
La città di Gradisca d’Isonzo è nota sin dal XIII secolo per le sue strutture architettoniche e la sua storia ma le fortificazioni, che oggi circondano il centro storico, risalgono solamente al XV secolo, epoca durante la quale l’area era sotto il controllo della Repubblica di Venezia. La struttura nacque come risposta ai crescenti contrasti tra la Repubblica e l’impero Ottomano; si cercò, in particolare, un sistema di difesa che sfruttasse la presenza del fiume Isonzo per difendere il confine orientale.
Nel 1473 vennero ideate delle strutture provvisorie che seguivano il percorso del fiume ma a partire dal 1478 si decise di sviluppare un sistema in muratura permanente.
I sei torrioni, nati per difendere l’area del castello, sono ancora perfettamente apprezzabili e circondano il pentagono che costituisce il centro storico di Gradisca; le strutture sono perlopiù costruite in blocchi sagomate di pietra arenaria eccetto per alcuni punti nei quali si è preferita la pietra calcarea.
Partendo dall’area perimetrale meridionale, risparmiata dai lavori dell’Ottocento poiché troppo a ridosso del fiume, si incontrano i primi due torrioni più bassi (oggi alti all’incirca 5 m, ma originariamente dovevano superare gli 8 m di altezza): il Torrione della Marcella si distingue per la molteplicità delle pietre di tessitura e delle lavorazioni frutto delle modifiche e dei restauri avvenuti nel corso dei secoli; il Torrione della Calcina, così chiamato poiché nei pressi veniva lavorata la calce all’epoca della creazione della torre, è collegato alla restante polveriera veneta da passaggi sotterranei.
Proseguendo verso il perimetro orientale si incontrano i due torroni più antichi, costruiti tra il 1479 ed il 1481; il primo è il Torrione del Portale, così noto poiché in origine vi era un importante passaggio oggi andato perduto a causa di un crollo. Il secondo elemento di quest’area prende, invece, il nome di Torrione della Spiritata a causa di una leggenda che lo coinvolge secondo cui una donna sarebbe deceduta cadendo dalla struttura stessa.
Infine, lungo il lato settentrionale della fortificazione si incontrano i due torrioni più tardi costruiti tra il 1497 ed il 1499 dall’architetto Giacomo Contrin; queste sono le uniche strutture costruite in pietra calcarea e presentano un basamento a scarpa sormontato da una cornice marcapiano a sezione semicircolare e concluso da una porzione rettilinea culminante con beccatelli scolpiti a guisa di volute.
Il Torrione di San Giorgio, restaurato intorno agli anni 60 del novecento, permette di apprezzare la tecnica di costruzione delle fondazioni della fortificazione: se si osserva attentamente si può notare come la base d’appoggio del torrione sia costruita su un affioramento naturale roccioso.
Il Torrione della Campana è la struttura maggiormente conservata della fortificazione; su di esso è presente una targa con il leone di San Marco, simbolo della serenissima, opera dello scultore Giovanni Battista Novelli. Tra questi ultimi due torrioni, infine, era racchiusa la Porta Nuova, ingresso storico, principale accesso alla città.
Bibliografia e link utili:
– Corbellini R., Masau Dan M. 1979. Gradisca 1479-1511: storia di una fortezza, Gradisca d’Isonzo.
– https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/
– https://www.borghibellifvg.it/it
Info:
Via Cesare Battisti, 4, 34072 Gradisca d’Isonzo GO.
Data ultima verifica: ottobre 2025.
Autore di testo ed immagini: Martina Caliendo.





