Pesariis è l’ultima frazione della Val Pesarina (nota anche come Canale di San Canciano), una valle stretta in cui i vari insediamenti sono posti in modo lineare lungo il versante soleggiato del torrente e la strada di collegamento con il Cadore, che si biforca anche verso Sauris.
Il toponimo fa la sua prima comparsa nel 1300 come “villa de Pesargis” probabilmente già allora, sotto il Patriarcato, sede di una dogana e di una più antica Casa della Pesa (sec. XII-XIV) nei sottoportici della quale avveniva la pesatura dei prodotti scambiati ed il cambio dei cavalli.
All’epoca gli edifici erano organizzati attorno a due poli storici principali quello attorno alla Pesa e il borgo Chiaciut, probabilmente più antico, nel quale si trovano la chiesa ed il cimitero. I due poli originari si distinguevano per le loro diverse funzioni, il primo, situato lungo le maggiori vie di comunicazione era il centro destinato al commercio ed agli affari mentre il borgo Chiaciut, di dimensioni più contenute e per la sua posizione marginale vicina al fiume, era legato alla produzione agricola. Tra il Seicento e il Settecento vennero edificate le aree intermedie e Pesariis assunse a grandi linee l’aspetto attuale.
L’importanza del paese aumentò nel Quattrocento quando, alla caduta del regime patriarcale, sopravvenne il dominio Veneto. Da documenti risalenti al 1602 emerge il ruolo di Pesariis quale località di confine con il Cadore e luogo legato al commercio ed ai dazi.
Risalgono a quest’epoca le costruzioni che compongono l’attuale complesso architettonico denominato Casa della Pesa, che sostituì la vecchia pesa di epoca patriarcale. E’ noto che qui, a dimostrazione della funzione doganale, risiedeva il “Gismano” ovvero il sovrintendente alla dogana ed ai boschi di San Marco, dai quali proveniva il legname destinato ai cantieri navali di Venezia. Qui avevano sede anche gli uffici per la riscossione del dazio.
In epoche più recenti il complesso perse la sua funzione pubblica e venne trasformato in albergo. Dopo un restauro integrale l’edificio è oggi utilizzato a fini pubblici ed ospita il Museo dell’orologeria.

L’imponente edificio a loggiati si sviluppa secondo un impianto a corte e presenta una pianta articolata su tre lati, con i tre corpi rettangolari caratterizzati al piano terra da portici con volte ed ampi archi sostenuti da rozze colonne in tufo ed al primo piano da logge con archi generalmente più piccoli di quelli dei portici, sostenuti da colonne elegantemente lavorate. Si tratta di una tipologia di edificio, frequente a Pesariis, che consentiva di esporre al sole nei portici e nelle logge i cereali e gli altri prodotti agricoli, per essiccarli riparandoli nel contempo dalle intemperie.
Il prospetto di sinistra è composto da un sottoportico a bifora ad arco a tutto sesto con al piano superiore una finestra rettangolare ed una bifora di ampie dimensioni. Il corpo centrale presenta anch’esso un portico a bifora e al primo piano una finestra rettangolare ed una trifora ad archi a tutto sesto. Il terzo corpo si differenzia dai precedenti per la presenza di un portico a bifora e al primo piano una loggia quadrifora di ampie dimensioni. L’ultimo piano ha tre finestre rettangolari su ciascuno dei tre corpi.
Con gli interventi di restauro e di adattamento dell’edificio a sede museale, gli archi della loggia sono stati tamponati con serramenti in legno. Il cortile delimitato dagli edifici è oggi una piazzetta.

Pesariis è noto come il Paese degli Orologi per la sua storica vocazione alla produzione di questi oggetti. La presenza di abili fabbri, il brulicare di merci, uomini, idee e conoscenze in quella che durante la Repubblica Veneta era zona di confine, ed i contatti con altri paesi europei dove l’arte orologiaia era presente, sono sicuramente elementi che hanno contribuito allo sviluppo di questa produzione a partire dalla fine del 1600. E’ anche possibile che qualcuno dei Cramars pesarini che viaggiavano verso nord abbia visto ed appreso nelle Germanie, in particolare nei villaggi della Foresta Nera, i segreti della meccanica dell’orologeria che in quei paesi era già molto sviluppata.
Gli artigiani locali iniziarono dapprima a produrre su commissione orologi domestici da parete e poi a costruirli caricandoseli sulle spalle per portarli nei mercati del Veneto o del Friuli. Successivamente si aprì un mercato ampio e solido per gli orologi da torre realizzati da alcune famiglie locali, i Capellari, i Solari e i Machin. La famiglia Solari arrivò a trasformare quella che in origine era una produzione meramente artigianale in una proto industriale prima e industriale poi, con prodotti di qualità, affidabili e di lunga durata venduti anche su mercati lontani. La capacità poi di seguire il mercato portò alla realizzazione da parte della Solari di orologi a scatto, ancora presenti negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, e di orologi marcatempo ancor oggi utilizzati in alcuni ambienti di lavoro.
Negli spazi del museo ospitato nel Palazzo della Pesa sono collocati orologi prodotti a Pesariis in tutte le epoche. Nello stesso sono organizzati incontri informativi e mostre temporanee. La collezione vanta elementi di ogni genere, dagli antichi orologi domestici pesarini agli svegliarini monastici, gli orologi da torre, da quelli del 1700 con ingranaggi in ferro, a quelli in ottone del 1800, per arrivare a quelli con ricarica automatica della seconda metà del Novecento. Il secolo scorso è rappresentato dagli orologi a palette, dai teleindicatori e dagli orologi timbra cartellino.
Lungo le strade di Pesariis tra gli edifici e sulle pareti degli stessi è inoltre possibile ammirare, in una sorta di museo a cielo aperto che integra quello della Casa della Pesa, una notevole serie di meridiane ed orologi collegati nel “percorso dell’Orologeria monumentale” accompagnato da depliant e cartellini illustrativi.

Fonti
– Giusa Antonio e Villotta Michela Prato Carnico Inventario dei Beni Culturali Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei beni culturali 1994.
– Stagisti Chiavegato Mattiarmando e Englaro Alessandro Pesariis un Borgo nel tempo. Progetto alternanza scuola-lavoro Liceo San Bernardino Tolmezzo (UD). Promosso da Euroleader – Gruppo di Azione Locale della Carnia e del Gemonese e da Irtef – Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative.
Siti internet
Pesariis il paese degli orologi https://www.pesariis.it/
Comune di Prato Carnico https://www.comune.prato-carnico.ud.it/it
Catalogo Generale dei Beni Culturali
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600007918-0

Info:
Pesariis 68, Piazza Ustin, 33020 Pesariis UD
Per avere informazioni aggiornate su orari di visita e iniziative del Museo dell’Orologio si suggerisce di consultare il sito del Comune di Prato Carnico www.comune.prato-carnico.ud.it

Data ultima verifica: agosto 2023

Autore: Marina Celegon

Galleria immagini: Marina Celegon.

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza