
La maestosa struttura che attualmente costituisce la cattedrale dei Santi Ilario e Taziano, Duomo della città di Gorizia, affonda le radici in tempi molti antichi ed è frutto dell’annessione, nel corso del XVI secolo, delle varie strutture ecclesiastiche indipendenti che all’epoca decoravano la corte di S. Ilario (tra cui la cappella di San Acazio e la cappella di Sant’Anna).
Non è tutt’ora noto l’anno di costruzione della struttura originaria nel sito; la prima menzione dell’esistenza di un’area cultuale nel borgo ai piedi del castello risale al XI secolo: alcuni atti ecclesiastici citano una cappella a Gorizia dedicata a S. Ilario; sembra sia stata proprio questa struttura a conferire il nome alla piazza circostante.
La prima menzione sicura risale al 1342 quando il patriarca Bertrando concesse al conte Alberto IV di Gorizia di erigere un nuovo altare nella “Chiesa di S. Elario a Gorizia” a conferma dell’effettiva esistenza di una cappella dedicata a tale santo nella città, risalente forse già al Duecento. Nel 1455 la struttura compare menzionata nello Statuto della Confraternita degli Artigiani dove viene identificata come “la chiesa maggiore di Gorizia”; dieci anni dopo, in un atto notarile, presenta il titolo di “chiesa parrocchiale dei santi Ilario e Taziano”.
Nel corso del Cinquecento si decise di ampliare la struttura mediante la creazione di una navata centrale che collegasse la chiesetta e le cappelle già esistenti. Questa nuova chiesa era caratterizzata dallo stile gotico (oramai prettamente limitato alle aree originarie) già utilizzato per le strutture preesistenti.
Successivamente, nella seconda metà del secolo, venne aggiunta la torre della campana. L’attuale altare maggiore, che sostituì quello originario in stile gotico, risale al 1593; nello stesso anno vi fu la consacrazione della chiesa ai Santi Ilario (ripreso dalla prima struttura duecentesca) e Taziano.
Tra il 1682 ed il 1702 vi fu un radicale rifacimento ed ampliamento della chiesa originaria: la struttura assume ora un impianto basilicale, tipico dell’epoca barocca, con tre navate separate da colonne ad archi a tutto sesto e sormontate da gallerie. Nel corso del restauro vennero mantenute intatte le strutture originarie della cappella di S. Ilario il cui stile gotico in questo periodo contrastava con il ricco stile barocco nuovo. Nel secolo successivo la chiesa fu oggetto di diversi rimaneggiamenti minori, focalizzati soprattutto sugli elementi decorativi e gli altari, che non alterarono l’integrità della struttura.
In seguito agli importanti danneggiamenti subiti durante il primo conflitto mondiale vi fu un nuovo progetto di restauro che interessò la struttura tra il 1924 ed il 1928. Questi comportarono, tra l’altro, un ampliamento ed una riorganizzazione dell’area presbiterale della cappella ed il rifacimento di molte delle decorazioni che persero lo stile barocco.
Risale, infine, al 2016 l’ultimo progetto di restauro del duomo con lo scopo di recuperare e risanare le parti più danneggiate dell’impianto.
La struttura dell’originaria cappella dedicata a San Ilario costituisce l’odierno presbiterio della cattedrale e conserva, almeno in parte, l’originaria struttura e forme decorative gotiche del tardo-medioevo evidente soprattutto nelle due campate concluse dai semiottagoni. Il soffitto è interamente decorato da immagini di angeli che reggono i simboli della Passione o strumenti, mentre al centro della volta vi sono i simboli di Alfa e Omega che circondano la croce di Aquileia. L’altare maggiore è dell’inizio del Settecento ed è inquadrato dalle statue dei due Santi patroni della cattedrale; sopra di esso è presente la pala dell’Assunta del 1820 di G. Tomiz.
È interessante notare che, nonostante i diversi rimaneggiamenti, il presbiterio attuale riesce a mantenere un forte legame con la natura della prima chiesetta di San Elario; osservando la cattedrale dal fondo della navata centrale, infatti, il contrasto tra i colori scuri e la luce fioca del presbiterio e la luce emanata dalla decorazione bianca della struttura settecentesca è evidente.
Bibliografia e link utili:
– Tavano, S. 2002. Il Duomo di Gorizia. Gorizia: Istituto di Storia Sociale e Religiosa.
– Valderamin, I. 1958. “La chiesa e la parrocchia dei Santi Ilario e Taziano di Gorizia”. Studi goriziani, n. 24, pp. 145-216.
– https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/
Info:
Corte S. Ilario, 34170 Gorizia GO
tel. 0481 530193
mail. cattedrale@arcidiocesi.gorizia.it
Data dell’ultima verifica: settembre 2025
Autore di testo ed immagini: Martina Caliendo.




