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Durante i lavori di lottizzazione nei terreni indicati dal toponimo “Ciamp dai Muars” (“Campo dei Morti”) dal 2004 sono stati scoperti i resti di un sepolcreto utilizzato dal 1615 al 1618.
In seguito ad analisi e comparazione delle mappe catastali ottocentesche con foto aeree, si è potuto stabilire l’esatto andamento delle mura di fortificazione fatte costruire dai Veneziani nel 1616 e, conseguentemente, verificare la posizione del sepolcreto. Esso è posto immediatamente al di fuori delle suddette mura a sud-est. Le inumazioni non fanno riferimento ad alcun edificio sacro, ma sembrano essere condizionate dalla preesistenza di 14 sepolture di epoca altomedievale messe in luce nelle ghiaie più profonde del tratto nord del sepolcreto.
Le inumazioni (sono stati schedati e documentati 195 resti in connessione) sono costituite sia da fosse singole che da fosse comuni, orientate indifferentemente nord-sud o est-ovest. In alcune di esse la posizione delle ossa evidenzia la fretta di seppellimento.
La maggior parte della popolazione del sepolcreto è rappresentata da individui giovani e di sesso maschile. In alcuni casi è stata riscontrata la presenza di lesioni traumatiche in vita (che potrebbero essere la causa del decesso).
La totalità degli oggetti personali o a funzione rituale, rinvenuti insieme ai resti scheletrici, sono collocabili nell’ambito della prima metà del XVII secolo (monete e medagliette devozionali si datano fra la fine del ‘500 e il primo quarto del ‘600).

Bibliografia:
– F. Piuzzi, Mariano del Friuli. Scavo del sepolcreto del “Comparto RU 4“, in Aquileia Nostra 76, 2006, cc. 327-329.
– F. Piuzzi, L. Travan, Mariano del Friuli (GO). Campagne di scavo 2004-2006 nel sepolcreto, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, 1 2006, pp. 88-93.

Autore: Alessandra Gargiulo

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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