
La Chiesa dello Spirito Santo si trovava sul colle omonimo a Moggio Udinese, vicino all’Abbazia di San Gallo, ma è oggi in stato di degrado e abbandono, a seguito di gravissimi danni subiti nel terremoto del 1976 e della mancata ripartenza dei lavori di ricostruzione. La chiesa fu edificata nel 1516 su un precedente sito fortificato, subendo poi ampliamenti e rimaneggiamenti, e fu affrescata tra il ‘700 e l’800.
Ritrovamenti #archeologici e numismatici confermano che le insegne imperiali di Roma furono piantate anche a Moggio, sul colle di Santo Spirito, che domina la valle del Fella. In questo luogo, lungo un’antica strada di comunicazione che usiamo anche oggi, sorse dapprima un avamposto militare di difesa e di avvistamento e, successivamente, un castello medievale.
La chiesa era situata in cima al colle di Santo Spirito che sovrasta l’Abbazia Benedettina. Fu costruita nel 1516, su un probabile sito di una fortificazione romana, dopo il terremoto del 1511 che distrusse la sottostante abbazia. Originariamente era ad una aula e successivamente fu ampliata e modificata in più riprese, arrivando ad avere tre navate con ampie arcate e tre altari.
Nella prima metà del ‘700 furono affrescate le pareti e nel 1878 furono affrescate le volte.
Con il terremoto del 1976 la chiesa ha subito gravissimi danni; sebbene danneggiati sono rimasti in piedi il campanile, l’abside e una parete a N.
I lavori di ricostruzione previsti non sono mai stati cominciati, ciò che rimane, è nel più completo disinteresse e degrado da parte delle istituzioni e persone preposte alla salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico. Un fiume di denaro è stato speso per opere di poco conto, per tante di quelle che sarebbe stato davvero importante invece, poco o nulla.
Attualmente dell’edificio sacro sopravvivono solo i muri perimetrali, alti dai due ai quattro metri, e la torre campanaria, con le bifore parzialmente murate. Vi si accede dalla piazza sottostante, vicino all’abbazia di San Gallo, tramite una bella camminata di sasso.
Dal colle, dove si accende ancora il falò per San Pietro e Paolo, si gode una splendida vista.
Fonte:
Paola Treppo 24 set 2025




