Si tratta dell’unico pozzo antico rimasto del ricco impianto di approvvigionamento di acqua potabile che serviva la città di Gradisca; tutti gli altri esempi sono oggi stati coperti dal manto stradale o dalla costruzione di nuovi edifici.

Il pozzo viene scavato alla fine del 1400 e, nonostante oggi sembri un elemento isolato all’interno di Campiello Emo, era originariamente circondato da una vera e propria stazione di pompaggio dell’acqua. Il pozzo è largo 3 m e profondo all’incirca 15 m di cui i primi 6 necessari per il raggiungimento del livello delle acque; dai 6 m era dotato di una pompa aspirante che pescava le acque più profonde anche nei periodi di maggiore siccità.
Oggi il pozzo è circondato dal parapetto dell’antico pozzo del castello decorato con l’arma ed un’iscrizione in latino che ricorda il barone Giovanni de Hojios, nobile ungherese di origine spagnola, che fu terzo Capitano di Gradisca dal 1557 al 1560.
La struttura è stata di recente oggetto di ricerche speleologiche che hanno interessato soprattutto la presenza al suo interno di esemplari di proteo (Proteus anguinus) che testimoniano l’esistenza dello sperone carsico sotto il castello.

 

Bibliografia e link utili:
– Comar, M. 1987. “Quel piccolo drago biancastro – diffusione di proteus anguineus Laurenti nelle acque sotterranee del Carso Isontino”. Territorio Natura ed Ecologia, pp. 60-69.
https://www.borghibellifvg.it/it

Info:
Campiello Emo, 10, Gradisca d’Isonzo, GO.

Data ultima verifica: ottobre 2025.

Autore di testo ed immagini: Martina Caliendo.

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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