monfalcone

Nel luglio 2014, durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio municipale di Monfalcone, risalente a metà ’800 e che già nel 2005 presentava problematiche d’inagibilità, sono affiorati i resti di una parte del borgo medievale all’interno delle mura cittadine nell’angolo nordoccidentale. Gli scavi sono scesi fino ad un a profondità di circa 3 metri sotto i pavimenti del municipio, mettendo in luce le diverse fasi di frequentazione dell’erea che coprono il periodo compreso tra il 1100 circa ed il 1860, anno di edificazione dell’attuale palazzo comunale.
I dati emersi da queste ricerche documentano le più antiche tracce dell’abitato tra il XII ed il XIII secolo, quando Monfalcone faceva parte del Patriarcato di Aquileia: questo settore del borgo era formato da piccole case molto semplici in legno con il pavimento in terra battuta. Intorno alla metà del Duecento il villaggio fu circondato da una cinta muraria.
monfalconeTra i resti di alcune piccole abitazioni che si affacciavano sulla strada principale (oggi via Sant’Ambrogio) sono stati rinvenuti quattro distinti focolari: accanto ad essi vi erano scorie e frammenti di metallo, che suggeriscono l’utilizzo di questi ambienti come officine di fabbri.
Circa 100 anni dopo le case vennero ampliate e trasformate, e furono realizzate in muratura. Anche in questo periodo è documentata la lavorazione dei metalli: al pianterreno di una abitazione sono stati rinvenuti una vera e propria officina ed un accumulo di materiali come barre, lame, chiavi e chiodi. Forse qui esisteva un magazzino di materiali da riparare o da rifondere.
Tra essi un ritrovamento erccezionale è senza dubbio la spada. Lunga cm. 124 x 22 (larghezza dell’elsa) rientra nella tipologia della spada “bastarda” o “a una mano e mezza”, usata in Europa dalla fine del 1300 e per tutto il 1400. Non è chiaro se il termine indicasse una modalità di combattimento o piuttosto il tipo di arma, un ibrido tra la spada tipica della cavalleria, ma con un’impugnatura più ammpia, e quella a due mani utilizzata dai soldati a piedi, ma con una lama più corta. Poteva quindi essere usata con una mano o con entrambe le mani per combattere sia a cavallo sia a terra ed aveva una grande forza d’impatto.
La spada è stata oggetto di un attento e lungo restauro. Le analisi effettuate hanno evidenziato che essa era già molto degradata e non più utilizzabile nel momento in cui era stata abbandonata nella bottega del fabbro del 1400. Si trattava pertanto di un oggetto da rifondere, per riciclare il ferro di cui era composto.
monfalconeAltri studi sui reperti numismatici rinvenuti sono in grado di restituire un’immagine dell’economia di Monfalcone nel corso dei secoli.
Sono state rinvenute complessivamente 12 monete tra cui:
– dei piccoli denari risalenti al 12°-13° secolo provenienti dalle zecche di Verona e Venezia;
– databili ai secoli 14°-15° sono dei danari, soldini e penning – provenienti dalle zecche di Aquileia, Venezia e Vienna. Questi testimoniano una circolazione più eterogenea;
– all’epoca del Rinascimento – 1500-1600 – risalgono delle monete in prevalenza provenienti dalla zecca di Venezia;
– del 18°-19° sec. (periodo dell’occupazione austriaca) sono alcune monete provenienti dalle zecche di venezia e Karlsburg.
Dai sopracitati rinvenimenti lo studio ha concluso che l’economia di Monfalcone è stata vivace e molto sviluppata nel corso dei secoli.
Ricca, inoltre, la varietà di forme ceramiche rinvenute nella discarica. Si distingue tra tutte un piatto in ceramica graffita con decorazioni a stecca perfettamente conservato, ornato dall’immagine di un busto maschile, del XVI secolo.
Notevoli i ritrovamenti anche di materiale ceramico e vitreo, frammisti ad abbondanti resti di pasto, inquadrabili tra il XIV e l’inizio del XV secolo, momento in cui le mura dovevano già esistere a protezione del centro di Monfalcone, nel difficile momento storico caratterizzato dai conflitti tra il Patriarcato e la Repubblica di Venezia.

DMF

 

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza