Il ritrovamento avvenne poco prima della Prima Guerra Mondiale sull’isola di Sant’Antonio, non lontano dal sito delle Terme romane indagato in quegli stessi anni da E. Maionica. Durante alcuni lavori di sterro industriale condotti dall’impresa Adria nei pressi dei propri stabilimenti — che portarono anche alla scoperta di una necropoli — emersero due piccole are votive dedicate a Fons, poste da Poblicius Statutus e da Q. Titacius Maxsumus.
Secondo le ipotesi più recenti, sull’isola di Sant’Antonio poteva trovarsi un luogo di culto collegato direttamente al complesso termale. È possibile che le due dediche fossero rivolte proprio ai fontes calidi, cioè alle sorgenti da cui prendeva vita l’impianto terapeutico. I dati disponibili sembrano suggerire un legame complementare: sull’isola il centro dedicato alle cure, mentre presso le risorgive del Timavo il santuario dove venivano sciolti i voti per le guarigioni ottenute.

Fonte: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it

Bibliografia:
– A.GIOVANNINI 2011, La voce dell’acqua. Il Lacus Timavi tra mito, realtà materiali, eredità spirituali, Trieste, pp. 38-39.
– P. VENTURA 2017, I culti in età romana nell’area del Lacus Timavi, “Atti e Memorie della Commissione Grotte E. Boegan”, Trieste, PP. 28-29.
– G. CUSCITO 1989, Il “Lacus Timavi” dall’antichità al Medioevo, Il Timavo, immagini, storia, ecologia di un fiume carsico, Trieste, PP. 78-80.
– F. FONTANA 2001, L’area sacra presso il Timavo, Tempus edax rerum.”Il tempo divora ogni cosa”, Ovidio, Metamorfosi, 15, 234. Roma e il Timavo. Appunti di una ricerca, Duino Aurisina, p. 74.

Autore: Lorenzo Rossi

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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