
La chiesa di San Nicolò, a Belgrado di Varmo, ha origini ignote: esisteva certamente almeno dal XIV secolo ed era soggetta al Patriarcato di Aquileia. Non sorgeva isolata, ma faceva parte del complesso fortificato del castello di Belgrado, attestato già nel 1001 fra i beni donati da Ottone III al patriarca Giovanni IV, insieme ad un mulino e ad altri edifici cinti di mura.
Verso il 1465 Katarina (Cantacuzena) Brankovich, figlia del despota di Serbia Giorgio e vedova di Ulrico II di Celje, acquistò il castello dal conte Leonardo di Gorizia per il fratello Stefano, ex despota accecato dai Turchi ventenne.
A Belgrado Stefano visse con la moglie Angelina Arianiti e tre figli, vi morì nel 1476 e vi fu sepolto: le sue spoglie rimasero nella chiesa quasi un decennio, prima che Angelina le traslasse in Sirmio nel 1485.
L’intera famiglia venne poi canonizzata dalla Chiesa ortodossa serba, e proprio qui Katarina impostò l’Apostolos di Varaždin, antichissimo libro liturgico in cirillico.
Nel 2005, per i 550 anni del manoscritto, il Metropolita Jovan Pavlović celebrò in chiesa la commemorazione della santa.
Il toponimo del paese Belgrado è slavo, legato al ripopolamento con coloni portati dai patriarchi dopo le invasioni ungare.
Le alluvioni del Tagliamento (1592, 1596, 1683) distrussero il castello ma risparmiarono la chiesa, cui venne affiancata la dedicazione a San Rocco, verosimilmente per voto dopo la peste.
Oggi è parrocchiale dei SS. Nicolò vescovo e Rocco.
Autore e immagini: Paola Treppo – 20 apr 2026
Indirizzo: via dei Castelli, 14 – Belgrado di Varmo (Ud)



