
Grazie ad una ricognizione effettuata nel 1950 nel sito denominato La Bregadina nei Cagnussi, è stata verificata la presenza di un’area ricca di frammenti ceramici, fittili (tegole e coppi) e di materiale edilizio in pietra, mentre alcuni appassionati locali hanno raccolto elementi strutturali in marmo, tessere musive, cubetti pavimentali in cotto, frammenti di ceramica comune, di vasellame in vetro, monete e una fibula in bronzo.
Le ricognizioni del 1993 hanno evidenziato la presenza nell’area di frammenti fittili (tegole e coppi) su una superficie di 90.000 mq, sia a est sia a ovest della strada campestre.
Nel 2006 il settore a ovest della strada era occupato in gran parte da un pioppeto; nell’unico lembo di arativo rimasto, si è evidenziata una dispersione di materiale per lo più moderno/recente (da segnalare alcuni frammenti bugnati di bicchieri bassomedievali). Nel pioppeto, invece, su un’area di circa 32.000 mq, si sono individuati molti frammenti di laterizi e pietrame da costruzione, più concentrati in corrispondenza della scolina che divide attualmente il pioppeto.
La presenza di materiale da costruzione ha suggerito l’esistenza di un insediamento a carattere abitativo, forse legato alle strutture presenti nella vicina area del Rondon.
Bibliografia:
– A. Gargiulo, Appunti inediti di monsignor Giovanni Battista Falzari sulle testimonianze archeologiche di San Canzian d’Isonzo, tesi di diploma di specializzazione, Università degli studi di Trieste, a.a. 2004-2005, p. 148.
– C. Tiussi, Ricerche archeologiche e topografiche nel territorio di San Canzian d’Isonzo, tesi di diploma di specializzazione, Università degli studi di Trieste, a.a. 2005-2006, p. 40.
Fonte:
– www.ipac.regione.fvg.it scheda SI 52
Autore: Alessandra Gargiulo
Vedi anche: Stefan Groh, Prospezioni geofisiche nel territorio di Aquileia una villa romana a San Canzian d’Isonzo




