I grandi massi esposti nel Parco Comunale del Mulino dei Palma sono stati rinvenuti ed estratti durante lo scavo delle fondamenta degli edifici di Via Sterp nel 2005.
Lo scavo si è spinto fino a tre metri di profondità dal piano di campagna dentro le ghiaie fluvioglaciali intercettando – a circa due metri – un livello con una concentrazione di massi di dimensioni eccezionali. Una parte di questi oggetti difficili da rimuovere e trasportare è stata poi utilizzata, disposta a gruppi, lungo il sentiero che attraversa il Parco.
Si tratta di 18 massi con una lunghezza tra 77 e 190 centimetri.
Grandi massi erratici sono stati rinvenuti anche in numerosi altri punti del paese.

I massi sono costituiti da rocce che risalgono all’Era Mesozoica (252-66 milioni di anni fa) e Cenozoica (66 milioni di anni fa – oggi), ma li ha portati in pianura il ghiacciaio del Tagliamento in tempi relativamente recenti. Nell’ultimo milione di anni, infatti, questo ghiacciaio è fluito più volte dalle montagne e si è espanso nella pianura friulana.
L’ultima espansione si è verificata tra 31.500 e 19.000 anni fa ed ha originalo l’anfiteatro morenico del Friuli – una serie di colline disposte a semicerchio che si estende per 30 km. da Ragogna a Tarcento – formato dai detriti rocciosi traportati dal ghiacciaio, chiamati morene.
Secondo uno studio recente (2020), la deposizione dei grandi massi così lontano dall’anfiteatro morenico è stata prodotta – durante l’ultima espansione del ghiacciaio – da inondazioni catastrofiche causate dalle rotte glaciali, un fenomeno che oggi si verifica nei ghiacciai islandesi. Laghi si formavano sia dentro il ghiacciaio sia davanti alla sua fronte (proglaciali) dove erano arginati dalle morene deposte in precedenza. La rottura degli argini per cedimento o per esondazione causava il rapido svuotamento dello specchio lacustre con la formazione di un catastrofico flusso denso di acqua e fango che si propagava velocemente sulla piana ed era in grado di trasportare in sospensione anche i grossi massi presenti nel cordone morenico collassato.
Questi flussi, provenendo dalla zona tra Martignacco e Pagnacco, trovavano la bassa dorsale di Pasian di Prato a sbarrare loro la strada e si fermavano contro il suo lato mord-orientale o la superavano, ma perdevano di potenza depositandoli nella parte sud-occidentale (come è il caso dei massi del Parco).
I grandi massi, sarebbero, dunque, i testimoni di catastrofici eventi avvenuti nelle nostre zone oltre 20.000 anni fa.
I massi del Parco erano concentrati in un livello distinto all’interno di ghiaie non cementate a due metri dal piano di campagna, quindi per essi una deposizione da parte di un flusso catastrofico appare oggi più plausibile.

Fonte:
Dalla Vecchia F.M. (2022), Guida alla geologia del territorio di Pasian di Prato. Comune di Pasian di Prato, 144 pp.

Periodo Storico: Preistoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza