Nelle quattro indagini archeologiche effettuate sono emersi i resti di una struttura, accertata in due aree distinte poste alla distanza di 150 m l’una dall’altra e costituita, nei punti maggiormente conservati, da due muri paralleli (parte bassa in mattoni sesquipedali, parte superiore in gettata di cementizio), con fondo in mattoni sesquipedali.
Un assetto diverso presenta un tratto della struttura, composta da due blocchi in calcare di Aurisina sagomati a “U” e congiunti da colature di piombo.
Nel saggio 2 si è verificato che la struttura, orientata SW-NE, era affiancata a E da un piano di calpestio in ghiaia e a W da un’altra superficie in ghiaia, oltre la quale erano i resti in fondazione di un edificio di forma quadrangolare. Nei due piani di ghiaia sono state rinvenute monete che coprono l’arco cronologico tra l’inizio del I secolo a.C. e il IV secolo d.C. Sopra i resti dell’edificio quadrangolare, sono state recuperate circa 200 monete, attribuibili in parte alla seconda metà del IV secolo d.C..
Nella struttura costituita da due muri paralleli si deve riconoscere un’infratruttura idrica, che le persistenze toponomastiche (Mur Ingian o Muro Gemini) inducono a ricollegare con i resti dell’acquedotto di Aquileia, visibili sino al Settecento lungo l’attuale SR 352. L’infrastruttura era in parte interrata ed in parte emergente. Il piano di ghiaia è da considerare parte del tracciato stradale che da Aquileia conduceva verso Cividale e che in questa zona è ricalcato dalla SP 54 Scodovacca-Terzo.
rudaPermangono invece molti dubbi sull’interpretazione delle fondazioni dell’edificio messo in luce a W della conduttura e, soprattutto, sul significato del grande numero di monete tardo-antiche recuperate nei livelli di distruzione. Per quanto concerne la datazione, le monete più antiche rinvenute nel corpo ghiaioso della presunta strada riconducono all’inizio del I secolo a.C.; il dato è confermato dall’analisi C14 di un palo di rinforzo sottostante al battuto in ghiaia.
Alla stessa epoca rimandano anche i frammenti di anfora Lamboglia 2 addossati alle fondazioni dell’edificio rettangolare. Le monete più recenti non sembrano superare fine del IV secolo d.C.

Bibliografia:
– Tiussi C., Ruda (UD). Località La Fredda di Perteole. Indagini archeologiche 2006, in Bollettino della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia. I/2006, Trieste 2007, I
– Tiussi C., Ruda (UD) Località La Fredda. Indagini archeologiche 2006, in Aquileia Nostra, Aquileia (UD) 2006.

Fonte:
https://patrimonioculturale.regione.fvg.it

 

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza