
Vicino alla città di Grado, in un’area nota come Tapo Rabante, più comunemente “paludo della carogna”, sono stati portati alla luce alcuni affioramenti che portano ad ipotizzare l’esistenza di un’area abitativa o, perlomeno, una struttura di importanti dimensioni.
Il sito archeologico è caratterizzato da una posizione particolare che rende difficile la sua analisi: i resti archeologici, infatti, sono visibili solamente in concomitanza della bassa marea che permette l’affioramento degli elementi ancora rimasti in loco. Questa circostanza fa sì che il sito non sia ancora stato completamente identificato e, perciò, approfonditamente studiato.
Ad oggi sono stati rinvenuti diversi frammenti litici ed alcuni laterizi ma, tra le scoperte più importanti, vi sono alcuni elementi edilizi che hanno portato all’interpretazione oggi diffusa.
Il primo elemento identificato è un possibile muro con andamento est-ovest, spesso 50-60 cm e lungo almeno 6 m.
L’area centrale è invece occupata da materiali edilizi sconnessi ma difficili da associare ad una specifica struttura muraria.
Più a sud sono stati portati alla luce diverse tessere cubiche in laterizio, solitamente note come “cubetti di cotto”, che si ipotizza siano relative al rivestimento della pavimentazione della struttura e, poco distante, numerose tessere di mosaico, perlopiù di colore bianco. Queste ultime si sono staccate dal loro supporto per via dei movimenti costanti della marea.
Il ritrovamento di un vasetto ovoidale in ceramica ha portato a datare il contesto circa al I secolo d.C.; ultimo ritrovamento di eccezionale importanza riguarda un elemento di decorazione architettonica decorato a rilievo con un fiore a tre petali.
La tipologia dei materiali rinvenuti ha portato ad ipotizzare l’esistenza di un contesto abitativo nell’area ma la presenza delle lastre decorate e delle tessere di mosaico fanno pensare ad un’abitazione privata, possibilmente una villa.
L’interesse archeologico per la zona nasce dalla volontà di indagare la zona lagunare del sito di Grado poiché si ipotizza che, in epoca romana, fungesse da supporto del sistema portuale della città di Aquileia.
Bibliografia e link utili:
– Bosio, L. 1980. “Grado e la sua Laguna in età romana”. In Grado. Reana del Rojale, pp.12-40.
– Gaddi D., 2001. “Approdi nella laguna di Grado, in Antichità Altoadriatiche XLVI. Strutture portuali e rotte marittime nell’Adriatico di età romana”. Atti della XXIX Settimana di Studi Aquileiesi (Aquileia, 20-23 maggio 1998), Trieste – Roma.
Fonte: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it
Immagini:
– Ortofoto: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/sito-archeologico/?s_id=549274
– Carta degli insediamenti di eta romana rinvenuti nella laguna di Grado da Gaddi 2001, fig. 1, p. 262.
Autore: Martina Caliendo.




