La strada è nota attraverso fonti bibliografiche, sebbene il suo tracciato, in uscita da Monfalcone, sia suggerito dal toponimo dell’attuale Via Romana.
Dagli appunti di A. Puschi si apprende che “dal ponte di Ronchi, lungo le falde dei colli monfalconesi, la via procede in direzione maestro-scirocco, abbandonando temporaneamente tale orientamento in corrispondenza delle irregolarità del terreno roccioso su cui fu costruita, al confine tra quest’ultimo e la pianura. È intersecata dalla ferrovia meridionale Trieste–Udine a est della casa della tenuta Stagni, passa dietro la chiesa di San Poletto ed a levante di quella di San Polo. Proseguendo lungo un sentiero campestre raggiunge la via San Michele (in direzione della piazza e della stazione) e continua quasi parallela alla ferrovia con andamento da ponente-maestro a levante-scirocco. Attraversa i terreni Bonavia (cfr. villa di via Colombo), recintati da un muro, quindi si inoltra nei prati Bassan, passa dietro la grande vasca, nota come degli antichi bagni, e dietro il cumulo di rovine che la fiancheggia ad est.
Pochi passi più a levante — prosegue Puschi — mi venne indicato il luogo ove si dice approdassero anticamente le barche che risalivano il Locavaz, dove osservai le tracce di un antico muro. Profondi solchi nel masso indicano che un ramo della strada scendeva verso la riva delle acque risorgive del lago di Pietrarossa, chiamate Fontanelle o Greton, al confine dei Tavoloni. La strada, costeggiando le falde del monte, descrive alcune curve, assumendo dapprima la direzione NNO–SSE, poi OSO–ENE, quindi, dopo un breve declivio, ONO–ESE. Attraversava infine, su una diga ancora visibile, la valle che si estende fino ai Sablici.”
(Archivio Puschi, “Strada romana per Jamiano, castro Giuniano, ecc.”; “Monfalcone, castellieri e strade antiche”).
Si tratta del tratto della strada romana Aquileia–Tergeste, nel segmento che da Monfalcone era diretto verso Trieste. Le osservazioni di Puschi mettono in evidenza l’importanza strategica del ponte-viadotto di Ronchi, che costituiva un punto nevralgico della rete viaria: da esso, infatti, la strada si biforcava, inviando un ramo lungo le sponde del lago di Pietrarossa.

Fonte: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it

Bibliografia:
– R. AURIEMMA/ V. DEGRASSI/ P. DONAT/ D. GADDI/ S. MAURO/ F. ORIOLO/D. RICCOBONO 2008, Terre di mare: paesaggi costieri dal Timavo alla penisola muggesana, in Terre di mare. L’archeologia dei paesaggi costieri e le variazioni climatiche, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Trieste, 8-10 novembre 2007), Trieste – Pirano.
– V. DEGRASSI/ P. VENTURA 1999, Ricerche nell’area del Lacus Timavi: la rete stradale nelle fonti archivistiche, in «Antichità Altoadriatiche», XLV, Archeologia senza scavo. Nuovi metodi di indagine per la conoscenza del territorio antico, Atti della XXVIII Settimana di Studi Aquileiesi (Aquileia-Grado, 25-28 aprile 1997), Trieste.
– A. GRILLI/ G. MENG 1979, La strada romana sul Carso triestino, in «Atti del Centro di Ricerca e Documentazione sull’Antichità Classica», 10, Milano.

Immagine:
Modello digitale del terreno con il confronto tra i percorsi tracciati tramite la ricostruzione storica e quelli ricavati dall’analisi spaziale (elaborazione D. Riccobono): il sito corrisponde a UT 182 (da: Terre di mare 2008, fig. 82). Fonte: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/wpcontent/themes/friuli/viewer/web/viewer.html?file=https%3A%2F%2Fcatalogazionepatrimonioculturale.regione.fvg.it%2Fsamira%2Fapi%2Fprint%2Fcard%2F549604%3Fprofile%3DSTAMPA_PDF_PORTALE

Autore: Lorenzo Rossi

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza