Itinerario 05: TOLMEZZO e la sua conca.


L’itinerario, che si snoda lungo la Val Tagliamento, il Parco Intercomunale delle Colline Carniche e la bassa Val Degano, ci permette di visitare due basiliche paleocristiane (Invillino: loc. Colle Zuca e San Martino di Ovaro), quattro antiche Pievi (S.Stefano di Cesclans, S.Martino di Verzegnis, S.Maria Maddalena d’Invillino, Santa Maria di Gorto – Ovaro) e tre insediamenti fortificati d’altura (Verzegnis: Colle Mazéit, Invillino: Colle Santino e Raveo: Monte Sorantri).

Km. 49 c. – Usciti dal casello Carnia dell’autostrada A23 Udine–Tarvisio, si prosegue sulla superstrada in direzione di Tolmezzo e, senza giungervi, al primo svincolo s’imbocca a destra una rotabile che permette d’immettersi sulla S.s. 512, che si segue in direzione del lago di Cavazzo fino al bivio per Cesclans. Imboccata la stretta rotabile si raggiunge un bivio posto all’entrata del paese. Qui si svolta a sinistra e, proseguendo lungo la strada in salita, si raggiunge la panoramica spianata sulla quale sorge la Pieve di Santo Stefano.
Si ridiscende verso Cavazzo e la S.s. 512 e si segue quest’ultima per km.4 in direzione di Tolmezzo, fino al bivio che precede il ponte sul fiume Tagliamento. A questo punto si percorre a sinistra una comoda rotabile che sale, dopo km.4, a Chiaulis di Verzegnis (vedi). Si attraversa il paese e, poco prima delle ultime case, si prende a destra la via Mazéit che porta, in 2 km. attraverso il bosco, sul Colle Mazéit, dove si può visitare i resti di un antico abitato fortificato.
Dopo aver raggiunto nuovamente Chiaulis, al termine della via Mazéit si svolta a destra e ci si dirige a Villa (km 2), transitando davanti alla Pieve di S. Martino di Verzegnis. E’ questa una delle antiche Pievi della Carnia, l’edificio originario appartiene al sec. XIII, mentre la chiesa attuale è stata ristrutturata nel sec. XVIII. Dopo un breve pianoro la strada scende in direzione della Val Tagliamento, con scorci sulle vallate Tagliamento–Degano, sul Monte Sorantri di Raveo e sulla Pieve di Santa Maria Maddalena d’Invillino.

E’ questo il territorio in cui si estende il Parco Intercomunale delle Colline Carniche, che comprende i comuni di Villa Santina, Raveo ed Enemonzo (Info: 0433 74040; turismovilla@libero.it). Subito oltre il ponte sul fiume Tagliamento (km 6 da Verzegnis) ci fermiamo nei pressi della chiesa di Madonna del Ponte. Con una passeggiata a piedi di pochi minuti (il percorso è segnalato) è possibile raggiungere il Col di Zuca, dove sorgono i resti di una Basilica Paleocristiana. Ripresa l’auto si entra nell’abitato d’Invillino dove, nei pressi del campanile della parrocchiale, ha inizio la ripida stradina che sale al Colle Santino, dove è stato scavato un insediamento frequentato dal Neolitico (V millennio a.C.) all’altomedioevo e dove sorge la Pieve di Santa Maria Maddalena.
Si ridiscende ad Invillino e si raggiunge Villa Santina. Ci sovrasta a destra l’altopiano di Lauco, ricco di ritrovamenti archeologici, come testimoniano le tombe eneolitiche e celtiche (attualmente interrate: un corredo celtico è esposto nel Museo Archeologico di Zuglio) e le tombe altomedioevali, dette Tombe dei Pàgans, scavate nella rocce visibili in località Chiauians, Curs ed Avaglio (Info: tel. 0433 74101). Si prosegue lungo le tracce degli antichi insediamenti del Canale di Gorto (Valle del Degano).

Si lascia alle spalle Villa Santina e, dopo aver percorso circa un chilometro lungo la S.s. 355 in direzione Ovaro, si svolta a sinistra sul ponte che attraversa il Degano. Si risale per un tratto la Valle del torrente Chiarzò e si giunge all’abitato di Raveo. A testimonianza dell’antichità di questi itinerari si segnala il rinvenimento di un’ascia di bronzo del XIV–XIII sec. a.C. (conservata nei Musei Civici di Udine).
Per raggiungere il Monte Sorantri, sede di un luogo di culto e di un insediamento fortificato, il tragitto parte dal paese. Quello percorribile in auto segue prima la rotabile che sale a nord del paese, quindi, da un tornante della strada, un sentiero che, in pochi minuti a piedi, permette di accedere all’ex–Convento dei Frati Romiti di Raveo ed al vicino Santuario della Beata Vergine di Monte Castellano, eretto nel 1620. Un secondo percorso è effettuabile solo a piedi: ha inizio presso la chiesa parrocchiale di Raveo e segue una stradina lastricata che si snoda tra le fitte faggete (tempo di percorrenza: 30 minuti). Il tragitto, ricco di scorci suggestivi, prosegue verso la sommità del Monte Sorantri (mt. 860–895).
Sulla via del ritorno verso Raveo si può ammirare la posizione strategica dei tre colli posti in successione (Cuel Budin, Cuel Taront e Cuel Nuvolae), ricchi di opere difensive antiche e di siti archeologici. Si ripercorre la strada verso Esemon di Sopra, si attraversa il ponte sul Degano e ci si immette sulla S.s. 355 in direzione di Ovaro. Al primo bivio si svolta a sinistra e, attraversato un altro ponte sul Degano, si raggiunge Muina. Questa strada corre a mezza costa lungo la destra orografica della vallata, toccando Muina, Corva, Agrons, Cella.
Trecento metri oltre le case di Agrons, sulla sommità di un piccolo colle, sorge la Pieve di Santa Maria di Gorto. Si prosegue, poi, sempre costeggiando la destra orografica del Degano, fino alla chiesetta di S.Martino.
Dopo aver oltrepassato il ponte sul Degano nei pressi della chiesetta, ci si immette di nuovo sulla S.S. 355 in direzione di Comeglians. Al termine del paese si segue la statale in direzione di Rigolato. Subito oltre la prima strettoia della valle si svolta a sinistra e, seguendo le indicazioni per Calgaretto, si raggiunge l’isolata chiesa di San Giorgio, posta in bella posizione a dominare la media Val Degano.
Si può rientrare a Tolmezzo lungo le S.S. 355 e 52, per un totale di km. 21.

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