
L’abitato di Tomba è conosciuto dagli storici come “Villa Tumbae”. Tomba è una frazione del comune di Mereto di Tomba e dista dal capoluogo circa due chilometri. Ad oriente di Tomba, sulla strada che conduce al paese di S. Marco si erge la chiesetta campestre di S. Rocco, una delle tante opere votive dedicata al santo guarito dalla peste e sopravvissuto alla carestia.
Nel 1485 le reliquie del santo vennero portate a Venezia da Montpellier, in Francia. In seguito venne costruita la monumentale Scuola di San Rocco e la vicina chiesa. Anche a Tomba (allora terra veneta) venne costruita una chiesetta dedicata al Santo che, come molti edifici religiosi e civili venne probabilmente danneggiata dalle razzie dei turchi del XV e XVI secolo e dal terremoto del 1511. La costruzione viene di solito accreditata dagli esperti alla fine del Quattrocento.
Notizie sulla chiesa si hanno dalle registrazioni delle periodiche visite pastorali. Il 25 luglio 1602 venne rilevata la presenza di un solo altare disadorno, che venne sospeso, e venne riportato che l’occorrente liturgico per le celebrazioni veniva portato dalla parrocchiale dato che la chiesa campestre era isolata, abitudine comune dato che anche a quei tempi i ladri erano molto attivi.
Nella visita del 17 maggio 1623 venne registrato un unico altare ornato con una “decente icona”. In occasione della visita del 4 settembre 1688 viene riferito che “l’altar maggiore è consacrato, et è mantenuto dalla chiesa, che ha due campi, e due stara di formento. Vi è Confraternita di S. Rocco senza entrate, si mantiene colle elemosine”.
Alla fine del Settecento, con la caduta della Repubblica Veneta e l’occupazione napoleonica, come molte altre anche la chiesetta di San Rocco venne acquisita dal demanio dello stato. Nel 1828 durante l’ennesima visita pastorale venne riportato che i fedeli avevano riacquistato la chiesetta dal demanio, l’avevano restaurata e riaperta al culto. In tutte le visite pastorali si cita sempre un unico altare. Nel 1926 venne edificata la sacrestia sul retro dell’edificio. La chiesa è stata restaurata dopo i danni provocati dai terremoti del 1976 e, più recentemente nel 2000.
Oggi la costruzione presenta un ampio portico a capanna, aperto su tre lati con archi ribassati, aggiunto o ricostruito nel 1818. La monofora campanaria, ricostruita nel secolo XVIII, svetta sul colmo della facciata. La muratura è in sassi, intonacata, la copertura a due falde ha manto in coppi di laterizio. La semplice facciata presenta un ampio portale, due finestre rettangolari e un oculo centrale che si apre subìto sotto la monofora campanaria.
L’edificio ha pianta rettangolare, soffitto a capriate e non presenta divisione tra aula e presbiterio. Alla sacrestia si accede dalle due porte visibili ai lati dell’altar maggiore. L’ altare ligneo di linea barocca ha due colonne sostenenti un arco spezzato, sulle cui estremità s’appoggiano degli angioletti.
A lungo la pala cinquecentesca presente sull’unico altare fu ritenuta di Pomponio Amalteo, ma stando ad un documento datato 1571 che attesta il pagamento di una rata per la realizzazione di una pala d’altare per questa chiesetta all’artista Giulio Urbanis (1540-1613), è oggi ritenuta opera di questo pittore che si formò nella bottega dell’Amalteo.
Il dipinto fu rubato e sostituito con una copia realizzata nel 1924 da Giovanni Maria Lendaro (Mariùt Slendar Feletto Umberto 1868 – 1948), noto soprattutto per la produzione di stendardi e gonfaloni per le chiese friulane. Anche la copia del Lendaro venne sottratta nel 1970 e ritrovata anni dopo. Un’ulteriore copia venne realizzata da Edoardo Furiano, sacerdote di Piasencis e Savalons fra il 1971 e il 2000, autore di numerosi dipinti di soggetto sacro per gli edifici di culto della zona. Non è chiaro quale tra le due copie sia oggi esposta nella chiesa. La pala raffigura la Madonna in trono col Bambino ed ai lati i Santi Rocco e Sebastiano.
La chiesa custodiva una statua lignea di S. Rocco scolpita da un artista della Valle Gardena nel 1934, oggi è conservata nella Parrocchiale e portata ogni anno in processione alla chiesa di San Rocco. A destra della porta d’ingresso si trova un’acquasantiera a stelo in pietra risalente al XVII secolo.
Secondo alcuni la chiesetta insiste, almeno in parte, su un precedente insediamento romano, ma a seguito di recenti indagini effettuate in occasione dei lavori di restauro alle fondamenta della chiesetta, non sono state rilevate tracce visibili tali da indurre ad ipotizzate che la struttura insista su un insediamento di epoca romana. Tuttavia, attorno alla chiesa di S. Rocco, specialmente sul lato nord-ovest sono state rinvenute macerie di epoca romana. Alcune irregolarità morfologiche intorno alla chiesa è stato ritenuto possano indicare ulteriori presenze romane.
Fonti :
– AA.VV. Tomba di Mereto. Monografia storica ed artistica. Biblioteca “Sandro Ponte”. Tipografia Menini 1979
– Bergamini Giuseppe. Arte a Tomba di Mereto: dipinti di Giulio Urbanis, Giuseppe Buzzi e Leopoldo Zuccolo. Divagazioni, in AFAT 36, Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2018
– Cividini Tiziana Presenze Romane nel territorio del Medio Friuli 4 Mereto di Tomba. Arti Grafiche Friulane 1998
– Della Vedova Daniele, Mittone Lisa (a cura di) Glesiutis: chiesette campestri del Medio Friuli [Codroipo]: Progetto integrato cultura del Medio Friuli, 2025
– Treppo Paola Mereto di Tomba. Arte, Storia e Tradizioni. Chiandetti Editore 2024
– Venuti Tarcisio. Le chiesette campestri nel Comune di Mereto di Tomba. Comune di Mereto di Tomba 1989
– Sito Chiese Italiane
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=84789
Info:
Indirizzo: Via San Rocco, frazione Tomba 33036 Mereto di Tomba UD
Data ultima verifica: novembre 2022
La chiesa è aperta in occasione delle funzioni religiose in particolare il 16 agosto festa di San Rocco. In estate l’interno è spesso visibile dalle finestre.
Autore testo ed immagini: Marina Celegon



