
L’area della Pieve di Rosa è nota dal punto di vista archeologico per la presenza nell’ambito della Pieve, documentata nel ‘800, di un miliare di si presume la provenienza locale e che viene attribuito alla c.d. via per compendium da Concordia alla stazione stradale ad Silanos (Artegna), che si ritiene, proprio in base a tale miliare, attraversasse il Tagliamento in prossimità della Pieve di Rosa.
Leggi tutto nell’allegato: Pieve di Rosa a Camino al Tagliamento in Quaderni Friulani di Archeologia, VII/1997, a cura di Giovanni Tasca.
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A seguito dei risultati di analisi geoelettriche condotte per verificare il tracciato della strada romana che attraversava il Tagliamento presso la chiesa di Pieve di Rosa, nel 1996 si intrapresero verifiche stratigrafiche che rivelarono, al contatto tra i depositi ghiaiosi e limosi di un paleoalveo a canali intrecciati, una struttura protostorica. Le indagini, si protrassero per due campagne di scavo (1997 e 1998), portando all’individuazione, in un saggio di 154 mq, di un tratto di 14 m di un fosso a pareti scoscese e fondo piano, largo 2 m all’imboccatura. Nel fosso erano presenti scarsi materiali del Bronzo recente 1, attualmente conservati presso il Museo archeologico di Codroipo
I dati a disposizione indicano la presenza di un insediamento non arginato dell’età del Bronzo recente, posto lungo l’asse del Tagliamento, forse nelle vicinanze di un guado. I materiali su fondo del fosso sono inquadrabili tra il Bronzo recente iniziale e pieno, periodo al quale risalirebbe tanto l’escavazione che la definitiva dismissione della struttura.
– Vitri S./ Tasca G./ Fontana A., Il basso Friuli tra età del bronzo ed età del ferro, in Le modificazione del paesaggio nell’Alto Adriatico tra pre-prtotostoria ed altomedioevo, Trieste 2013




