simboli degli Evangelisti a mezzo corpo, che recano le tavolette con le iscrizioni a ciascuno pertinenti, sono trattati liberamente con scarsi riferimenti alla natura dei singoli animali (aquila, bue, leone), mentre il volto dell’ Angelo a pera rovescia si avvicina fortemente alle figurazioni dell’ Altare di Ratchis. Nella decorazione prevalgono moduli geometrici e animalistici tratti dal repertorio fantastico orientale. Prima di lasciare il Museo Cristiano, si osservino altri frammenti di scultura alto medioevale, tra i quali alcuni interessanti timpani di Ciborio provenienti dalla raccolta del Tempietto.

Nella sala 2 accanto alla cattedra patriarcale sono esposti l’Evangelistario dell’Epifania (coperta del XIII sec. e manoscritto del XV sec.) e la spada da stocco che il Patriarca Marquardo di Randeck utilizzò nel Duomo di Santa Maria Assunta nel 1366, tradizione ripresa nell’annuale Messa dello Spadone (6 gennaio). Nella sala sono inoltre esposti oggetti di oreficeria sacra dal IX al XVIII secolo.
Cattedra patriarcale. In uso dal 1077. Su di essa 26 Patriarchi di Aquileia ricevettero la solenne investitura. La Cattedra si compone di marmi di epoche e provenienze diverse.
Oreficeria del Tesoro del Duomo. Comprende, tra i pezzi più rilevanti, due capselle in lamina d’argento (fine VIII-IX secolo), il busto del Patrono della città, San Donato (1374), una pisside in noce di cocco (rarissima in quei tempi) e argento del XIV secolo e un’altra nota pisside in legno dipinto del XIV sec. e la Pace “Grimani”, manufatto d’arte veneta del XVI secolo.
Collocata al secondo piano, la Sala 3 è dedicata ad opere di arte figurativa di carattere religioso, pervenute da varie chiese cividalesi e dal Capitolo di Cividale.
Il pezzo più importante – donato (1539) al Capitolo dal canonico Andrea Damiani – è l’Apparizione di Cristo alla Maddalena. Si tratta dell’ultima opera documentata di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone (1483-1539).
Altri opere di elevato significato artistico sono il San Rocco e la Madonna con Bambino eseguite da Paolo Cagliari detto il Veronese, entrambe realizzate nel 1584 per la chiesa cividalese di San Giovanni in Xenodochio. Di particolare pregio, inoltre, la Madonna del latte (XVI sec.) espressione d’arte manierista friulana influenzata dal Pordenone e da Pellegrino di San Daniele.
Nella sala 4 sono esposti piviali, tunicelle, mitrie, statue devozionali e codici.

L’altare di Ratchis a colori: è stato recentemente restaurato con la riscoperta di policromie originarie, che ora vengono presentate con una proiezione luminosa articolata e ben descritta che conduce ad una ricostruzione virtuale direttamente sull’originale.

Info:
Orari: Primavera – Estate da mercoledì a domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00Altri giorni: su prenotazioneAutunno – Inverno sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00Altri giorni: su prenotazione
BIGLIETTO SINGOLO: € 4.00 intero; € 3.00 ridotto gruppi 15 persone, ultrasessantacinquenni; € 2.00 ridotto ragazzi 8-14 anni, studenti, gruppi scolastici 15 persone
BIGLIETTI CUMULATIVI: Biglietto cumulativo Tempietto/Monastero/Museo Cristiano: € 6.00 intero; € 4.00 ridotto adulti; € 3.00 ridotto ragazzi
Biglietto integrato Museo Cristiano/Museo Archeologico/Tempietto/Monastero: € 9.00 limitatamente agli over 25 under 65 anni, che non rientrano nelle seguenti categorie: guide UE, interpreti UE, handicap UE con accompagnatore, personale MiBAC, membri ICOM, studenti UE con insegnante, volontario con convenzione (tutte tipologie per le quali è previsto l’ingresso gratuito al MAN).
Tel: +39 0432/730403. Per prenotazioni: +39 349/3541668

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Periodo Storico: Longobardi
Localizzazione Geografica

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