Per raggiungere questa grotta bisogna imboccare la strada comunale Aurisina-S.Pelagio e 400m oltre il passaggio a livello si deve proseguire sulla destra per una strada bianca, verso la cava Zaccaria; si continua per altri 300m finchè sul lato destro della stradina si vede l’ampio portale della caverna.
La cavità è una grotta fossile composta da un’unica galleria orizzontale. Ha inizio con un antro spazioso dove la favorevole esposizione alla luce solare ha permesso lo sviluppo di una ricca vegetazione.
La galleria, le cui dimensioni si riducono progressivamente, ha termine in un vano subcircolare. Nella volta della cavità una vasta apertura costituisce l’inizio di una breve caverna, un tempo difficilmente raggiungibile, alla quale ora si accede dalla vicina cava (Cava Zaccaria) che nel suo avanzamento ha sfondato la parete di questa diramazione.

I primi ad occuparsi di tale cavità furono il Moser (nel 1894 e segg.) ed il Perko (1909).
Non si conoscono i risultati degli scavi, e si ignora la fine dei materiali che un tempo erano presso il Museo di Postumia.
Negli anni ’20 il Degrassi ed il Battaglia praticarono uno scavo dopo aver rinvenuto sul terreno del vestibolo dei cocci preistorici.
Il terreno era sconvolto dagli scavi precedenti ma intrapresero ugualmente uno scavo lungo la parete nord del vestibolo in un punto che sembrava non essere stato intaccato dagli altri scavatori. A due metri e mezzo di profondità misero in luce un livello contenente materiali neolitici mentre gli strati superiori contenevano materiali romani.
Tra il materiale romano rinvennero una tibia umana (fuori contesto) ed un’ansa preistorica.
Verso la parte terminale della galleria, nella cavernetta situata sopra la volta rinvennero un’anfora romana intatta, un coccio preistorico ed uno medioevale. I disegni dei materiali provengono dalla Collezione “Battaglia” finora inedita.
Scavo 1928/29 di Antonio Berani – Materiali di età romana (un recipiente intero poi andato in pezzi, un fondo di vaso d’argilla mista a granellini di sabbia, incavato a scodella.
Scavo 1928 di Attilio Degrassi, Raffaele Battaglia – Materiali ceramici di età romana: manufatti di varia tipologia, incluse grandi anfore; una tibia.

Nel 1975 la Soprintendenza per i B.A.A.A.A.S. del Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con l’Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell’Università di Pisa effettuarono uno scavo in due zone diverse. La prima trincea fu aperta quasi al centro del vestibolo: i materiali archeologici erano concentrati nei pr1m1 tagli, e si facevano più rari in profondità.
Salvo pochi frammenti appartenenti alla Cultura dei Castellieri che erano mescolati a materialim romani, la gran parte dei reperti fino al taglio 10 erano appartenenti alla cultura eneolitica (0. Cannarella .. c. Pitti. 1978-81:11-33). Mancavano resti appartenenti al neolitico e al mesolitico.
L’altra trincea venne aperta lungo la parete sinistra (nord). Conteneva numerosi frammenti di ceramica romana (circa 273) ma anche molti frammenti di tipo preistorico (circa 465). In questa trincea c’erano buche cilindriche di palificazione, forse riferibili ad un recinto di epoca romana. Mancano completamente i materiali neolitici, mentre è presente l’industria mesolitica.
Materiale di età romana (III-VII sec. d.C.): oltre 300 frammenti di anfore di produzione africana; un frammento di anfora di produzione spagnola; tracce di fuochi e buche di palificazione probabili indizi di un recinto. Ceramica grezza di età tardoantica e altomedievale. La presenza di strati di carboni e ceneri indicherebbe un utilizzo della grotta come stalla (Boschian, Montagnari Kokelj 2000).
Tra il terreno di risulta di una grande trincea aperta da ignoti, sul lato opposto di quella aperta dal Degrassi è stata recuperata una mandibola umana.
Dalle indicazioni fornite dal Degrassi sappiamo che la tibia umana era associata ad un’ansa preistorica ed a cocci dell’età romana.

Bibliografia:
Cannarella 1975-77; Durigon 1999; Carpani 1998-99; Pitti 1978-81; Bin 2001-2002.

Fonte: https://criga.divulgando.eu

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza