I due ingressi della grotta si aprono ad altezza diversa, su di una esigua cengia intarsiata nei caratteristici costoni rocciosi che scendono, fortemente inclinati, dal Monte Carso, ma a causa delle loro ridotte dimensioni e degli arbusti che vi crescono davanti sono difficilmente individuabili.
A pochi metri di distanza, sulla stessa cengia, si aprono gli imbocchi della Cavernetta sul Monte Carso.

Dall’ingresso inferiore si diparte uno stretto cunicolo che va ampliandosi progressivamente fino davanti all’altra apertura, la quale si presenta alquanto bassa.
Da questo punto la cavità continua con una galleria le cui dimensioni vanno diminuendo rapidamente, tanto che nell’ultimo tratto si deve procedere a carponi, giungendo ad una strettoia impraticabile, oltre la quale si scorge un ulteriore tratto di cunicolo.
Lungo tutto lo sviluppo della grotta si notano degli scavi eseguiti da ricercatori clandestini e sembra che nel tratto mediano, dove il suolo è costituito da un banco di argilla, siano stati rinvenuti dei resti di inumati.
Questa cavità, una delle poche ascendenti della Venezia Giulia, è anche conosciuta con il nome di Grotta sopra i Molini di Bagnoli, attribuitole dal Battaglia, il quale cita tra i reperti consegnatigli dal Ceron un fischietto ricavato da un osso umano.

“…furono rinvenute numerose ossa umane appartenenti a più individui, fra cui un teschio ben conservato … I manufatti finora estratti (o almeno quelli che fu possibile esaminare e ricuperare) si riducono ad un ciottolo discoidale di calcare, forato, ad una lamella silicea ritoccata, ad un osso lavorato e ad alcuni cocci. Notevolissimo fra tutti il fischietto di osso umano…” (Battaglia).
I materiali provengono da due diversi recuperi effettuati da membri della Società Alpina delle Giulie qualche anno prima del 1924, data del primo articolo in cui Battaglia parlò di questi rinvenimenti.

Fonte:
https://catastogrotte.regione.fvg.it

 

Periodo Storico: Preistoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza