
Il nome della località Malisana entra nella storia nel 1161 quando compare in un documento che registra una donazione di terreni
Negli anni successivi il toponimo ritorna più volte, legato a questioni fondiarie ed a famiglie che portano il nome del luogo, segno di una comunità già strutturata. Nel Medioevo, Malisana è un centro agricolo vivo, inserito in una rete di scambi e di rapporti che arrivano fino a Marano ed al Patriarcato di Aquileia
Dal XIV al XVIII secolo la “Villa di Malisana” è proprietà dei Signori di Strassoldo. I loro libri di conti raccontano un paese composto da numerose famiglie dedite all’agricoltura.
Il territorio di Malisana è segnato sin dall’epoca romana: qui passava la Via Annia, ed ancora oggi affiorano numerosi resti antichi. Anche il nome del paese è oggetto di diverse interpretazioni, legate alle paludi, alle acque solforose ritenute curative, ai meli piantati lungo la strada romana o alle difficoltà di quel tratto viario, spesso allagato e pericoloso
Il nucleo originario dell’abitato sorgeva attorno al cimitero ed a una antica pieve, centro religioso di un vasto territorio paludoso e malsano. Alla fine del Seicento le case dell’abitato vennero abbattute e ricostruite in una zona più elevata, più sicura dalle acque, dove venne edificata una cappella destinata a diventare il presbiterio dell’attuale chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
La navata fu aggiunta alla fine del Settecento, il campanile costruito nel 1890 e l’ampliamento definitivo risale al 1908.
Gli affreschi interni della chiesa “nuova” furono realizzati tra il 1944 e il 1946 dal maestro Pavon di San Giorgio di Nogaro.
Nel 1984 si rilevò la presenza di frammenti fittli (tegole, embrici ed anfore) su terreno arativo.
A seguito di lavori per la messa in posa di tubature, è stata individuata una fossa di scarico del diametro di ca. 1,60 m, contenente frammenti di vasellame e laterizi – di cui uno con bollo ad una profondità di ca. 50 cm dal livello del piano di campagna.
Significativo un laterizio con bollo F.FLAVI SECVNDI TVRB
Materiale databile da I d.C. a VI d.C. (?)
Bibliografia:
TAGLIAFERRI 1986, p. 256, MO 775; CIVIDINI 2000, pp. 184-185
Fonte:
– DVD – Terra di Castellieri – Archeologia e Territorio nel Medio Friuli – Sezione C – L’età romana, SIAE – cre@ttiva 2004




