Il rilievo denominato “Monte di Buia” sorge nell’alta pianura friulana centrale, dominata dalle catene delle Prealpi Giulie e Carniche. Si tratta della più alta delle tre colline che caratterizzano il territorio di Buja, ed è a sua volta costituito da tre cime denominate, da est verso ovest, “Mont di Zoc” (m 322), “San Laurinz” (m 325), “San Bastian” (m 335).
La pieve di San Lorenzo si colloca sull’omonimo colle, al centro del sistema; sull’altura orientale rimangono i resti di un fortilizio medievale (“Cjscjelàt”), mentre su quella occidentale si identifica il sito del castello, presso cui sorgeva la demolita chiesetta di San Sebastiano. A ovest della pieve si estende un pianoro, occupato dall’agglomerato di abitazioni che compongono la borgata di “Monte”.
Il Monte di Buia si presenta come un rilievo naturale “a tre punte”, con orientamento est-ovest.
Le più antiche tracce di un insediamento umano si localizzano in località “Pidicuel”, un avvallamento sito tra le pendici meridionali del Monte e la collina dei Pravìz. Nel corso dei decenni in questa zona sono stati recuperati, durante lavori agricoli, centinaia di utensili in selce (attrezzi, grattatoi, raschiatoi, bulini. lame, frecce…), frammenti di ceramica e materiali edilizi che rimandano ad un insediamento preistorico. Si ha anche notizia di ulteriori ritrovamenti di simili oggetti litici nei terreni arativi presso Buja.
Un secondo e più recente stanziamento è stato individuato presso l’estremità occidentale di Monte, in località Vals, a 277 m slm, in posizione sovrastante la valletta di Pidicuel. Qui, tra la fitta vegetazione, si individuano i resti di un castelliere di forma pressappoco quadrangolare (100 metri ca. di lato), delimitato a est e ovest da un aggere con muri a secco e protetto a sud e nord dai pendii scoscesi del monte. La tipologia della struttura difensiva, insieme con alcuni reperti provenienti dalle vicinanze (tra i quali un pugnale, ora disperso), collocherebbe il castelliere di Vals nell’età del Bronzo, in attesa di un’eventuale esplorazione archeologica del sito che potrebbe precisarne la cronologia.
Riguardo il periodo romano, la presenza umana sul colle è attestata sin da epoca repubblicana da numerosi rinvenimenti sporadici (urne cinerarie, iscrizioni, monete), ma soprattutto dai resti di un abitato rimesso in luce sul colle di San Lorenzo, nel sito dell’omonima chiesa (vedi scheda specifica).
Delle fortificazioni medievali che inglobarono il Monte di Buja, ricordato già a partire dal X secolo come castellum, rimangono pochi resti che, insieme con le fonti documentarie, consentono una sommaria ricostruzione dell’evoluzione del complesso difensivo, le cui origini si vorrebbero far risalire già al periodo romano. Nella fase di maggiore espansione, nel XIV sec., il “castrum cum suis fortiliciis” si articolava in tre punti strategici, corrispondenti alle tre vette del Monte, collegati fra loro e racchiusi nel perimetro di un’unica cortina (“murus zironi”), ancora testimoniata da ampi tratti di mura, soprattutto sul versante nord, presso il borgo abitato.
Il colle orientale ospitava un fortilizio, del quale sussiste il tratto sud-orientale (lungh 40 m ca.; h max 8 m) consistente di un imponente recinto in muratura a sacco dello spessore di 1-1,5 metri, dotato di due porte, una posterla, una scala e feritoie.
I colli di san Lorenzo e san Sebastiano, con le relative chiese, possedevano anche una propria cinta muraria. Nel primo caso, essa si conserva ancora lungo i fianchi dell’edificio di culto, pur nella sua ricostruzione cinquecentesca, quando alla facciata della pieve fu addossata anche una massiccia torre pentagonale.
Riguardo l’altura maggiore, che costituiva il fulcro dell’intero sistema e conteneva, oltre alla chiesa medievale, anche una torre, un “palacium vetus” e un “palacium novum”, nessuna testimonianza materiale è sopravvissuta alle demolizioni degli inizi del XX secolo per la costruzione di un fortino militare. Fonti d’archivio registrano comunque un progressivo abbandono delle sue strutture già agli inizi del XV secolo, al pari di quelle del fortilizio orientale, con l’unica eccezione della chiesetta mononave, restaurata ancora nel XV secolo e ancora in piedi fino ai primi anni del ‘900.

Fonte per il testo e le immagini: http://www.sirpac-fvg.org

 

 

Buia, Resti del Castello, già diroccato nel ‘400. distrutto dal terremoto del 1511, cancellato nel 1909 per costruzione fortino militare. Fot. 1890 Arturo Ferrucci, tratta da “Obiettivo Friuli” fotografie di un secolo 1860-1960, dalla Fototeca dei Civici Musei di Udine, a cura di Cristina Donazzolo Cristante e Alvise Rampini, Udine 2005

 

Periodo Storico: Alto Medioevo
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza