Il toponimo di Pesariis fa la sua prima comparsa nel 1300 come “in villa de Pesargis” che, probabilmente, era un luogo di dogana di cui rimane testimonianza la vecchia Casa della Pesa (sec. XII-XIV) successivamente modificata, nei sottoportici della quale avveniva la pesatura dei prodotti ed il cambio dei cavalli.
La Villa si era sviluppata attorno ai due poli principali: il nucleo della Pesa ed il borgo Chiaciut, adiacente al fiume ed all’antica chiesa. Il massimo sviluppo dell’insediamento avvenne nel Quattrocento quando alla caduta del regime patriarcale sopravviene il dominio Veneto.
All’interno del paese esisteva nel XIV-XV secolo una torre con un basamento i cui resti sono visibili alla base di quella che è conosciuta come Casa dell’Orologio, nota anche come Casa Maseruta e Casa Susanna.
Tra il 1600 ed il 1800 l’edificio venne a più riprese trasformato ed utilizzato come abitazione e bottega della famiglia Cappellari, una delle famiglie di Pesariis dedita alla produzione di orologi che caratterizzò Pesariis a partire dalla seconda metà del Seicento, tanto che esso è noto come Paese degli Orologi.
Nel XX secolo la casa venne anche utilizzata come sede dell’Amministrazione frazionale di Pesariis ed oggi fa parte del Museo diffuso dell’Orologio che coinvolge l’intero centro abitato.
La casa dell’Orologio si caratterizza per uno spiccato aspetto verticale e per la contenuta sporgenza del tetto che presenta, come altri nel paese, falde molto spioventi per favorire il deflusso della neve.
L’impianto è rettangolare con i muri molto spessi realizzati in pietra, intonacati in bianco ma con i conci d’angolo in pietra lasciati a vista. La copertura è formata da capriate in legno con manto di copertura in tegole in terracotta smaltata chiamate “planelas”. I solai sono in legno ed il sottotetto presenta una balaustra in legno. Le porte e le finestre hanno architrave e davanzale aggettanti e modanati.
La facciata principale, rivolta a sud, ha l’ingresso al piano terra ed è abbellita da una meridiana e da un orologio. Non ci sono notizie di quando venne realizzato il meccanismo originale dell’orologio. Il quadrante esistente, risalente al XVIII secolo, è stato restaurato completandone le parti mancanti. Per quanto riguarda la macchina dell’orologio si tratta di un orologio da torre meccanico con pesi costituiti da pietre e pendolo e con tre campane poste superiormente per battere le ore. Appeso sul lato ovest della casa, tramite aste di trasmissione poste all’interno dell’edificio, muove le lancette sul quadrante di stile settecentesco.
Per quanto riguarda la ricostruzione della meridiana questa è avvenuta sulla base della documentazione fotografica reperita all’epoca del restauro, dalla quale emergeva come sullo stesso quadrante fossero stati disegnati due diversi metodi di conta delle ore in uso nel passato (1200-1300) nei paesi del bacino del mediterraneo.
Il primo metodo è noto come “ad ora dell’alba” detta babilonica, dove l’ora segnata corrisponde alla ventiquattresima parte del tempo che intercorre tra un’alba e quella successiva. Il secondo metodo è noto come “ad ora del tramonto” detta italica, dove l’ora segnata corrisponde alla ventiquattresima parte del tempo che intercorre tra un tramonto e quello successivo.
Sulla facciata ovest si trova la scala esterna in pietra che porta al primo piano. Al di sopra vi è un affresco raffigurante San Giorgio e il drago e, al di sopra di questo, il meccanismo dell’orologio. Sulla facciata est vi è un altro affresco raffigurante la giustizia. Entrambi gli affreschi risalgono al XVIII secolo e vennero realizzati da un ignoto pittore. Il lato ovest è addossato ad un altro edificio.
Una tradizione riporta come la casa diede i natali al futuro Papa Gregorio XVI (1765-1846), al secolo Bartolomeo Alberto (Mauro) Cappellari. E’ tuttavia accertato che il futuro papa nacque a Mussoi, oggi sobborgo di Belluno, tuttavia è possibile che la sua famiglia, nota a Belluno dalla metà del XVI secolo, fosse originaria di Pesariis.

Fonti:
– Giusa, Antonio e Villotta, Michela Prato Carnico Inventario dei Beni Culturali Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei beni culturali 1994 – Pag. 4 altare Sebastiano Martini
– Tirelli Roberto D’antico e di nuovo nel Canale di San Canciano in Fantin Enrico, Tirelli Roberto Una vallata da conoscere: la Val Pesarina Edizione La Bassa 2000
Siti internet:
– Catalogo dei beni culturali https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600007915
– Pesariis il Paese degli Orologi https://www.pesariis.it/pae_oro_mer_casa/

Info:
Prato Carnico. Frazione Pesariis Via Maggiore 72

Data ultima verifica: agosto 2023

Autore: Marina Celegon

Galleria immagini: Marina Celegon.

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza