A Prodolone, frazione di San Vito al Tagliamento, si trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che venne costruita in ringraziamento alla Madonna per aver salvato tanti paesani dalla peste. La chiesa fu eretta nel 1467 e ha mantenuto il suo aspetto originario se si esclude l’aggiunta della sagrestia. Per la costruzione e gestione della chiesa fu costituita nello stesso anno la “Fraterna di Santa Maria di Gratia”.
La chiesa presenta in facciata un solo ingresso sormontato da una finestra ad occhio e con a lato due finestre rettangolari. Al di sopra del tetto a spiovente si innalza un campaniletto a doppia vela. Sulle pareti laterali si aprono finestre di varie dimensioni e forme. Sul lato sud si trova la sagrestia con pianta quadrata e volta a crociera. La muratura è in mattoni intonacati e la copertura è in coppi. Su tre lati la chiesa è circondata da un giardino nel luogo dell’antico cimitero.
L’edificio è ad aula rettangolare con travatura a vista e pavimentazione in pietra. Il presbiterio, a pianta quadrata e copertura a volta, è interamente affrescato, altri affreschi si trovano sulle pareti dell’aula.
L’affresco più antico presente nella chiesa è attribuito ad Andrea Bortolotti detto il Bellunello, chiamato così perché nato a Belluno verso il 1430. Il pittore, di cui si sa poco, si stabilì a San Vito nel 1455 dove operò fino al 1494, anno della sua morte. L’affresco, sulla parete sinistra della navata, raffigura una Madonna della Misericordia con il bambino ed i devoti. Tra gli esempi più ben conservati del pittore, l’affresco è purtroppo interrotto dall’ingresso alla sacrestia realizzata posteriormente. In tale occasione l’affresco venne anche rimaneggiato nella parte più bassa dove sono percepibili due differenti strati di intonaco, e venne realizzata la cornice in cui si legge l’iscrizione: Verlani, camerario della fradaia 1507.
Nell’abside cui si accede per tre gradini marmorei, si trova un altare ligneo realizzato da Giovanni Martini, considerato uno dei più grandi e preziosi del Friuli. Giovanni Martini da Udine (Giovanni Battista di Martino Mioni), visse tra il 1470 circa e il 1535. Nipote di Domenico da Tolmezzo, fu pittore e intagliatore. Nel 1515, anno di probabile realizzazione dell’altare di Prodolone, il Martini aveva in gran parte abbandonato l’attività di pittore per dedicarsi a quella di intagliatore, avendo ereditato la bottega dello zio Domenico morto nel 1507.
prodoloneDivenne il maggiore specialista di un genere assai diffuso nella regione carnico-friulana, quello delle monumentali ancone lignee strutturate a piani sovrapposti, la cui massima espressione è l’Altare della Vergine di Mortegliano dello stesso Martini. L’altare di Prodolone è stato ritenuto pari a quello di Mortegliano per la bontà di esecuzione, l’armonico equilibrio che domina l’insieme e il modellato delle ben proporzionate figure. Ad oggi non sono stati rinvenuti documenti certi sulla realizzazione di tale opera, ma vi sono pochi dubbi sulla sua attribuzione al Martini, peraltro confermata dopo i recenti restauri.
Dai registri della fraterna si sa che l’altare venne consacrato dal vescovo di Concordia Matteo Sanudo il 4 settembre 1594. Alto 350 cm, largo 270 e profondo 40, l’altare si presenta con una struttura architettonica sviluppata su due ordini sovrapposti, divisi da trabeazione e suddivisi in cinque scomparti da piccoli pilastri. L’insieme poggia su un basamento ed è sormontato da un frontone rettangolare con al centro un arco.
Nell’ordine inferiore sono collocate al centro la statua della Madonna in trono con bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria d’Egitto, Margherita e Vito. Nel piano superiore al centro il Redentore con la croce in mano e i santi Giovanni Battista, Giacomo Minore, Pietro e Gottardo. Sulla cimasa sono le statue dei santi Girolamo, Paolo (per altri Nicolò), Gregorio Magno e Antonio da Padova. Al centro della predella vi è un bassorilievo raffigurante Cristo morto che sorge dal sepolcro. Anche se il recente restauro ha volutamente mantenuto la disposizione precedente delle statue, è probabile che alcune di esse in origine fossero collocate diversamente.
Alcuni decenni dopo il presbiterio venne arricchito con un ciclo di affreschi realizzati da Pomponio Amalteo, pittore nato a Motta di Livenza nel 1505 e morto a San Vito al Tagliamento nel 1588. Fu allievo e poi genero del Pordenone, il cui insegnamento resta riconoscibile nella sua vasta produzione. Era pittore molto apprezzato in ambito regionale e sue tele e affreschi si trovano in molte località del Friuli.
Pomponio lavorò intensamente per la città d’adozione nella quale ricoprì anche cariche pubbliche. In città egli realizzò affreschi anche nella chiesa di Santa Maria dei Battuti e una pala e le portelle dell’organo del Duomo. A San Vito al Tagliamento creò una scuola di pittura dalla quale uscirono eccellenti allievi.
Nel 1538, la Confraternita arrivò a concludere un contratto con il pittore, con il quale egli si impegnò a dipingere “la detta Cupola fino ai sedili, e la facciata fuori della cupola fino all’Altare bene e diligentemente con colori buoni, varij e diversi, e con diverse figure per lo spazio di anni 4 (quattro) prossimi futuri incominciati nel 1539 per il prezzo di Ducati 225”.
prodoloneA Prodolone gli affreschi dell’Amalteo coprono ogni spazio del coro. Nell’apice della finta cupola si vedono i simboli dei quattro evangelisti al di sotto dei quali si trovano quattro ovali. In quello sopra l’altare è rappresentata l’incoronazione di Maria Regina del cielo, negli altri tre scene con Profeti e Sibille.
Nelle vele sotto la cupola ai lati dell’arcosanto vi sono a sinistra le figure dei santi Girolamo e Bonaventura ed a destra quelle di Gregorio Magno e Agostino. Nelle due vele dietro l’altare sono rappresentati degli angeli musicanti.
Sulla parete sinistra, ai due lati dell’alta finestra ogivale, vi sono a sinistra la circoncisione di Gesù e a destra l’adorazione dei Magi. Nella scena della circoncisione è presente anche la Madonna cosa che contrasta con gli usi ebraici. Nelle lunette sovrastanti a sinistra la presentazione al tempio di Maria Bambina e a destra lo sposalizio della Vergine Maria con San Giuseppe.
Sulla parete di fondo, ai lati dell’altare ligneo, a sinistra la scena del transito di Maria Santissima, attorniata dagli apostoli e a destra l’Assunzione della Madonna in cielo. Nelle lunette soprastanti a sinistra Gesù adolescente che disputa con i dottori nel Tempio e a destra Cristo che consola Marta e Maria sorelle di Lazzaro.
Sulla parete destra in basso si vede la scena della nascita di Maria Bambina ambientata in un ambiente tipico delle abitazioni nobili del Rinascimento. Sopra nelle lunette a sinistra angeli che appaiono a tre pie donne e ordinano loro di far costruire la chiesa e a destra, un episodio dei vangeli apocrifi con l’annuncio ai coniugi Gioacchino e Anna della nascita di Maria. Questa lunetta, come altre, è stata danneggiata dall’annerimento irreversibile dei volti, dovuto alla presenza nei colori di bianco di piombo.
Sull’arco santo compaiono le tre virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, e due delle quattro virtù cardinali la Giustizia e la Prudenza mentre la Fortezza e la Temperanza sono state distrutte per far posto ai bracci che sostengono due lampadari. Sulla facciata dell’arco santo rimangono tracce di un’annunciazione alla quale sono sovrapposti degli stemmi della famiglia Prodolone (del ramo Mels di Colloredo), datati agli inizi del XVI secolo.
Accanto all’ingresso vi è un’acquasantiera della bottega spilimberghese di Antonio da Carena, meglio conosciuto come il Pilacorte.
Alla fine degli anni ’80 la chiesa è stata interessata da un radicale intervento di consolidamento e restauro mentre altri interventi di restauro parziale hanno avuto luogo nel 2007. Gli affreschi sono stati restaurati alla fine degli anni ’90 mentre l’ultimo restauro dell’altare del Martini risale al 2000-2001.

Fonti:
– Bergamini Giuseppe. La scultura lignea nel Rinascimento. In Pastres Paolo (a cura di) Arte in Friuli dal Quattrocento al Settecento. Società Filologica Friulana, Udine 2008
– Casadio Paolo. Il restauro dell’altare ligneo di Giovanni Martini di Prodolone. 1. Cenni storici. In: Atti dell’Accademia “San Marco”, n. 4/6, tomo 2 (2002-2004)
– Comoretto Anna e Andreina. Il restauro dell’altare ligneo di Giovanni Martini di Prodolone. 2. Il restauro dell’altare e le tecniche esecutive e decorative. In: Atti dell’Accademia “San Marco”, n. 4/6, tomo 2 (2002-2004)
– Garofalo Paolo. Prodolone tra arte e natura. Un percorso storico e naturalistico. Tip. Sagittaria. Concordia Sagittaria 2007
– Iop Giuseppe. Prodolone parrocchia 1300-1970. Arti Grafiche Friulane – Udine 1977
– Marchetti Giuseppe e Nicoletti Guido. La scultura lignea nel Friuli. Silvana Editoriale d’Arte Milano. 1956
– Montico Alessandra Brevi cenni sulla chiesa di Santa Maria delle Grazie in Borgo Madonna in Begotti Pier Carlo e Sclippa Pier Giorgio (a cura di) San Vìt Società Filologica Friulana LXXXVII Congresso. Udine 2010
– Pastres Paolo. Quattrocento e Cinquecento in Pastres Paolo (a cura di) Arte in Friuli dal Quattrocento al Settecento. Società Filologica Friulana, Udine 2008
– Rizzi Aldo. Profilo di storia dell’arte in Friuli. 2. Il quattrocento e il cinquecento. Dal Bianco Editore 1979
– Rizzi Aldo Mostra della scultura lignea in Friuli Catalogo della mostra di Villa Manin di Passariano, 18 giugno – 31 ottobre 1983 Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia di Udine 1983 e Scheda 32 del catalogo.
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=65735&Chiesa_della_Beata_Vergine_delle_Grazie__Prodolone,_San_Vito_al_Tagliamento

Info:
San Vito al Tagliamento – Via Strigelis, 37, Frazione Prodolone 33078 San Vito al Tagliamento PN
La chiesa normalmente è chiusa. Visitata in occasione delle giornate FAI di primavera.

Data ultima verifica: maggio 2021

Autore: Marina Celegon

Galleria immagini: Marina Celegon.

 

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica