
Nel cuore storico della cittadina di Gradisca d’Isonzo sorge una delle sue chiese più antiche che è riuscita, nonostante la sua lunga storia, a mantenere vive le sue forme originarie frutto di importanti maestranze friulane; si tratta della chiesa della Beata Vergine Addolorata, anche denominata Chiesa dei Padri Serviti.
Grazie ad un atto conservato nell’archivio di Stato a Venezia è possibile ricostruire con esattezza l’epoca della costruzione dell’immobile: la chiesa, infatti, venne fondata nel 1481 per volontà del doge di Venezia Giovanni Mocenigo che, con l’appoggio del pontefice Sisto IV, volle donare un’area di culto che servisse l’adiacente fortezza, all’epoca in via di sviluppo.
I primi lavori si conclusero intorno agli anni ’90 del Quattrocento e, nel 1505 la chiesa venne consacrata a San Salvatore da monsignor Girolamo de Franceschi, vescovo Coronense.
Intorno all’inizio del XVII secolo vi fu la costruzione, per volontà del barone de Rabatta, di un ambiente che collegava la chiesa al Palazzo Pretorio, posizionato sul fianco destro della navata, così da permettere un accesso diretto durante le liturgie.
A metà del XVIII secolo si assiste ad importanti lavori di rimaneggiamento della struttura: si evidenziano in particolare la costruzione di due nicchie laterali alla navata ed il completamento di un ciclo di affreschi sul soffitto.
Sin dalla prima consacrazione la struttura venne affidata alle cure dei frati dell’Ordine dei Servi di Maria fino al 1810 quando, per volontà di Napoleone Bonaparte, la chiesa venne sconsacrata ed utilizzata come magazzino.
Nel 1850 la struttura venne nuovamente adibita ad uso liturgico diventando la principale parrocchia della città con una nuova consacrazione questa volta alla Beata Vergine Addolorata; la scelta sembrerebbe essere legata ad una leggenda secondo cui la vergine sarebbe stata recuperata dalle acque dell’Isonzo nel XVI secolo e, da allora, avrebbe vegliato sulla città.
La chiesa è stata oggetto di importanti danneggiamenti nel corso del primo conflitto mondiale al quale seguirono, negli anni ’20, importanti campagne di restauro.
È stato più volte evidenziato negli studi riguardanti l’architettura e la storia della chiesa come, nonostante le importanti campagne di rimaneggiamento settecentesche e quelle di restauro del Novecento, l’attuale impianto sia perfettamente fedele all’originale quattrocentesco ed anzi sono attualmente conservate le mura perimetrali originali e la torre campanaria.
La chiesa della Beata Vergine Addolorata rispetta perfettamente lo stile gotico costruito attorno ad un’unica aula longitudinale che si conclude con un presbiterio di pianta quadrata affacciato su un’abside pentagonale. La facciata dell’edificio è molto semplice con mura rivestite da lastre di pietra quadrata interrotte al centro dal portale d’ingresso incorniciato da pietra modanata, sormontato da un timpano a cornice semicircolare che è spezzata da una mensola retta da volte ornamentali al centro del quale è posizionato lo stemma in pietra dell’Ordine dei Servi di Maria.
Bibliografia e link utili:
– Alberton L., Tomadin V. 2007. La chiesa della Madonna Addolorata in Gradisca d’Isonzo. Una storia di uomini. Gradisca d’Isonzo.
– Stoppari A.1991. La Chiesa e il Convento dei Padri Serviti di Gradisca d’Isonzo. Gradisca d’Isonzo.
– https://patrimonioculturale.regione.fvg.it
Info:
Via Marziano Ciotti, 60, 34072 Gradisca d’Isonzo GO.
https://www.parrocchiagradisca.it/site/index.php?area=1
Data ultima verifica: ottobre 2025.
Autore di testo ed immagini: Martina Caliendo.




