
Torre ha origine sicuramente romana, vista anche la presenza nelle vicinanze di un insediamento di epoca romana lungo la sponda sinistra del fiume Noncello.
Le prime notizie sul castello risalgono al XIII secolo quando il castello era nel possesso dei signori di Prata.
Nel 1307 il castello veniva dato in permuta dal Patriarca a Corrado Pelizza di Sacile.
Nel 1313 se ne impadroniva il Conte di Gorizia.
Nel 1334 il Patriarca Bertrando lo comperava dai Conti di Porcia, che dicevano di tenerlo in pegno dai Goriziani. I Conti di Porcia se lo riprendevano nel 1350 con l’aiuto dei signori di Spilimbergo, ma poco dopo tornava nelle mani patriarcali.
Il castello veniva conquistato da Facino Cane (al soldo di Francesco da Carrara) nel 1387, ma restituito alla Chiesa l’anno successivo.
Nel 1391 il castello passava in permuta a Giovannino di Ragogna (erede della famiglia di Pinzano), il quale cedeva in cambio alla Chiesa il castello di Ragogna.
Giovannino incominciava a far guerra ai Pordenonesi, i quali chiedevano difesa al capitano tedesco Nicolò Mordax. Dopo vari tentativi di uccidere quest’ultimo da parte di Giovannino di Ragogna, tutti senza successo, nel 1402, in seguito all’ennesimo attentato, un gruppo di Pordenonesi si introduceva nel castello costringendo Giovannino, con la moglie incinta e i nove figli a rifugiarsi nella torre maggiore, la quale veniva data alle fiamme. Solamente i due figli maggiori (Galeazzo e sua sorella) riuscivano a salvarsi gettandosi dalla torre. Venivano poi catturati ed imprigionati. Gli altri sette figli, Giovannino e la moglie invece morivano tra le fiamme. Il castello veniva completamente distrutto, ma successivamente la Comunità di Pordenone provvedeva a ricostruirlo.
Dopo la conquista del Friuli da parte di Venezia nel 1420 il castello perdeva la sua funzione militare e si trasformava gradualmente in residenza signorile.
Il castello si sviluppava attorno ad una torre mastio di nove metri di lato e con mura spesse due metri e mezzo, munita di merlature alla guelfa ancor oggi in parte visibili.
Nel 1442 Federico di Ragogna trasformava il castello in palazzo e verso la fine del ‘400 venivano eseguite delle opere decorative, tra le quali l’affresco con Annunciazione al piano terra.
Nel ‘600 veniva costruita la loggia ed ampliato il castello con lo scalone che conduce al piano nobile. Inoltre veniva realizzato al piano terra della torre-mastio l’affresco sull’assedio di Vienna del 1683.
Nel 1926 veniva abbattuto il fabbricato, costruito precedentemente al posto della torre circolare, per fare posto alla palazzina in stile liberty oggi visibile.
Il conte Giuseppe, deceduto nel 1970, era l’ultimo discendente della famiglia Ragogna. Grazie alla sua passione per l’archeologia molti reperti soprattutto di epoca romana sono stati recuperati presso la villa romana da lui rinvenuta nel 1950 presso le rive del vicino fiume Noncello. Tali reperti sono oggi custoditi nel Museo Archeologico allestito nel castello.
Il nuovo Museo Archeologico di Pordenone è allestito presso il castello di Torre, circa 3 Km a nord del centro della città.
Entro l’affascinante cornice del Castello di Torre, eretto nel XIII sec. dal Patriarca di Aquileia per usi militari, il museo ricostruisce il tessuto insediativo antico dell’alta pianura pordenonese occidentale, a cominciare dall’alta preistoria rappresentata dagli accampamenti paleolitici del Piancavallo e del Bus d’la Lum e dalle stazioni neolitiche di Fagnigola e di Palù di Livenza, uno fra i siti palafitticoli neolitici più antichi, da poco inserito dall’UNESCO nella lista del patrimonio mondiale.
Il definitivo consolidamento, con l’età del bronzo e del ferro, di un assetto demografico facente leva su villaggi fortificati e naturalmente difesi – i castellieri – è esemplificato dai reperti di Gradisca, Palse di Porcia, Monte Castelir presso Caneva. La cultura dei castellieri sopravvisse sino alle soglie della romanizzazione, documentata da diversi ritrovamenti di carattere funerario o legalo a situazioni abitative. Fra le testimonianze di quest’epoca particolare evidenza possiede la villa romana di Torre, indagata alla metà degli anni Cinquanta dal conte di Ragogna, ultimo discendente dei proprietari del luogo, cultore di antichità che compì personalmente scavi archeologici e destinò a funzione museale le sale del castello.
Oltre a una campionatura di materiali costruttivi relativi alle strutture architettoniche del complesso e di prodotti ceramici in uso durante le sue fasi di vita, al visitatore si offre l’opportunità di avere una visione d’insieme di come potevano presentarsi un tempo alcuni ambienti affrescati della villa. Grazie alla ricostruzione della decorazione parietale di due vani e al riposizionamento di frammenti di intonaco originale con motivi ornamentali e figure, sono riproposte una scena di Amazzonomachia, forse riferibile a un ambiente di rappresentanza, e una decorazione più semplice, a pannelli rossi e neri, adatta a un’atmosfera più intima e domestica. La lussuosità delle decorazioni, risalenti agli inizi del I sec. d.C., depone per una prestigiosa titolarità della villa.
Completa l‘excursus temporale proposto dal museo la presentazione di materiali e contesti riferibili a epoca alto medievale e rinascimentale, documentati anche grazie ad alcuni scavi cittadini che hanno restituito butti di ceramiche e scarti di fornaci.
Di origine non locale, ma di produzione etrusca o della Magna Grecia sono, infine le ceramiche pervenute al museo grazie alla generosità di due collezionisti.
Il Museo espone diversi materiali provenienti dal Palù di Livenza rinvenuti a partire dagli anni ’70 del secolo scorso sia nel corso di raccolte di superficie sia durante le indagini archeologiche sistematiche.
Info:
Castello, Sede espositiva – Via Vittorio Veneto, 19 – Telefono: 0434 541412
Bastia, Uffici – Via Vittorio Veneto, 21 – telefono e fax 0434 541433
Conservatore dott. A.N. Rigoni
email: museo.archeologico@comune.pordenone.it, castellotorre.pn@libero.it
Sito web: http://museoarcheologico.comune.pordenone.it
Apertura: venerdì e sabato: 15.00 – 18.00; domenica: 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00
Ingresso: •biglietto intero Euro 3,00 •biglietto ridotto Euro 1,00
Visita gratuita (solo biglietto d’ingresso) ogni prima domenica del mese alle 16.30, per gruppi fino a 30 persone, fino a esaurimento dei posti.
Fonte: AA.VV. Per antiche vie, Editrice Compositori, Bologna 2014.
Dipinti di Raffaello De Gottardo (https://www.ilfotomatico.com/pordenone-castelli-libro/)
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