
Il sito si colloca sul piccolo promontorio subito a est di Muggia, dove G. Pontini (Pontini 1938-1939) riportava la presenza di “numerosi cumuli di macerie, tra il pietrame si notano ancora frammenti di tegole romane, mattonelle pavimentali, cocciopesto, tessere”.
Negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, alcuni lavori per l’abbassamento della strada diretta verso la località di Santa Barbara hanno permesso il rinvenimento di vani con decorazione in intonaco dipinto (verde, giallo e rosso), pavimentazioni in mosaico bianco e nero, pavimenti a cubetti di terracotta.
I resti di muri perimetrali presentavano fondazioni larghe fino a 1 metro, realizzati in conci regolari di arenaria legati con malta. Furono recuperati: resti di partizioni architettoniche (tra cui rocchi di colonne in pietra e in cotto) e numerosi frammenti ceramici (vasellame fine da mensa: terra sigillata italica; anfore: Dr. 6A, Dr.6B; dolii; ceramica comune); mortai; lucerne tipo Loeschke IIB, forse a volute); laterizi bollati (Cai Titi Hermerotis, Luci Barbi Luci Fili, Titi R.. Diad..; Quinti Clodi Ambrosi, Tiberi Vetti Aviti, Cai Pr… Cassiani); un tubulo a sezione rettangolare; una fusaiola biconica.
Dalla proprietà del sig. Aldo Menetto (via S. Barbara 2/a) provengono, poi, un unguentario, un mattoncino di spicatum, frammenti di arenaria lavorati, frammenti di embrici e di tegole, un frammento di fondo di un grande contenitore di impasto arancio e numerose tessere musive.
I resti documentabili sono pertinenti con molta probabilità ad una villa di alto livello, risalente al I d.C. in base ai bolli laterizi (ad eccezione di quelli di Caius Procillus Cassianus, messo in relazione con il senatore vissuto alla fine del II sec. d.C.). La villa si estendeva forse fino alla vicina località Teglada, dove si attestano altri resti archeologici, a formare un unico, grande complesso con annessa pars produttiva.
Negli scavi precedenti la seconda guerra mondiale fu evidenziato un tratto di strada (Peracca 1968, p. 30): “una stradetta romana scendeva da questo sito e porta ancora oggi al piano stradale sottostante dove anticamente c’era la laguna”. La strada scendeva verso la costa nel luogo noto con il nome Molo della Peschiera, dove probabilmente si trovava un molo.
Fonte: www.ipac.regione.fvg.it




