SAN DANIELE DEL FRIULI (Ud). Strutture castellane e chiesa di S. Daniele.

Sulla spianata, in cima al colle, sorgono i ruderi del Castello; di esso rimangono una torre e resti di terrapieni.
L’area è sistemata a parco pubblico e da un belvedere si gode una splendida vista sulla pianura.
In cima ad una scalinata, a sinistra, c’è la Chiesa di San Daniele Profeta che incorpora parti di varie epoche, con campanile realizzato adattando una delle torri dell’antico castello.
Il portale centrale è barocco, mentre quello nel fianco sinistro, inizialmente realizzato per il Duomo e qui collocato nel 1750, è opera di Carlo Da Carona (1510); suo è anche l’altare laterale in pietra (1511).
All’esterno dell’abside è collocata la copia di un bassorilievo barbarico raffigurante l’Adorazione dei Magi. L’originale è conservato al Museo del territorio ed è databile intorno al XII – XIII secolo.
Il colle di San Daniele fu frequentato fin da epoca remota, come provano le poche evidenze databili all’età del bronzo finale, tra XI e VIII secolo a.C., relative presumibilmente ad un villaggio protostorico su altura.
Il ritrovamento di due bronzetti paleoveneti che rappresentano il guerriero in assalto, suggeriscono la presenza sulla sommità del colle di un luogo di culto dell’avanzata età del ferro (IV – III secolo a.C.).
In epoca romana l’insediamento, del quale rimangono alcune strutture al di sotto della chiesa, si sviluppò durante l’età tardorepubblicana-imperiale, a partire dalla seconda metà del I secolo a.C. sino all’epoca tardoantica (IV – V secolo d.C.).
Tracce di una presenza umana vi sono comunque anche per il periodo successivo, fino al VII – VIII secolo d.C., relative ad una fase di frequentazione, tra i ruderi dei precedenti edifici, caratterizzata dalla presenza di un fornetto per la fusione del vetro o dei metalli e da alcune sepolture poste nelle vicinanze.
Momento cruciale per lo sviluppo del sito pare essere stata l’età carolingia, verso la fine dell’VIII – inizi del IX secolo, quando venne costruita la prima chiesa di San Daniele, probabilmente all’interno di un insediamento fortificato, che precedette il castello bassomedievale, e in prossimità del suo muro di cinta.
Era un edificio molto semplice dal punto di vista architettonico, composto da un’aula rettangolare con terminazione orientale rettilinea, senza abside, come nella più antica tradizione di queste zone.
Al suo interno il settore del presbiterio, nella parte est dell’edificio, dove c’era l’altare, era delimitato da transenne in calcare, scolpite con il caratteristico motivo ad intreccio, tipico del periodo, all’interno del quale emerge il singolare profilo di un pesce.
Il ritrovamento di una tomba, in posizione centrale, presso la facciata, testimonia la sepoltura privilegiata di un personaggio di rilievo, visto che si fece seppellire nella chiesa: è anche probabile che avesse avuto un ruolo nella sua fondazione.
L’edificio subì una totale ricostruzione in età romanica con l’aggiunta di tre absidi ad oriente e l’ampliamento dell’aula, verso sud, suddivisa in tre navate.
In questa fase l’ingresso era sul lato meridionale. L’aula e il presbiterio, separati da una balaustra, avevano un pavimento in lastre di pietra mentre nelle absidi era in semplice conglomerato di malta.
Attorno alla chiesa si era andato sviluppando un cimitero, segno che il luogo di culto doveva rivestire una qualche funzione per la cura delle anime, per lo meno in relazione alla sepoltura dei defunti.
Nel XIII secolo, periodo in cui la chiesa di San Daniele compare nella documentazione scritta (1247) tra le pievi dell’arcidiaconato superiore, l’edificio venne ristrutturato con la creazione di un atrio e lo spostamento dell’accesso sul lato ovest, mentre un locale adibito a sacrestia fu posto sul lato settentrionale. Venne anche rinnovata la pavimentazione: in cocciopesto nell’aula mentre nelle absidi e nel presbitero fu creato un lastricato in pietra, riutilizzando sia parte di sarcofagi tardoromani che le sculture carolingie. Un pozzetto individuato nella navata settentrionale, presso cui è venuto alla luce un deposito di olle (pentole) in ceramica, è stato interpretato come sacrarium, utilizzato per lo smaltimento dei liquidi e degli oggetti sacri.
Il ritrovamento di un fornetto per la realizzazione di una piccola campana ha invece suggerito l’esistenza di una cella campanaria, probabilmente nella torre presso l’atrio la quale potrebbe rappresentare una più antica struttura di fortificazione inglobata poi nella chiesa.
L’edificio subì altri interventi di ristrutturazione nel XV secolo, con lo spostamento della sacrestia sul lato sud, ma senza altre trasformazioni della sua forma.
Una radicale modificazione della zona presbiteriale, con l’eliminazione delle tre absidi, sostituite da una terminazione rettilinea, avvenne invece nel XVII secolo, prima della completa ricostruzione della chiesa, effettuato nel XVIII secolo, secondo un nuovo orientamento, in senso nord-sud, come ancor oggi si può vedere.

Bibliografia:
·    Vincentius et Iusta, a cura di Fabio Piuzzi, 1993
·    Edilizia storica ed evoluzione insediativa di San Daniele del Friuli alla luce della documentazione materiale, Fabio Piuzzi
·    San Martino a Rive d’Arcano. Archeologia e storia di una pieve friulana, a cura di Silvia Lusuardi Siena.

Info:
aperto dalle 9 al tramonto l’accesso al colle, la chiesetta è quasi sempre chiusa.

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Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica

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