canzian

Nello spigolo nord-occidentale della canonica di San Canzian d’Isonzo è murato un frammento di sarcofago attico in calcare con una figura umana e un cane. Secondo Fulvia Ciliberto, rappresenterebbe un compagno di caccia di Ippolito, figlio di Teseo.
In base ai confronti, si data ai primi decenni del III sec. d.C..
Nella sezione manoscritti della Biblioteca Civica Joppi di Udine è conservato il fascicolo XVIII (cc. 392-407) intitolato Iscrizioni aquileiesi varie e, alla carta 406v, è visibile il disegno del frammento, riprodotto secondo un’ipotesi ricostruttiva (1) .
Sul ritrovamento del reperto ci sono alcune notizie tratte da alcuni documenti conservati nell’archivio parrocchiale.
Grazie all’abbattimento di una casa confinante con il vecchio cimitero, il parroco del paese, don Pietro Zorzin, scoprì il frammento e decise, in epoca imprecisata, di trasportarlo nel suo cortile; durante la Prima Guerra Mondiale, la parte superiore del rilievo andò perduta e, alla fine del conflitto, il sacerdote lo fece murare esternamente, nell’angolo occidentale della canonica (2) .
In un periodo imprecisato, l’Istituto Archeologico di Vienna mandò tre pittori a copiare il rilievo (3).
Fulvia Ciliberto (4), riportando la notizia avuta dal parroco dell’epoca, don Claudio Tiberio, afferma che il frammento fu trovato durante gli scavi per le fondamenta della chiesa, effettuati circa due secoli prima.

Note:
(1) Gargiulo 2012, pp. 261-262 con immagine del disegno.
(2) Lettera del 2/6/1937, p. 4. La notizia è riportata anche da don Falzari nel suo dattiloscritto (Le Aquae Gradatae non datato, p. 4). La parte della lettera di don Zorzin relativa al frammento di sarcofago è pubblicata in Brumat 2005b, p. 302 nota 26.
(3) Lettera del 2/6/1937, p. 4.
(4) Ciliberto 1986, p. 2. Ciliberto 1996, p. 106.

Bibliografia:
– F. Ciliberto, Un frammento inedito di sarcofago attico a S. Canzian d’Isonzo, “Aquileia Chiama”, n. XXXIII, dicembre 1986, pp. 2-3.
– F. Ciliberto, Un sarcofago di tipo attico con Ippolito a S. Canzian d’Isonzo, “Xenia”, 16, 1988, pp. 53-56.
– C. Zaccaria, San Canzian d’Isonzo: testimonianze epigrafiche di età romana, in ‘Ad Aquas Gradatas’. Segni romani e paleocristiani a San Canzian d’Isonzo, Udine 1991, p. 59 nota 3.
– F. Rebecchi, Grabeskunst der römischen Kaiserzeit, in Sarkophage der römischen Kaiserzeit, 1993, p. 169.
– F. Ciliberto, I sarcofagi attici nell’Italia Settentrionale, Berna 1996, pp. 63-64, 106-107.
– G. Brumat Dellasorte, Aquileia e San Canzian, Venezia 2005, p. 89 fig. 140.
– G. Brumat Dellasorte, L’antiquarium canzianense, in I Santi Canziani nel XVII centenario del loro martirio, Atti del Convegno Internazionale di Studi, (Pieris, 19/10/2003, San Canzian d’Isonzo, 8/5/2004), a cura di G. Toplikar e S. Tavano, Ronchi dei Legionari 2005, p. 302 nota 26.
– A. Gargiulo, Appunti inediti di monsignor Giovanni Battista Falzari sulle testimonianze archeologiche di San Canzian d’Isonzo, tesi di diploma di specializzazione, Università degli studi di Trieste, a.a. 2004-2005, pp. 233-234.
– A. Gargiulo, Notizie antiquarie su alcuni reperti reimpiegati nella Venetia, in Riuso di monumenti e reimpiego di materiali antichi in età postclassica: il caso della Venetia, Udine 2012, pp. 261-262.
Ubi erat lupa, ID-Nr. 13910.
– A. Gargiulo, San Canzian d’Isonzo attraverso le testimonianze di Monsignor Falzari, don Zorzin e Padre Timoteo, in Storie di archeologia nell’Alpe Adria tra metà Ottocento e metà Novecento. Atti del convegno di studi: Abbazia di Rosazzo, 9 ottobre 2010, Roma 2015, p. 161.

Immagine: Desiree Dreos

Autore: Alessandra Gargiulo

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica