La necropoli di Bagni di Monfalcone è stata segnalata per la prima volta da Piero Sticotti nel 1920, in occasione di lavori di sterro sull’isola di Sant’Antonio, condotti dall’impresa Adria vicino alle proprie officine. Furono individuate circa una dozzina di sepolture: alcune in anfore, altre costruite a cassa con fondo di tegole accostate, molte recanti bolli come Titi Coeli, Luci Epidi Theodori, C. Titi Hemerotis e C. Virti.
Le anfore presentavano anse con impasto rosso vivo e il “bollo C”, suggerendo una possibile origine africana. Nella stessa area furono ritrovate anche due iscrizioni dedicate al dio Fons. R. F. Burton documenta ulteriori ritrovamenti fortuiti di tessere musive e altri reperti di probabile origine romana nei pressi della cappella di Sant’Antonio.
Si tratta di una piccola necropoli a inumazione, databile tra il I e il IV secolo d.C., presumibilmente legata alle ville delle Terme e della Punta. Il ritrovamento delle epigrafi sacre, insieme agli altri reperti segnalati da Burton, supporta l’ipotesi avanzata da Pietro Kandler secondo cui nelle vicinanze delle terme potesse sorgere un tempio.

Fonte: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it

Bibliografia:
– A. GIOVANNINI 2011, La voce dell’acqua. Il Lacus Timavi tra mito, realtà materiali, eredità spirituali, Trieste, p. 38.
– A. DEGRASSI 1962, Lacus Timavi, “Scritti vari di antichità II. Scritti di antichità veneto-istriane”, Roma, p. 712-714.

Autore: Lorenzo Rossi

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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